raggi verso fine mandato

Roma, si scalda la corsa al Campidoglio: da Gualtieri a Meloni tutti i nomi ai nastri di partenza

Il centrodestra cerca senza riuscirci di individuare una figura forte capace di mettere d’accordo le tre anime della coalizione (Fi, Fdi e Lega). Il Pd finora sembra avere una sola certezza: quella di non sostenere la ricandidatura della sindaca uscente, che è pronta a tentare il bis

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini

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Il centrodestra cerca senza riuscirci di individuare una figura forte capace di mettere d’accordo le tre anime della coalizione (Fi, Fdi e Lega). Il Pd finora sembra avere una sola certezza: quella di non sostenere la ricandidatura della sindaca uscente, che è pronta a tentare il bis


3' di lettura

A un anno dalla fine del mandato di Virginia Raggi si infittiscono le manovre dei partiti per la ricerca di candidati sindaco. Con il centrodestra che da mesi cerca senza riuscirci di individuare una figura forte capace di mettere d’accordo le tre anime della coalizione (Fi, Fdi e Lega) e il Pd che finora sembra avere una sola certezza: quella di non sostenere l’eventuale ricandidatura della sindaca uscente.

La rivalità Lega-Fdi

Forte della scalata a Roma (alle europee la Lega è stato primo partito del centrodestra e secondo in assoluto dopo il Pd, incassando il 25,8%) con picchi nelle periferie, il Carroccio ha rivendicato nei mesi scorsi la guida della città. Ma nelle ultime settimane, di fronte all’impetuosa crescita nei sondaggi di Fratelli d’Italia (partito che ha da sempre nella capitale la sua roccaforte), nel Carroccio si è fatta strada la disponibilità a cedere il passo a una candidatura di Giorgia Meloni. Per Salvini sarebbe un modo per “sbarazzarsi” di una temibile concorrente nazionale.

Le ambizioni di Meloni

La leader di Fdi non ha escluso la possibilità di candidarsi di nuovo a sindaco di Roma, ma «non nei prossimi mesi». Una frase che conferma quello che è il vero obiettivo di Meloni: «tra un anno essere al governo e restarci». Tanto più che Fratelli d’Italia sembra puntare più sulla guida della Regione (si vota nel 2023 e il centrodestra è molto forte nel Lazio) che sul Campidoglio. Se questo scenario si avverasse alla fine potrebbe prevalere per il Comune un profilo civico che possa mettere tutti d’accordo. Tanto più che finora si sono tutti sfilati: dalla senatrice del Carroccio ed ex ministra Giulia Bongiorno, al direttore artitisco dell’Eliseo Luca Barbareschi. Anche Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e uomo forte di Fdi a Roma sembra intenzionato a fare un passo indietro. E sembra poco più di una suggestione il nome circolato del patron della Lazio Claudio Lotito.

Nel centrosinistra l’ipotesi Gualtieri, Letta e Sassoli

Escluso il sostegno a un secondo mandato di Virginia Raggi, anche il Pd è in cerca del suo candidato. In questi giorni è circolato il nome del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, un big che ha dalla sua anche una popolarità testata nelle urne, dopo la conquista (con un rotondo 62,2%) lo scorso marzo del seggio di Roma centro alla Camera lasciato libero dall’attuale commissario europeo Paolo Gentiloni. Ma nell’entourage del segretario dem Nicola Zingaretti circolano anche i nomi dell’ex premier Enrico Letta (attuale direttore della Scuola di affari internazionali dell'Istituto di studi politici di Parigi) e del presidente dell’Europarlamento David Sassoli. Senza escludere Paolo Gentiloni, un’ipotesi resa complicata dal fatto che resterebbe scoperta la poltrona strategica di commissario Ue per l’Economia. Mentre spuntano, per ora solo come suggestioni, i nomi del capo della polizia Franco Gabrielli e del presidente del Coni Giovanni Malagò.

Presi in considerazione anche il deputato e sottosegretario all’ambiente Roberto Morassut, l’europarlamentare Massimiliano Smeriglio e la popolare presidente del primo Municipio Sabrina Alfonsi. Difficile che il Pd possa appoggiare la candidatura dell’ex ministro e leader di Azione Carlo Calenda, un battitore libero che non ha mai escluso la possibilità di scendere in campo.


Raggi pronta a cercare il bis

Discorso a parte per il M5s. La sindaca Virginia Raggi ufficialmente temporeggia, ma è intenzionata a ricandidarsi. Aspetta il via libera del Movimento i cui vertici vogliono far cadere il vincolo dei due mandati per i sindaci (quindi anche Raggi e Appendino), anche come grimaldello per farlo cadere per tutti, nonostante la resistenza di Casaleggio. Ma non è stato ancora pubblicato su Rousseau il quesito per la deroga al secondo mandato per chi fa il sindaco. Resta il fatto che in mancanza di candidati ufficiali nel centrodestra e nel centrosinistra, in un sondaggio realizzato a fine maggio da Termometro politico, anche se solo il 30% si è detto favorevole a un secondo mandato della Raggi, la sindaca è attualmente il politico ispirare più fiducia con il 22,3%, seguita da Giorgia Meloni con il 20,0% e Carlo Calenda con il 12,2%.

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