ispirazione orientale

Rossella Molteni, il kimono diventa abito “passepartout”

Declinato in lino e tessuti maschili per il giorno, in velluto di seta e broccati per la sera, il capo iconico giapponese si può indossare in ufficio e a teatro, per un cocktail o a cena

di Paola Dezza

3' di lettura

La passione per il Giappone e per il kimono, di cui possiede una piccola collezione, unita alla esperienza maturata nel mondo della moda, da stylist a giornalista per diverse testate tra cui Gioia, ha spinto Rossella Molteni a inventare una seconda vita una volta messa la penna nel cassetto e andata in pensione. Gli abiti a kimono realizzati per se stessa, per essere sempre elegante di giorno in redazione e di sera agli eventi di lavoro e non, sono stati apprezzati da amiche e colleghe e così sono arrivate le prime ordinazioni.

«Ho iniziato nel 2019 una nuova avventura come designer di Laross Unconventional Chic -racconta al Sole24Ore -, spinta dalle richieste di amiche e conoscenti. Ho scelto di declinare in chiave “milanese” la mia passione per i kimono. La mia collezione è di capi in velluto di seta che si indossano come un abito e che io chiamo Kimonoaporter, proprio per la facilità nell’indossarli».

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Il successo arriva grazie a un primo temporary shop aperto nel marzo 2019 a Milano, ma anche successivamente grazie ad alcune influencer che si innamorano di questi capi senza tempo.

I pezzi sono quasi sempre unici - ne faccio al massimo 3 uguali dice Rossella -, velluto di seta fuori e fodere in tinta unita o, più spesso, in fantasia esternamente. Molti sono reversibili. I materiali nelle ultime collezioni spaziano anche dal lino al broccato, anche con tessuti di arredamento. Due le misure, corti a giacca o lunghi a spolverino. I capi non hanno taglia.

«Acquisto i tessuti in posti diversi - continua Rossella -, il velluto a Parigi, le sete ovunque, spesso a Como. Dall’anno scorso utilizzo anche tessuti di arredamento, più morbidi, come broccati di seta e taffetà, che utilizzo in una parte davanti o dietro al capo per permettere al kimono di restare fluido».

Da poco Rossella ha introdotto i tessuti maschili, doppiati con le sete e cotoni. Spesso le sete utilizzate sono vintage, grazie a un collezionista da cui Rossella ha potuto acquistarle.

«Non possiamo parlare di collezione - dice - perché produco pezzi in continuazione, sempre diversi, a seconda dei tessuti. Ai kimono ho affiancato anche abiti caftano, di seta, per scivolare sul corpo senza costringere. Facili, ma chic, li indossi la mattina per andare in ufficio, la sera cambi gli accessori e sei perfetta per qualsiasi occasione».

La pandemia ed Instagram hanno facilitato anche le vendite all’estero. «Ho appena venduto i miei primi kimono in Qatar» racconta. Rapporti da cui nascono anche amicizie.

«Le mie clienti? La più giovane ha 26 anni, vive tra New York e Parigi, la più grande ne ha 87, è una signora che si gode i suoi anni e che indossa con grande eleganza, ma anche comodità, i miei abiti caftano e i kimono» sottolinea.

Rossella si stupisce ancora delle richieste delle clienti, alcune delle quali arrivano a Milano da altre città solo per conoscerla e acquistare i suoi capi. Rigorosamente a casa, adesso che è quasi primavera in terrazza.

«Era un progetto che forse nemmeno io avevo considerato ma che, ora che ha preso forma, mi appassiona» conclude e si trova a sorridere raccontando di come a volte parta con due grandi valigie cariche di kimono, come un moderno commesso viaggiatore, per recarsi a un evento o a una fiera.


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