legge elettorale in aula senato il 24 ottobre

Rosatellum, al via esame in Commissione. Di Maio (M5s): «Di tutto per fermarlo»

di Andrea Gagliardi

(ANSA)

3' di lettura

La nuova legge elettorale approvata la scorsa settimana dalla Camera, il cosiddetto Rosatellum, approda oggi in Senato, con l’inizio dell’esame, questo pomeriggio, da parte della commissione Affari costituzionali. Sembra probabile che, come già avvenuto alla Camera, il Governo ricorrerà alla fiducia. Non tanto per evitare i voti segreti (al Senato sono un’eccezione) quanto per accelerare i tempi e arrivare all’approvazione già la prossima settimana, prima che la sessione di Bilancio imponga lo stop ai lavori dell'Aula e soprattutto prima delle elezioni siciliane del 5 novembre. La maggioranza ha bisogno di correre per approvare la legge in due settimane.

Rosatellum in Aula al Senato il 24 ottobre
I partiti che sostengono la legge elettorale, Pd, Ap, Fi, Lega, Svp, Ala-Sc, hanno le idee chiare: approvare in Senato il Rosatellum 2.0 senza modifiche in due settimane, prima delle elezioni siciliane. Oggi alla Conferenza dei capigruppo il Pd ha chiesto di calendarizzare il testo in Aula martedì 24 ottobre, anche ove non si sia concluso l'iter in commissione Affari Costituzionali. Richiesta approvata a maggioranza (a favore si espressi Pd, Fi, Ap, Autonomie, Federazione dei liberali e Ala; contrari M5s, Si, Mdp) dalla Capigruppo. La riforma elettorale approderà nell'Aula del Senato il 24 ottobre e il voto delle questioni pregiudiziali è stato fissato alle 17. «L’Aula - ha spiegato il presidente dei senatori di FI Paolo Romani - lavorerà il 24-25-26 e anche il 27 se necessario per dare il via alla sessione di bilancio»

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Di Maio: faremo di tutto per fermare Rosatellum
Ma le opposizioni non ci stanno. E si preannuncia quindi uno scontro sulle procedure, sia in Commissione che in Aula. La prospettiva della fiducia fa infuriare M5s, Mdp e Si, pronti a mettersi di traverso e ad appellarsi al presidente Pietro Grasso pur di evitare almeno la fiducia. Il M5s già promette battaglia. «Faremo di tutto per fermare la legge elettorale. Vedrete» ha detto a Palermo il leader del M5s, Luigi Di Maio, che ha annunciato di aver «chiesto al capo dello Stato di valutare la costituzionalità del Rosatellum”. il M5S in una lettera alla presidente Laura Boldrini sottolinea che il testo del Rosatellum pubblicato sul sito del Senato contiene una modifica sostanziale rispetto al testo approvato dalla Camera: all'art. 1, il richiamo «di cui al comma 5» è diventato «di cui al comma 6». Una
correzione fatta, sottinea il M5s, senza l’hoc dell’Aula.

Per quanto riguarda la Commissione, che comincerà l'esame già oggi pomeriggio, «in pochi giorni non si riuscirà a concludere nemmeno la discussione generale, figuriamoci a discutere gli emendamenti», si lamenta Loredana De Petris, capogruppo di Sinistra italiana.

Venerdì gli emendamenti in Commissione
I partiti che sostengono il Rosatellum 2.0 non hanno problemi di numeri in Commissione, ma per rispettare la tempistica del testo in Aula il 24, sono pronti a non votare gli emendamenti portando la legge in Aula senza relatore, che sarà il presidente della Commissione Salvatore Torrisi (Ap). In Commissione è stato fissato a venerdì alle 10 il termine per gli emendamenti, che saranno votati lunedì . Lo ha deciso l'ufficio di presidenza secondo quanto riferito da Giorgio Pagliari, capogruppo Pd.

Quanto al successivo esame da parte dell'Assemblea, si ragiona già a tre fiducie sui primi tre articoli, come alla Camera, in modo da approvare la legge il 26 o il 27 ottobre (la settimana successiva il Senato è chiuso in vista delle elezioni in Sicilia).

Legge elettorale al Senato
Pd, Ap, Fi e Lega sono sicuri che la procedura è regolare, ed è già pronto lo stratagemma per far votare la fiducia alla sola maggioranza senza far mancare il numero legale. Basterà che una decina di senatori di Fi si metta in congedo per abbassare il quorum, oppure che 10-15 rimangano in Aula e si astenga (in
Senato l'astensione equivale al no) per far superare l'asticella del numero legale e incassare la fiducia. In questo modo Lega e Forza Italia potranno limitarsi a uscire dall'aula, non potendosi astenere perché al Senato l'astensione è equiparata al voto contrario. Sul voto finale (palese) ci saranno invece certamente tutte le forze politiche che hanno già votato a favore alla Camera (Pd, Fi, Lega, Ap e altri gruppi minori).

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