atti dell'interrogatorio

Roma, Marra a pm: dissi a Raggi che volevo andarmene

(ANSA)

3' di lettura

«Più volte ho manifestato al sindaco Raggi che volevo andare via». Lo ha detto Raffaele Marra, ex capo del Personale del Campidoglio nel corso dell'interrogatorio del 20 dicembre nel carcere di Regina Coeli. Marra -
in carcere dopo l'arresto del 16 dicembre scorso nell'ambito di un'inchiesta della procura di Roma su una presunta corruzione per funzione - si riferisce
ai giorni in cui il suo nome era al centro di articoli di stampa. Intanto il gip Maria Paola Tomasselli ha stabilito che il pericolo, ancora sussistente, di reiterazione del reato non consente a Marra di essere scarcerato.

Il gip: Raggi ha preso distanze da Marra
Nel rigettare l'istanza nella quale, in subordine alla rimessione in libertà si sollecitavano i domiciliari, il gip riconosce che il Campidoglio «ha preso le distanze da questi sia a livello mediatico con le dichiarazioni rese dal sindaco Raggi, sia sostituendolo nell'incarico sino ad allora ricoperto».

Loading...

Sms a Romeo: «Ecco incarichi e retribuzioni»
Raffaele Marra suggeriva via sms incarichi e retribuzioni disegnando le basi della macrostruttura del Campidoglio. Il dettaglio, già emerso nel corso delle indagini, ora è più chiaro con il deposito degli atti del processo per corruzione che inizierà il 25 maggio. «Domani ti mando i provvedimenti da adottare, i possibili incarichi e le retribuzioni», scrive Marra a Salvatore Romeo, ex capo della segreteria di Virginia Raggi. Con questa procedura fu poi promosso il fratello Renato a capo del dipartimento turismo, promozione per cui Marra è indagato assieme alla sindaca Raggi. In un altro messaggio Marra dice a Romeo di avergli inviato la macrostruttura, i vari passi da compiere e la cornice normativa per attuarla.

«Voglio restare in carcere finchè non chiarirò»
«Ho dato disposizioni ai miei avvocati di non presentare alcuna istanza di scarcerazione , io voglio rimanere in galera. Io devo rimanere qua fino a quando non sarò sufficientemente in grado di dimostrare la mia estraneità» ha detto poi Marra durante l'interrogatorio di garanzia a Regina Coeli. «Il mio rapporto con il Movimento (Cinquestelle ndr) - ha aggiunto davanti al gip - è assolutamente inesistente. Io conoscevo una persona del Movimento che si chiama Salvatore Romeo e perché era un mio funzionario al dipartimento Partecipazione, questo era il rapporto che avevo». «Io non sono corrotto - ha aggiunto Marra - sono una persona perbene. Il mio rapporto con Scarpellini era solo amichevole, forse l'ho visto dieci volte».

«Raggi mi chiese: "Mi puoi aiutare.."
«Il sindaco Raggi mi chiese: 'mi puoi aiutare a far ripartire la macchina organizzativa'?» dice Marra in un passaggio dell'interrogatorio di garanzia. «E io dissi - spiega Marra - che l'unico ruolo che al momento mi poteva dare era un incarico soltanto di coordinamento, la proiezione non era fare il vicecapo di gabinetto vicario ma fare il direttore generale del Comune che è ben altra cosa». «Io sono entrato» nell'amministrazione «sollecitato, pregato, supplicato di rientrare dall'aspettativa perché di questo si è trattato. Io - aggiunge Marra - non volevo rientrare e potete sentire il sindaco e vicesindaco se è vero quello che sto dicendo».

«Non mi tutelate più, me ne voglio andare»
«Non siete più in grado di tutelarmi, me ne voglio andare, mettetemi in aspettativa». In più di un'occasione attraverso sms Raffaele Marra, secondo quanto lui stesso detto nel corso dell'interrogatorio, avrebbe detto questo a Virginia Raggi. "Ci sono decine di messaggi tra me e il sindaco in cui più volte manifesto la volontà di andare via sin dai primissimi giorni dal conferimento dell'incarico di Vice capo di gabinetto -ha detto Marra davanti al gip- il mio ruolo al comune sarebbe dovuto essere tutt'altro».

Scarpellini: «Davo soldi a Marra perchè contava»
«Questi soldi glieli davo... mi piaceva avere un amico, se gli dicevo no, non ti do una lira, questo era un nemico per me. Marra è uno che conta». Così l'immobiliarista Sergio Scarpellini rispondeva al gip Maria Paola Tomaselli nell'interrogatorio di garanzia del 20 dicembre scorso. Scarpellini affermava ancora: «Non volevo farmi un nemico. Gli amici sono sempre importanti, questi volendo possono farti male, ad esempio bloccare una pratica».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti