nodo extra costi

Rifiuti a Roma, scontri sul bilancio: si dimette il Cda di Ama. Raggi nomina nuovo amministratore

Il confronto con il Campidoglio legato all'approvazione del Bilancio 2017 si trascina da tempo e ha già portato alla defenestrazione dell'ex presidente Lorenzo Bagnacani e poi alle dimissioni dell'assessore all'Ambiente Pinuccia Montanari, la cui delega è stata assunta ad interim dalla sindaca Virginia Raggi


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2' di lettura

Si è dimesso il Cda di Ama, la municipalizzata del Comune di Roma che si occupa dello smaltimento dei rifiuti della Capitale. La decisione della presidente Luisa Melara, dell'amministratore delegato Paolo Longon i e del consigliere Massimo Ranieri arriva a poco più di 100 giorni dal loro insediamento (il 19 giugno) dopo l'inasprimento del confronto con il Campidoglio sul bilancio 2017. Il Campidoglio ha poi reso noto che
«La sindaca di Roma Virginia Raggi ha individuato nella persona del dott. Stefano Zaghis il nuovo amministratore unico di Ama spa. La sindaca ha dato mandato agli uffici di avviare la procedura per la nomina» .

La rottura è legata all'inserimento o meno nel bilancio di due anni fa di 18,3 milioni di euro di extra costi relativi a servizi cimiteriali che l'Ama vorrebbe iscrivere fra i crediti ma che il Comune non intende riconoscere perché li considera non dovuti. Neanche la collocazione dei 18 milioni in un "fondo rischi" ha evitato lo strappo del Cda con l'amministrazione comunale che il 28 settembre aveva precisato di non avere intenzione di approvare «un bilancio redatto in maniera non corretta e contenga valutazioni di trattamento contabile già in precedenza non avallate dal Comune».

La vicenda dei 18 milioni di extra costi che si trascina da tempo e ha già portato alla defenestrazione dell'ex presidente Lorenzo Bagnacani e poi alle dimissioni dell'assessore all'Ambiente Pinuccia Montanari, la cui delega è stata assunta ad interim dalla sindaca Virginia Raggi.

PER APPROFONDIRE: Roma, l'ex ad Ama: da Raggi pressioni sul bilancio. Nuova lite M5S-Lega

«Niente da fare. Seconda assemblea dei soci andata deserta in una settimana. Dopo due anni e mezzo Ama è ancora senza il bilancio consuntivo 2017, mentre sul piano operativo e dei flussi, oltre al vittimismo, non vediamo nulla di concreto. Le dimissioni dell'ennesimo nuovo Cda di Ama portano l'azienda a un passo dal baratro», segnalano in una nota Fp Cgil, Fit Cisl e Fiadel. «Visto il mutismo della Sindaca Virginia Raggi - aggiungono i sindacati - non possiamo che prendere atto dell'evaporazione dell'esperienza della cabina di regia istituita con il protocollo dell'8 luglio e ritirare la nostra firma. Non ci prestiamo a questo gioco sulla pelle dei lavoratori».

Per il gruppo capitolino del Pd «le dimissioni del cda di Ama rischiano di trascinare la società in un punto di non ritorno con la conseguenza sciagurata di generare ulteriore caos nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti della capitale. La misura è colma. C'è il sospetto grave che nell'amministrazione capitolina qualcuno voglia procurare un fallimento per favorire gli appetiti di privati». Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia, mette nel mirino il sindaco Virginia Raggi. «Ha fallito in uno dei suoi doveri principali, tenere pulita la città, e l'ennesimo cambio ai vertici dell'Ama è solo la dimostrazione della sua incapacità e prepotenza nell'amministrare la Capitale».

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