Fra passato e futuro

Romaison racconta i laboratori e le sartorie di costume della città sui social

Dopo la mostra all’Ara Pacis la valorizzazione di questo patrimonio della Capitale prosegue su Instagram e Facebook con podcast e videointerviste

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La Sartoria Tirelli di Roma

2' di lettura

Nei laboratori e nelle sartorie di costume di Roma non è passata solo la storia del cinema italiano, ma anche quella della moda. E continua a farlo: per esempio, i costumi di Bridgerton, serie da record di Netflix, sono stati realizzati dalla sartoria Tirelli e dal Laboratorio Pieroni, su progetto della costumista Ellen Mirojnick; quelli del film “L’isola delle rose”, altro successo della piattaforma, da Annamode.

I costumi della serie Netflix “Bridgerton” sono stati realizzati in collaborazione con due storici atelier romani

Per raccontare questo patrimonio tuttora vivo e vitale è stato lanciato il progetto Romaison, inaugurato lo scorso autunno con una mostra nell’area museale dell’Ara Pacis, dedicata alle creazioni degli atelier della città, e seguita da un itinerario lungo videoproiezioni su edifici simbolo della città.

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Il progetto oggi torna sulle piattaforme social di Instagram e Facebook, con post fotografici che permettono di fare una visita virtuale al “museo diffuso” degli atelier romani, ma anche appuntamenti, podcast e le video-interviste “Encounters”, focalizzate sugli elementi che rendono memorabile un personaggio cinematografico, come i gioielli, il trucco, le parrucche, gli accessori. Continueranno anche incontri in diretta con costumisti, archivisti e personaggi del mondo del costume e della moda.

Dopo il primo appuntamento del 18 febbraio, un podcast dedicato alla Fondazione Micol Fontana che ha ripercorso la storia dell’atelier e del suo legame con il cinema italiano, il prossimo è previsto per oggi, 24 febbraio, alle ore 12.30: nella prima delle videointerviste “Encounters” sarà protagonista Luigi Rocchetti, dell’atelier Rocchetti e Rocchetti, che da oltre un secolo realizza parrucche e trucco per lo spettacolo. Luigi Rocchetti, ultima generazione alla guida, racconterà degli esordi del laboratorio alla fine dell'Ottocento - con le realizzazioni per il teatro e per l'Opera di Roma - fino alla grandi produzioni cinematografiche, da Fellini a Lynch, Scorsese e tanti altri, alle collaborazioni con il mondo della moda, come quelle per Dior e Gucci.

Luigi Rocchetti nel suo atelier di via Gregorio VII a Roma

Martedì 2 marzo, poi, sarà la voce di Aldo Signoretti a guidare il pubblico per il podcast dedicato al mondo dell’hair styling e del make up per il cinema: dalle acconciature di Apocalypto di Mel Gibson, alla recente collaborazione con Paolo Sorrentino per The Young Pope e Youth, Signoretti è stato più volte premiato col David di Donatello ed è stato per tre volte candidato al Premio Oscar.

Mercoledì 3 marzo, infine, alle 18.30, Alessandra Arezzi Boza, curatrice e storica della moda e considerata tra le più autorevoli creatrici di archivi di moda al mondo, discuterà con Clara Tosi Pamphili, curatrice di Romaison, del ruolo degli archivi come patrimonio storico tra istituzioni pubbliche e collezioni private, ma anche come vero e proprio asset per le imprese.

Quest’anno è in calendario anche la performance “Embodying Pasolini”, diretta da Olivier Saillard e con protagonista l'attrice Tilda Swinton, che “farà rivivere” i costumi dei film di Pier Paolo Pasolini, al Mattatoio a Testaccio. (Ch.B.)

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