Borsa e tlc

Rota (Linkem): «Lavoriamo alla quotazione in Borsa in meno di due anni»

Intanto la società va avanti con i servizi verticali sul 5G, a partire dal recente Linkem 4Farm dedicato alla digitalizzazione delle aziende agricole

di Simona Rossitto

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Davide Rota, ad di Linkem

5' di lettura

Linkem lavora alla quotazione in Borsa in meno di due anni. Ad alzare il velo sul progetto di crescita dell'operatore wireless è Davide Rota, fondatore e amministratore delegato. «Sarebbe bello arrivare, 20 anni dopo la nascita di questa azienda con una scrivania divisa in due, all'approdo a Piazza Affari», dice Rota a DigitEconomy.24, report del Sole 24 Ore Radiocor e della Luiss Business School.

Intanto il gruppo va avanti con i servizi verticali sul 5G. Dopo il recente lancio di Linkem 4Farm dedicato all'agricoltura, la società punta su servizi di realtà aumentata e sensori per monitorare la qualità dell'aria. Il tutto attraverso partnership strategiche con piccole aziende, molto innovative nei loro settori. E la rete unica? «Prima si fa e meglio è», afferma Rota, preferibilmente « con una governance il più possibile super partes onde evitare distorsioni concorrenziali».

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Quali sono le vostre aspettative rispetto al lancio del nuovo servizio Linkem 4Farm?

Si tratta del nostro primo passo nel mondo dei servizi verticali del 5G. Occorre ricordare che Linkem è uno degli operatori licenziatari del 5G, focalizzato sui servizi a banda larga wireless ormai da vent'anni. La nostra visione sull'utilizzo del 5G si fonda su due gambe: una rappresentata dai servizi wireless a banda ultra-larga, pensati prevalentemente per le famiglie, ma sempre più anche dedicati alle imprese; la seconda che si basa sulla creazione, in partnership con società specializzate in ambito IoT, di servizi verticali, destinati a innovare specifici settori di economici e alla creazione delle Smart City. Peraltro le competenze innovative si trovano in genere in aziende relativamente piccole che hanno il vantaggio di conoscere molto bene il loro mercato, ma hanno bisogno di qualcuno che dia loro una mano per crescere e rendere scalabile il modello di business. Per Linkem 4Farm, ad esempio, abbiamo fatto un accordo con due start up (Idroplan e XFarm) allo scopo di accompagnare le aziende agricole nel loro percorso di digitalizzazione.

Oltre all'agricoltura smart, quali altri settori avete individuato per i servizi verticali?

I comparti che ci interessano di più sono quelli del monitoraggio della qualità dell'aria, e in questo campo abbiamo una partnership con l'azienda Wiseair che ha sviluppato una serie di sensori wireless per la rilevazione diffusa delle condizioni ambientali. Inoltre stiamo lavorando a soluzioni per il settore della robotica e della realtà aumentata in movimento, per la ricostruzione e la fruizione dei maggiori siti archeologici. I progetti in cantiere sono molti e tutti estremamente interessanti, ciò che ci contraddistingue è l'approccio che non può prescindere dallo sviluppo di soluzioni pienamente commerciali.

M entre si creano sempre nuovi servizi, la rete stand alone 5G non c'è ancora e ci si appoggia su rete 4G. È sufficiente per il lancio delle nuove offerte?

La rete 5G è un'evoluzione di quella 4G. Tale evoluzione prevede una prima fase, cosiddetta non stand alone, in cui il 5G si appoggerà alle precedenti infrastrutture 4G, per poi arrivare a una fase di maturazione in cui le reti 5G sostituiranno completamente la tecnologia precedente. Al momento, siamo in questa prima fase e per quanto riguarda Linkem già più del 10% dei nostri impianti è stato "upgradato". Oggi siamo già, quindi, pronti a rispondere alle esigenze di maggiore capacità di banda delle famiglie, mentre la soluzione cosiddetta stand alone sarà indispensabile per indirizzare sulla stessa infrastruttura soluzioni verticali eterogenee, che oltre alla banda possono richiedere anche bassissima latenza. Un esempio è l'intelligenza artificiale applicata alla videosorveglianza per abilitare l'intervento delle forze dell'ordine in tempo reale. Questo è il caso in cui alla grande capacità di banda necessaria per l'acquisizione e la trasmissione di immagini ad altissima risoluzione, serve anche la bassissima latenza per poter intraprendere azioni mirate in tempo reale.

Q uando prevede la partenza vera e propria del 5G?

Per quanto riguarda le soluzioni basate su architettura standalone, a fine anno, quando le reti saranno completate.

A proposito delle vostre frequenze 5G, avete risolto il contenzioso amministrativo sul prolungamento della licenza?

La querelle aveva due gambe. Gli altri operatori avevano fatto ricorso sostenendo che noi non avremmo potuto continuare a utilizzare le nostre frequenze, quella parte è risolta. Ora i ricorsi amministrativi vertono sul corretto percorso di determinazione del prezzo. La sentenza del Consiglio di Stato ancora non c'è e, per la definizione del prezzo, è poi previsto un iter amministrativo in capo all'Agcom. Ma noi non siamo preoccupati.

Nell'attuale contesto di crescita e di sviluppo del 5G e dell'economia digitale, pensate di cogliere l'occasione per quotarvi in Borsa?

Sì, ci stiamo pensando seriamente, diciamo che come azienda stiamo cercando la forma migliore per concretizzare le opportunità esistenti; l'Ipo è una delle possibili strade che ci permetterebbe di accelerare il nostro percorso di crescita. Sarebbe bello arrivare, 20 anni dopo la nascita di questa azienda con una scrivania divisa in due, all'approdo a Piazza Affari.

Che tempi prevedete?

Stiamo lavorando a un piano da realizzare in meno di due anni. In ogni caso, queste operazioni non dipendono solo dal soggetto che intende quotarsi, ma anche dal momento che vivono i mercati e da altre variabili esterne. Quello attuale è un momento interessante per portare la nostra azienda in Borsa. Mentre il settore tlc ha perso fatturato negli ultimi anni, noi non abbiamo mai depositato bilanci con margini o ricavi in calo rispetto ai precedenti: la nostra è una storia di crescita.

E rispetto al progetto di rete unica, il più grande del settore tlc in questo momento, come vi ponete?

È un argomento complicato, quando si sente parlare per tanto tempo di una cosa e poi non si fa, vuol dire che è difficile realizzarla. Personalmente penso che l'idea della rete unica sia una buona idea, andava forse realizzata 10 anni fa, ma è un progetto interessante. In ogni caso prima si fa e meglio è. Ogni mese che passa diventa, infatti, più difficile mettere assieme operatori che stanno sviluppando la propria rete indipendentemente e con investimenti privati. L'opzione migliore sarebbe quella di realizzare una rete con una governance il più possibile super partes onde evitare distorsioni concorrenziali. Noi intanto stiamo costruendo la nostra di rete 5G Fwa che è basata sulla complementarietà con la fibra, ma avere una rete unica che funzioni bene sicuramente aiuterebbe la digitalizzazione del Paese. Nel lungo periodo, infatti, vedo due tecnologie che domineranno il mercato: l'ftth (la fibra fino alla casa, ndr) e il 5G. Per quanto riguarda la rete 5G, credo che verrà fatta velocemente perché la quasi totalità degli investimenti sono privati.

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