RIQUALIFICAZIONE URBANA

Roma, «verdi e tech» i progetti selezionati per ridisegnare la città

Chiusa la prima fase del bando internazionale C40 Reinventing Cities con la selezione dei team finalisti per la rigenerazione urbana delle aree in corsa nella Capitale. Prossimo step, il primo trimestre 2021

di Paola Pierotti

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Chiusa la prima fase del bando internazionale C40 Reinventing Cities con la selezione dei team finalisti per la rigenerazione urbana delle aree in corsa nella Capitale. Prossimo step, il primo trimestre 2021


4' di lettura

Competizione per scegliere le soluzioni progettuali più efficaci, facendo dialogare fin dall’inizio del processo, architettura e imprenditoria. E partecipazione, per fare squadra con la comunità. Su queste due leve lavora il Comune di Roma nell’ambito di alcuni progetti strategici di rigenerazione urbana, avviando in queste ore il percorso di partecipazione che coinvolgerà i cittadini per valorizzare l’area di via dei Lucani a San Lorenzo, e annunciando i selezionati della prima fase del bando internazionale C40 Reinventing Cities.

Reinventing Cities Roma

Ad agosto sono stati individuati i finalisti della gara per la stazione Tuscolana, annunciati con FS Sistemi Urbani. E in questi giorni si sono conclusi i lavori della giuria anche per le altre aree oggetto del concorso. Anche nella Capitale avanza, quindi, il piano per la rigenerazione urbana di aree in cui si scommette sulla sostenibilità ambientale, come stanno facendo con lo stessa iniziativa le città di Milano, Madrid, Chicago, Dubai, Montreal, Singapore, Cape Town e Reykjavik.

Cinque cordate corrono per aggiudicarsi l’operazione dell’area dell’ex Mira Lanza, due per quella del sito di Torre Spaccata e altre due per la Filanda. Un solo team si era candidato per la valorizzazione dell’istituto Vertunni (una scuola abbandonata) ma la commissione non l’ha ritenuto idoneo per procedere.Per l’area dell’ex Mira Lanza sono stati ammessi alla gara le cordate guidate dall’impresa De Sanctis Costruzioni con PrincipioAttivo Architecture Group e 3TI Progetti italia - Tekser (esperto ambientale); Spsk* Studio di Architettura e Ingegneria con European Engineering Consorzio Stabile e Vdp (esperto ambientale); Fresia Re con Bioedil Progetti e Save the Planet Onlus (esperto ambientale); Navarra Iniziative Immobiliari con Westway Architects e Stantek (esperto ambientale); Finanziaria Internazionale Investments sgr con Barreca & La Varra, AAvv creative engineering Studio Associato di Professionisti e Pool Engineering (esperto ambientale).

Per l’ex mercato di Torre Spaccata, due le cordate in lizza, guidate rispettivamente da Surf Engineering Urban Design & Landscape con Ctif dell’Università di Roma Tor Vergata e In-Time (esperto ambientale) e da Alfredo Simonetti con Simone Ombuen, Giancarlo Micheli e Paola Marrone (esperto ambientale).Per la conversione della Filanda c'è CAM con IT'S, Excellence Italia con Claudio Ciccotti e Giuseppe Deiana - Marcello Mancini (esperti ambientali).

Nella gara promossa con FS Sistemi Urbani, a Tuscolana, su 11 proposte pervenute sono stati selezionati i team guidati da Fresia RE con Arney Fender Katsalidis Ltd e Habitech (esperto ambientale); CCC 15 con IT’S e Artelia (esperto ambientale); Green Stone con Park Associati e Arcadis Italia (esperto ambientale), ABDR Architetti Associati con Manens-Tifs (esperto ambientale); Dario Scaravelli di Startt – Società di Architettura e Ingegneria con un pool dell'Urban Innovation Vienna GmbH (esperti ambientali).Sono queste quindi le cordate al lavoro per elaborare una proposta dettagliata compresa di masterplan e offerta economica.

Prossimo step: il primo trimestre del 2021

«Entro il mandato – ha commentato Luca Montuori, assessore all’Urbanistica del Comune di Roma – l’amministrazione intende firmare i contratti per la cessione delle aree e dei diritti di superficie di questi 4 siti, uno di Ferrovie e tre del Comune. L’area di Tuscolana, quelle della Filanda e dell’Ex Mira Lanza si sono confermate le più appetibili e strategiche, vista la risposta di grandi gruppi anche non locali. Interessante però la partecipazione di giovani studi di architettura – ha commentato Montuori – che hanno affiancato gli investitori in progetti di ampio respiro, nell'ambito di una pianificazione di lungo periodo».

Le offerte vincolanti arriveranno nella seconda fase, ma si parla di investimenti per centinaia di milioni di euro. Un segnale di apertura dell’amministrazione al mondo dei privati «che rimanda alla capacità degli investitori – aggiunge Montuori – di avviare un rapporto maturo con l’architettura, dove i progettisti a loro volta mettono in campo qualità tecnica e capacità manageriale». Aree strategiche per il futuro della Capitale, a cui si aggiunge sempre quella di Tiburtina dove procede il dialogo con Ferrovie che ha da poco comunicato di aver assegnato al team guidato da Abdr (stesso progettista della stazione AV) il masterplan per l’area. E non lontano nell’area di Pietralata, si presume riparta l’iter per la nuova sede Istat, considerando che i vincitori (un pool di studi romani guidati dallo stesso Abdr) hanno da poco vinto il ricorso. Più in generale la sfida urbanistica dell’Amministrazione Raggi si sta concentrando sulle aree a ridosso dell'anello ferroviario. «L’aspettativa – aggiunge Montuori – è di poter dialogare con chi investe non solo per rivendere. Roma ha bisogno di investimenti e di gestione con ritorni non nell'immediato, lo hanno capito alcuni fondi che si pongono l'orizzonte di rientro in 10-15 anni».
Sfida in ogni caso non facile né scontata, come dimostra il caso di San Lorenzo.

Reinventiamo Roma

Da spazio culturale e creativo a distretto multifunzionale, da spazio per attività ludiche e sportive a luogo protagonista della sostenibilità ambientale. Sono questi gli obiettivi da raggiungere nell'iter amministrativo per la rigenerazione urbana dell'area di via dei Lucani a San Lorenzo per trasformarla in un luogo integrato con il territorio capace di proporsi con forza per migliorare la vita del quartiere. Un percorso complesso (partito alcuni mesi fa appunto con un bando, senza esito concreto perché i proprietari delle aree non hanno saputo dialogare con gli investitori) e che punta a restituire al quartiere e alla città uno spazio da anni abbandonato attraverso la riaffermazione dell’interesse pubblico nella trasformazione urbana. E dopo il confronto con i privati, per l’esproprio delle aree, si passa all’ascolto dei cittadini per un'analisi dei bisogni della città (tema, tra l’altro, del festival dell’architettura partito in queste ore nella capitale, “Spam Needs”, promosso dall’Ordine degli Architetti di Roma e in corso fino al 16 ottobre).

«L’obiettivo per San Lorenzo – ha commentato la sindaca di Roma Virginia Raggi – resta immutato: riqualificare un’area abbandonata per realizzare il progetto pubblico che raccolga i bisogni e le istanze di chi vive questo quartiere»


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