LA TELEFONATA

Roma, Sgarbi: Grillo mi ha detto «Raggi depensante»

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(ANSA)


2' di lettura

«Grillo mi ha detto tutto il male possibile di Raggi, mi ha detto che è depensante». Vittorio Sgarbi, ai microfoni di Radio Cusano Campus, rivela l'esistenza di una telefonata col leader M5S, da lui registrata. Lo scambio di battute in questione risalirebbe, secondo quanto riferito dal critico d’arte, a prima che la sindaca venisse formalmente indagata. «Lui ha iniziato a elaborare una teoria giustificazionista quando ha intuito che poteva arrivare l'avviso di garanzia. Prima ci siamo parlati e mi ha detto che la considerava una depensante. Grillo sta difendendo un presidio, pensa di commissariarlo, dal punto di vista strategico posso anche capirlo». Sgarbi aveva fatto la stessa rivelazione ieri sera ai microfoni della Zanzara su Radio 24.

Grillo: grazie al mio imitatore
«Ringrazio il mio imitatore che ha preso in giro il #FakeIntellettuale». Così scrive Beppe Grillo in un tweet nel quale, senza citare Vittorio Sgarbi, smentisce
presumibilmente la telefonata su Virginia Raggi che il critico d'arte ha rivelato questa mattina definendolo, tra l'altro, «falso intellettuale».

Raggi firmò delibera nomina Romeo, è indagata
La sindaca Virginia Raggi firmò la delibera che il 9 agosto determinò la promozione di Salvatore Romeo. Per questo ora è indagata in concorso con Romeo, suo ex capo della segreteria politica. A Romeo inoltre fu triplicato lo stipendio. Alla giunta, presieduta dalla sindaca Virginia Raggi, presero parte gli assessori Baldassarre, Berdini, Marzano, Meleo, Minenna e Muraro. Oltre alla nomina di Romeo fu decisa, tra le altre, anche quella di Andrea Mazzillo, assessore al Bilancio. Nella deliberazione di fatto si indicava la mansione di Romeo, «attività di supporto nell'ambito dell'Ufficio di diretta collaborazione della sindaca», e anche lo stipendio che non veniva indicato però in maniera diretta, ovvero con una cifra, ma riferendosi al «trattamento economico lordo, parametrato a quello dirigenziale terza fascia di retribuzione» legato al Contratto integrativo dei dirigenti di Roma Capitale. Una dicitura poco comprensibile ma che di fatto triplicava l'emolumento di Romeo.


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