riforma legge elettorale

Rosatellum 2.0, vertice FI su proposta dem. Domani testo base in commissione

di Vittorio Nuti

(ANSA)

2' di lettura

Introdurre «la maggior dose di maggioritario possibile», date le condizioni «politiche attuali» nell'impasto ancora informe di proposte e ipotesi di da cui dovrebbe uscire il sistema di voto delle prossime Politiche. È questo, secondo le parole del capogruppo Ettore Rosato intervistato oggi sul Sole24Ore, lo “schema di gioco” del Pd, impegnato nella difficile riforma della legge elettorale all'attenzione della commissione Affari costituzionali della Camera. La nuova proposta dem, già ribattezzata Rosatellum 2.0 è ora sul tavolo del relatore Emanuele Fiano, e verrà presentata in commissione domani. Sempre domani, la proposta verrà depositata anche al Senato, primo firmatario il senatore Andrea Marcucci, per testare l'orientamento dei gruppi a Palazzo Madama, in attesa del via libera di Montecitorio.

Come funziona il sistema semimaggioritario
Ma cosa prevede esattamente l’ultima proposta del Pd, che può essere definita un misto tra i modelli maggioritario e proporzionale? La sua principale caratteristica è rappresentata dalla conferma dei 231 collegi uninominali (pari al 36% del totale dei seggi) come fissato dal voto segreto dell'Aula l'8 giugno scorso, ma con l'indicazione delle coalizione nazionali sulla scheda. Gli altri 391 seggi (il 64% del totale) sono invece assegnati tramite listini “corti” e bloccati, con il sistema proporzionale. La soglia di sbarramento, per entrambe le Camere, è fissata al 3% dei voti.

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Le aperture sulla proposta dem
Il sistema semimaggioritario, secondo il Pd, è un modo per evitare listoni e incentivare le coalizioni, che permetterebbero a tutti i partiti di mantenere la propria autonomia. Quindi viene incontro alle richieste di Giuliano Pisapia, leader di “Campo Progressista”, e a Forza Italia, che eviterebbe il listone unico con Lega e Fdi. Attese positive anche per la risposta di Lega, Fratelli d'Italia, interessati ad un confronto sulla proposta, e dei centristi di Ap-Ncd, che hanno fatto una cauta apertura all'ipotesi di lavoro dei dem.

Attesa per il vertice di Forza Italia
Per capire le chance del “Rosatellum 2.0” si attende ora il vertice previsto nel pomeriggio dell'ex Cavaliere Silvio Berlusconi con i colonnelli del partito, convocato proprio in vista della seduta della prima commissione di domani, riunita dalle 14 per l'illustrazione del nuobo testo base. Al momento, la linea ufficiale è a favore di un sistema proporzionale puro, ma un cambio di rotta è senz'altro possibile. In attesa degli sviluppi, il segretario dem Matteo Renzi resta cauto, preoccupato che un'eventuale “melina” degli altri partiti finisca per danneggiare il Pd ritenuto il principale attore nella partita della riforma elettorale. Certi, al momento, solo due no: quello del M5S, che non intende partecipare alle “consultazioni” avviate dal Pd per sondare i margini per un accordo con gli altri partiti. E dei bersaniani di Mdp-articolo 1. «Se il Pd resuscita il Rosatellum - mette in guardia Alfredo D'Attorre - «è un modo per non fare la legge elettorale».

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