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Roma, il primo bando punta al recupero di 5 siti produttivi

Ex Mira Lanza, ex Filanda, Stazione Tuscolana, mercato storico di Torre Spaccata e Istituto Vertunni sono le aree che la capitale riconvertirà grazie al bando internazionale nel quadro del programma ReinventIAMO Roma

di Paola Pierotti


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3' di lettura

Testimonianze di archeologia industriale da valorizzare con un mix funzionale creativo e sostenibile, interventi dalla grande potenzialità urbana in aree come quelle dell’Ostiense e di San Giovanni, un nodo di scambio intermodale che guarda a Nord verso Viterbo e raggiunge l’aeroporto di Fiumicino. Dall’ex Mira Lanza (24.244 mq) all’ex Filanda (1.250 mq), dalle aree dismesse della Stazione Tuscolana (49.800 mq) al mercato storico di Torre Spaccata (2.308 mq) all’Istituto Vertunni (8.370 mq).

I 5 siti
Questi i cinque siti di Roma Capitale oggetto del bando internazionale C40 Reinventing Cities avviato il 4 dicembre scorso insieme a Milano e ad altre 7 città del mondo. Dopo la presentazione milanese organizzata alla Triennale, anche il Comune di Roma con l’assessorato all’Urbanistica, FS Sistemi Urbani, l’Ordine degli Architetti di Roma e C40 ha promosso un incontro per fare il punto sulle opportunità di questa sfida, che per la prima volta vede coinvolta anche Roma.
Dei 5 siti, 4 rientrano tra i 13 compendi pubblici non strumentali all’esercizio di funzioni istituzionali, già definiti nell’ambito del programma ReinvenTIAMO Roma, da riqualificare perché in dismissione e in condizioni di sottoutilizzo, abbandono e degrado. Il quinto sito in gara è un’area del Gruppo FS in vendita: una sfida per un mix funzionale articolato che faccia tesoro di un nodo della mobilità e offra servizi integrati per il quartiere.

Il bando
Il bando si divide in due fasi principali: la prima consiste in una manifestazione di interesse ed entro maggio 2020 bisogna candidarsi, la seconda prevede la presentazione della proposta vera e propria. Entro febbraio 2021 è prevista la scelta dei vincitori.
Il programma – guidato dalla C40 Cities Climate Leadership Group – punta alla realizzazione di progetti di rigenerazione urbana all’insegna della sostenibilità ambientale, creando ambienti urbani privi di emissioni di carbonio e resilienti. «Un modo diverso di intendere la città – commenta Luca Montuori, assessore all’Urbanistica di Roma Capitale – utilizzando schemi e modelli differenti da quelli seguiti finora, con i quali si dà avvio a una nuova fase dell’uso del patrimonio pubblico all’interno di una rinnovata sinergia con il privato».

Architettura contemporanea, nel dialogo con i privati
Proprio sulla relazione tra pubblico e privato è stato centrato il dibattito a Roma, con particolare attenzione ai progetti scelti anche attraverso competizioni private negli ultimi mesi. È il caso del Campus biomedico firmato Labics e Topotek1, ma anche della nuova sede Enel in via Regina Margherita con un’importante piano di rigenerazione a cura dello studio Antonio Citterio e Patricia Viel. «Si tratta della valorizzazione di un immobile degli anni ’60 caratterizzato oggi da corridoi e piccole stanze, in un complesso con 5 stecche, di cui 2 saldate tra loro, impostate su una piattaforma condivisa. Un intervento lungo 100 metri – spiega l’architetto Patricia Viel – strettamente collegato con il quartiere da un lato e con un parco sull’altro fronte, che verrà totalmente riorganizzato tenendo conto dei temi del lavoro agile, con la richiesta di ambienti lavorativi diversi, con spazi sopraelevati e giardini interni».
Un intervento di deep retrofit che punta alla certificazione Leed e Well, per il quale si è lavorato a quattro mani, istituzione e committenza, «per adattare il progetto al quadro normativo esistente». Una testimonianza positiva e ottimista da parte di uno studio di progettazione affermato a scala internazionale, con base a Milano, che oggi conta diversi cantieri avviati nella Capitale, sia nel settore dell’hotellerie che del direzionale.
Confronto con gli operatori.

Per il Presidente dell’Acer Nicolò Rebecchini l’avvio di processi di rigenerazione della città come quello connesso con Reinventing Cities «deve essere sempre valutato in maniera positiva in quanto contribuisce a perseguire l’obiettivo di un superamento delle condizioni di degrado e abbandono favorendo una rivitalizzazione degli spazi urbani. È uno dei primi esempi di riqualificazione – commenta Rebecchini – bisogna procedere, garantire procedure veloci, capaci di dare risposte concrete al territorio. Il fattore tempo e la certezza dei processi è determinante – ha concluso il presidente di Acer – per richiamare gli investitori, soprattutto internazionali, tenendo presente che la ripartenza di un mercato di lunga filiera, professionale, produttiva, imprenditoriale, è necessaria per il fine sociale che la legge sulla rigenerazione urbana si prefigge».

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