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«Roma-Pescara strategica per l’Abruzzo, prolungare la pista dell’aeroporto»

di Michele Romano

Confindustria Abruzzo. Marco Fracassi

2' di lettura

Il mantenimento delle attuali aree industriali, che fanno dell’Abruzzo una delle regioni italiane con il maggior tasso di industrializzazione; l’inversione della curva di desertificazione, demografica e produttiva, delle aree interne; il potenziamento e la messa a terra del patrimonio di esperienze e competenze garantito dall’ecosistema dell’innovazione. Tre obiettivi strategici e ambiziosi per una regione in transizione per l’Unione Europea, sostenuti dai 2,3 miliardi che arrivano attraverso il Pnrr e dai 60 milioni della Zes, che è soprattutto un attrattore di investimenti grazie alla fiscalità agevolata e alle autorizzazioni più veloci. C’è un filo rosso li tiene insieme: le infrastrutture.

Il presidente di Confindustria Abruzzo, Marco Fracassi, manda un messaggio dentro e fuori i confini regionali, perché «per gestire una simile quantità di risorse serve una visione comune tra Regione e governo, anzi sarebbe meglio coinvolgere tutte le regioni meridionali». E non solo: «Oggi l’erogazione dei fondi europei passa attraverso i bandi regionali, ma ci sono tante possibilità che non riusciamo a intercettare, per cui dobbiamo spostare l’attenzione direttamente su Bruxelles».

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Le scadenze fissate da Pnrr e Zes rappresentano ad oggi «un’opportunità irripetibile» e una garanzia per trasformare i progetti infrastrutturali in cantieri aperti e opere realizzate. «A cominciare dall’alta capacità, per passeggeri e merci, lungo la Roma-Pescara: una tratta ferroviaria da 250 chilometri, che è da anni in tutti gli elenchi delle priorità ma per la quale siamo ancora fermi alle buone intenzioni». È diventata una corsa contro il tempo, perché il collegamento tra Adriatico e Tirreno è strategico per l’Abruzzo, che rischia di essere tagliato fuori dalle grandi reti europee di trasporto quando andrà a buon fine il raddoppio completo della Orte-Falconara. «Se così fosse saremmo marginalizzati, ipotecando un futuro in declino» dice amaro il presidente degli industriali, preoccupato anche per una ricostruzione post sisma («una sfida ancora da vincere, specie per i centri minori del cratere sismico») e per la lentezza con cui procedono «l’ammodernamento e la messa in sicurezza di A24 e A25 e la realizzazione della terza corsia dell’A14, i cui cantieri generano rallentamenti inaccettabili che dilatano i tempi di consegna delle merci trasportate su gomma».

Gli altri «punti fermi» sui quali lavorare sono l’aeroporto di Pescara, il cui prolungamento della pista «consentirà anche la programmazione di voli intercontinentali e un nuovo capitolo della nostra offerta turistica», e i porti del capoluogo adriatico (ci sono 21,2 milioni per la deviazione del porto canale) e di Ortona (6 milioni per ampliarlo e potenzialo). Un programma ricco per il quale Confindustria Abruzzo è pronta per «un ruolo primario, forte anche di alcune alleanze strategiche, calibrate sull’innovazione spinta, che ci permettono di sperare in un futuro di piena rinascita».

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