Elezioni amministrative

Roma, persi 51mila occupati, ma l’hi tech aggancia la ripresa

La pandemia ha colpito l’economia della capitale in una fase generale di difficoltà, con il territorio ancora in cerca di una vocazione

di Andrea Marini

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3' di lettura

La pandemia ha colpito l’economia della capitale in una fase generale di difficoltà, con il territorio ancora in cerca di una vocazione. Ad avere il fiato corto sono soprattutto i settori legati al turismo internazionale, che probabilmente dovrà aspettare la primavera del 2022 per tornare ai livelli pre Covid. Tuttavia, segnali di svolta non mancano, come evidenzia il trend dell’export, superiore alla media italiana, a testimonianza che la punta di diamante di Roma, i suoi poli tecnologici, ha già agganciato la ripresa. È da qui che il prossimo sindaco di Roma dovrà ripartire, per ideare un masterplan che punti a dare una linea di sviluppo. I soldi presumibilmente non mancheranno: sono in arrivo quelli del Recovery plan (il Pil 2021-2024 potrebbe crescere a Roma 2,5 punti in più della media Italia), del Giubileo del 2025 e della possibile candidatura ad ospitare l’Expo del 2030.

Dal 2016 al 2021 Roma ha perso 26mila abitanti, come una città medio-piccola

Il Pil pro capite della provincia ha visto un progressivo declino che va avanti dal 2010: in rapporto alla media Ue si è passati dal 155% del 2010 al 126% del 2018. La crescita media annua 2014-2018 del valore aggiunto è stata dello 0,5% contro l’1% dell’Italia. Un trend in controtendenza rispetto a Berlino, Madrid e Parigi, che nello stesso periodo sono cresciute di più della media dei loro rispettivi paesi. Nel 2016 Roma era al 7° posto nella classifica del Pil pro capite. Nel 2019 Roma è scivolata al 17° posto nella classifica provinciale del reddito disponibile pro capite. Dal 2016 al 2021, il comune di Roma ha perso 26mila abitanti, quasi come una medio-piccola città italiana. La popolazione tra 18 e 39 anni è passata dal 24,3% del 2015 al 23% del 2019.

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Con la pandemia persi 51mila occupati

Su questo trend si è inserito l’impatto della pandemia: nel 2020 rispetto al 2019 nella provincia di Roma si sono persi 51mila occupati (dati Istat). A preoccupare è soprattutto il tasso di disoccupazione giovanile, passato dal 29,2% al 33% tra il 2019 e il 2020 (l’anno scorso la media italiana si è fermata al 29,4%). Nel solo comune di Roma, dal 31 dicembre 2019 al 30 giugno 2021, le imprese registrate sono diminuite di oltre 8.300 unità (dati InfoCamere-Unioncamere, Movimprese). Secondo il report di settembre della Cna di Roma (artigiani e piccole imprese) tra le imprese si avvertono segnali di miglioramento: nel primo semestre 2021 scendono dall’85% al 54% le aziende che rispetto al primo semestre 2020 prevedevano un calo di fatturato. Ma mentre in quelle con più di 10 addetti si passa dal 70 al 35%, nelle piccole si scende solo dal 91 al 55%. E se nell’industria il calo è dall’83 al 48%, nel commercio e turismo si soffre ancora: si scende solo dall’85 al 53%.

Il turismo stenta a riprendere

Con 31 milioni di presenze, la capitale è stata nel 2019 di gran lunga la città italiana di maggiore attrazione turistica. Ma ancora stenta a riprendersi: a giugno il tasso di occupazione delle camere arrivava al 28%, contro il 41 di Londra, il 37 di Madrid e il 36% di Parigi. «Al momento a Roma ci sono quasi 400 hotel chiusi su 1.200», spiega Daniele Brocchi, direttore Turismo Confesercenti Roma, «un centinaio sta riaprendo – aggiunge – nella speranza di poter registrare qualche prenotazione». Ma fino a quando non riprenderà a pieno regime il turismo internazionale (che era il 70% degli arrivi a Roma) non si potrà parlare di ripresa. «Questa estate abbiamo rivisto i tedeschi e i francesi, ma mancano completamente gli americani, i russi e i cinesi. Bisognerà attendere almeno aprile 2022», conclude Brocchi.

L’hi tech aggancia la ripresa

Segnali incoraggianti stanno venendo invece dai settori ad alta tecnologia. Nel primo semestre 2021, l’export della provincia di Roma è cresciuto del 46,7% rispetto allo stesso periodo del 2020 (la media italiana si è fermata a +24,2%). Traino sono stati i comparti a più alto valore aggiunto: il polo dell’aerospazio (+48,7%), i prodotti petroliferi raffinati (+149%), i macchinari (+41,7%) e gli apparecchi per telecomunicazione (+102,5%). Ed è proprio da queste eccellenze che può ripartire la ripresa. Basti pensare che la provincia di Roma ha un’incidenza degli occupati nei settori ad alta tecnologia pari al 7%, contro il 3,7% della media italiana e il 5,1% della Lombardia. Roma, inoltre, primeggia, insieme a Milano, come polo Ict, con 83mila addetti (17% del totale Italia; 18% Milano), e oltre 4 miliardi euro di servizi Ict esportati (51% del totale nazionale). Roma è la prima provincia d’Italia per addetti nel settore energetico: 7.600, pari al 13% del totale nazionale. La capitale, insieme a Milano, guida nettamente la graduatoria delle imprese che investono in tecnologie green (30.400 imprese).

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