Fisco

Rottamazione-bis: basta «dimenticarsi» una scadenza e salta tutto

di Giovanni Parente

Le rate da pagare per la rottamazione delle cartelle


3' di lettura

Per una sanatoria che da pochi giorni ha visto chiudersi i termini di presentazione delle domande, un’altra si avvia ad arrivare definitivamente al traguardo segnalando ai contribuenti interessati eventuali errori di calcolo.

La prima è la rottamazione-bis delle cartelle (da cui sono attesi complessivamente circa 2 miliardi di euro tra il 2018 e il 2019), per la quale sono arrivate oltre 950mila domanda nei 202 giorni di “apertura” (dal 26 ottobre 2017 al 15 maggio scorso). E, come messo in evidenza da una nota diffusa ieri da Agenzia Entrate-Riscossione (Ader), il 62% è arrivato attraverso i canali digitali, web (il sito del concessionario sia con «Fai D.A. te» che in area riservata ed Equipro) e Pec (posta elettronica certificata), mentre il 37% circa delle richieste è stato presentato agli sportelli e l’1% via posta “tradizionale”.

Questo nonostante le difficoltà degli ultimi giorni precedenti alla scadenza registrate proprio sul versante online e che avevano spinto le rappresentanze dei professionisti a chiedere più tempo per la presentazione delle domande o a fare appelli per una riapertura dei termini. Quasi un milione di richieste che potrebbero consentire di rottamare tra 3,5 e 4 milioni di cartelle.

Ora si entra nel vivo della «fase 2», in cui le istanze saranno vagliate (anche perché potrebbero essere state presentate per tributi non rientranti nel perimetro della definizione agevolata). Poi gli uffici di Ader dovranno presentare il “conto” (attraverso una comunicazione entro la fine del mese di giugno) con gli importi dovuti, al netto di sanzioni e interessi di mora per le contestazioni di natura tributaria e dei soli interessi di mora e delle maggiorazioni per le violazioni al Codice della strada, secondo il numero di rate scelte (al massimo cinque per i carichi affidati alla riscossione tra gennaio e settembre 2017 e al massimo tre per i carichi dal 2000 al 2016). Il tutto senza dimenticare una regola ferrea della rottamazione: chi salta una scadenza o versa un po’ di meno decade dal beneficio della sanatoria.

Un taglia-fuori che, invece, sembra non riguardare la definizione agevolata delle liti pendenti, prevista dalla manovrina della primavera dello scorso anno (Dl 50/2017) e per cui si poteva aderire presentando domanda entro il 2 ottobre 2017. Proprio in questi giorni, infatti, gli uffici locali dell’agenzia delle Entrate stanno inviando ai contribuenti (o ai professionisti che li assistono) una comunicazione per chiedere di integrare le somme dovute che non sono state correttamente calcolate. Già, perché la definizione liti (a differenza della rottamazione cartelle) si basa su un’autoliquidazione dell’importo da pagare: il vantaggio, in questo caso, riguarda lo stralcio delle sanzioni collegate ai tributi contestati e degli interessi di mora, mentre se la lite riguarda esclusivamente sanzioni non collegate ai tributi o interessi di mora, la definizione comporta l’abbattimento al 40% degli importi in contestazione.

Quindi le Entrate, invece di intervenire a scadenza passata per tutti i pagamenti e quindi trovarsi in condizione di negare la chiusura della lite, inviano una sorta di alert anticipato. Una lettera in cui si indica - come dimostra l’esempio riportato in pagina - a quali voci è attribuibile la minor somma versata, ma soprattutto qual è l’importo da integrare e il codice tributo da indicare nell’F24. Un’iniziativa che nasce dall’input di una direttiva centrale interna in questa direzione e che, letta in filigrana, punta a evitare che poi sorga un ulteriore contenzioso con l’impugnazione dell’eventuale diniego (si veda l’articolo in basso), visto che la finalità della sanatoria (oltre al gettito, che era stato inizialmente stimato in 400 milioni) è quello di chiudere quante più controversie possibile. Il termine a disposizione dei destinatari per regolarizzare i versamenti è il 2 luglio: ultimo giorno per versare la terza e conclusiva rata della sanatoria liti.

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