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Rossella Locatelli: «Banche, ruolo fondamentale per la spinta verso la sostenibilità»

Professoressa ordinaria all’Università dell’Insubria, vicedirettrice del CreaRes e presidente di BF: «Approccio globale al tema Esg nell’ambito delle strategie aziendali»

di Monica D'Ascenzo

3' di lettura

«Oggi la sfida è quella di affrontare le tematiche ESG o CSR con un approccio globale nell'ambito delle strategie aziendali». Rossella Locatelli, professoressa ordinaria all’Università dell’Insubria, vicedirettrice del CreaRes, presidente della quotata BF e membro dei board di Consorzi agrari d'Italia, al terzo mandato nel cda di Intesa Sanpaolo e presidente del comitato rischi, guarda al prossimo futuro della sostenibilità in Italia fra sistema bancario e industriale.

«L'accelerazione imposta dagli orientamenti europei e internazionali ha fatto emergere la necessità che l’approccio alla sostenibilità sia sistematico e debba radicarsi nella cultura aziendale e originandosi dalla condivisione dei valori e dall'ascolto di tutti gli stakeholder» sottolinea Locatelli, che aggiunge: «Non bisogna dimenticare, però, il fatto che le imprese, che siano industriali, di servizi o finanziarie, devono guardare alla sostenibilità economica e finanziaria con uno sguardo di lungo periodo, che è il presupposto per la loro sopravvivenza, ma che va contemperato con obiettivi relativi all'impatto sociale e ambientale dell'attività di impresa. L'attenzione agli azionisti e alle motivazioni del loro investimento nel capitale della società è importante».

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A dover cambiare, quindi sono anche le richieste del mercato e degli investitori istituzionali, come di fatto stra già avvenendo. «Ne “La vista corta” Tommaso Padoa Schioppa denunciava già anni fa come elemento critico il fatto che mercati finanziari spesso vanno a chiedere un rendimento a breve. Questo non collima con il concetto di sostenibilità, che deve diventare una richiesta del mercato e degli azionisti. La spinta verso comportamenti rispettosi degli obiettivi di sostenibilità deve partire da un diffuso orientamento degli investitori, oltre che da una sollecitazione normativa. In questo modo il sistema può spingere i manager ad azioni concrete per allungare l'arco temporale delle loro decisioni» precisa Locatelli, aggiungendo: «Nel promuovere un orientamento alla sostenibilità è fondamentale il ruolo della governance e in particolare dei consigli di amministrazione, che possono dare elementi di stimolo al management. Uno strumento molto importante è rappresentato anche dai sistemi di remunerazione variabile che possono essere costruiti, nella parte di incentivazione a lungo termine, inserendo parametri di valutazione legati a indicatori ESG».

D’altra parte non ci si può aspettare da parte delle aziende che il cambiamento di business e di strategie in direzione di uno sviluppo più sostenibile avvenga per meri motivi etici. «Dove ci sono delle regole che premiano ed elementi che rendono la scelta valoriale conveniente, il management sarà più portato a prendere decisioni coerenti con gli obiettivi di sostenibilità. La regolamentazione attribuisce alle banche un ruolo fondamentale per spingere le imprese verso scelte Esg, perché ci sono e sono in gestazione regole in base alle quali alle banche è richiesto di valutare il merito di credito anche in base al profilo Esg dei soggetti finanziati».

Temi di sostenibilità che gli istituti di credito stessi devono affrontare anche al loro interno. «Le banche rispetto ai problemi di climate change sono molto sollecitate dalla Bce, che sta portando avanti un processo di analisi del posizionamento delle banche rispetto ai rischi di climate change (fisici e di transizione). Da un lato le banche sono spinte a valutare e a gestire l'impatto del climate change sulla rischiosità del loro portafoglio crediti. Dall'altro lato, l'elaborazione di politiche creditizie che portino a selezionare e ad escludere aziende che operano in settori che con impatti sul clima non può che essere il risultato di un percorso di analisi serio e difficile. Scelte di esclusione generano anche costi e per questo non possono che essere fatte nella logica di gradualità e dunque di medio-lungo periodo» sottolinea Locatelli.

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