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Rotterdam, terrazzi sospesi e ardite architetture per una nuova città ideale

Il “Rotterdam Architecture month” è il momento ideale per visitare la capitale olandese delle innovazioni urbanistiche sostenibili

di Stefano Biolchini

6' di lettura

ROTTERDAM. Non è dato sapere cosa ne avrebbe pensato il “Marcovaldo”, ma sono quasi certo che, se solo Italo Calvino avesse potuto visitare la Rotterdam odierna, molte sue novelle avrebbero preso tutt’altra forma. Perché qui nella città di Erasmo le prospettive si rovesciano: sono i “giardini” a riappropriarsi di grattacieli e palazzi, mentre ponti leggeri come liane collegano terrazzi e lastricati ad altezze vertiginose. E’ Rotterdam insomma la città del futuro, che ha saputo trasformare la tragedia storica del suo bombardamento tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale, che ne distrusse gran parte del centro sorico, nella sua occasione di rinascita. “Ex malo bonum” per dirla con Agostino. E dunque, cartina alla mano, questa città del futuro incredibilmente in un susseguirsi di grattacieli e silhouette vertiginose la si gira anche col naso... incredibilmente all’ingiù.

“Rotterdam Rooftop Walk”

Perché è anche dai suoi terrazzi e vedute sospese che la seconda città olandese offre il meglio ai propri visitatori. La “Rotterdam Rooftop Walk” con il suo arancione sospeso a trenta metri d’altezza in un percorso lungo 600 metri propone un’occasione unica per ammirare prospettive diverse e per rendersi conto delle potenzialità incredibili di riciclo dell’acqua, accumulo di energia pulita, accrescimento di spazi verdi e comuni. Insomma una nuova “città ideale” che all’insegna dell’ecosostenibilità si propone come modello non solo europeo.

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Rotterdam capitale dell'architettura contemporanea per il “Rotterdam Architecture month”

Rotterdam capitale dell'architettura contemporanea per il “Rotterdam Architecture month”

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Disegnata da Rotterdam Rooftop Days e MVRDV, come spiega uno dei suoi progettisti, Léon van Geest, “Rotterdam Rooftop Walk” è “un nuovo modo per sfruttare gli spazi sui tetti” ma anche un “approccio differente per vivere la città, osservarla, ammirarla e per alimentare nuove idee e prospettive”. Basti pensare che, sui rooftop cittadini, le superfici sfruttabili ammontano a 18 chilometri quadrati e i progetti della municipalità (incredibilmente aperti alle iniziative di associazioni, singoli privati e creativi, qui accolti e spronati all’intervento e sempre benvenuti, a differenza di quanto accade spesso altrove...) puntano per il prossimo decennio a sfruttarne gran parte. Pannelli solari, mini dighe, giardini e perfino sculture contornano i terrazzi e le altane sospese di questa passeggiata che ha dell’incredibile sia in termini di innovazione sia di emozioni. Una vecchia auto si trasforma in vaso per un albero, i passaggi sui tetti diventano occasione di incontro e riflessione su come preservare l’ambiente e la biodiversità.

“Rotterdam Architecture month”

Ma il racconto su cosa sia e come Rotterdam si offra ai visitatori, specialmente in questo mese di giugno dedicato al “Rotterdam Architecture month”, non può non partire dai due nuovi simboli della città.

“Het Nieuwe Institut, The Podium”

“L’Het Nieuwe Institut” - progettato da Jo Coenen - che con la sua mostra dedicata al tema e la sua nuova incredibile terrazza, “The Podium”, e la lunga gradinata rosa-fucsia, costituisce un punto d’osservazione d’eccezione sul “Museum Park” e sul fronte cittadino in uno strabiliante gioco di specchi che vede riflettersi il suo “rosa shocking” sul nuovo stupendo “Depot Boijmans Van Beuningen”.

“Depot Boijmans Van Beuningen”

Il nuovo concetto di “Deposito-museo”, progettato da MVRDV e subito ribatezzato dai cittadini “tea pot”, contiene al suo interno le 150 mila opere d’arte del Boijmans Van Beuningen Museum, attualmente in ristrutturazione. Solo l’8% dell’intera collezione - ma è davvero tanto - è attualmente visibile all’interno delle sue esposizioni che si aprono in un saliscendi di scatole di vetro lungo i grandi depositi climatizzati che ospitano le opere, e dove al fianco di sculture sospese sulla tromba delle scale (quali quella di Cattelan o alla bronzea ballerina di Degas) i saloni si aprono sui capolavori di sempre nelle collezioni del museo, come “ Le Tre Marie alla Tomba” di Jan Van Eyck, la “Torre di Babele” di Peter Bruegel e il “Lyrical” di Wassily Kandinsky o il “Venditore ambulante” di Jheronimus Bosch. E su tutto, la terrazza circolare con una piccola foresta di abeti e betulle in contorno e un panorama a 360 gradi: un giardino a tutto tondo che sarebbe stato ben degno della “Torre di Babele”, tanto per restare in tema!

Il museo a cielo aperto

Una concezione musealistica “aperta” e davvero contemporanea persino per una città che della trasparenza, come da concezione calvinista e non solo, fa uno dei suoi maggiori vanti. Basti pensare alla lunga e quasi continua presenza di sculture che costellano i parchi, i canali e le vie cittadine e che fanno della città di Rotterdam la maggior collezionista europea di sculture esposte a cielo aperto. Una per tutte, la meravigliosa “Sylvette” di Picasso all’angolo del museo Boijmans.

“Het Industriegebouw”

E ancora, a proposito di collezioni d’arte, per chi durante questo mese dedicato all’architettura volesse unire i due ambiti di interesse, è dal sottoscritto altamente consigliata una visita al Het Industriegebouw. Vera e propria icona delle ricostruzioni dopo la seconda guerra mondiale, disegnato da Hugh Masskant in collaborazione con Willem van Tijen, questo National Monument (l’edificio si sviluppa per 22mila metri quadrati e si apre su una panoramica corte interna incredibilmente di “ambrosiana memoria”, e ospita una comunità di 1000 creativi e professionisti) ha al suo interno una ricca collezione di arte contemporanea. Fra gli altri segnalo le gocciolature di colore Jan van der Ploeg “Colour Stripes” e il bellissimo lavoro di Robert Zandlievet “The Cathedral”, onirica visione in blue di “terragniana” memoria, oltre al murales di Sam Drukker dedicato ai lavoratori che hanno eretto l’edificio.

“Hofbogenpark”

L’amministrazione cittadina ha pensato anche a gli amanti dell’esperienza newyorchese dell’High line park. “Hofbogenpark” è uno dei “7 City Projects” che con investimenti per 364 milioni di euro prevede di trasformare i quasi due chilometri della vecchia linea ferroviaria in un parco sospeso che oltre che sulla linearità (la vecchia via ferroviaria è larga 8 metri) punta ad integrare le zone adiacenti con giardini e piccoli parchi a livello stradale. A corredo di questo progetto integrato (la biodiversità è favorita ampiamente: ricci, farfalle, bruchi, lombrichi e pipistrelli sono i benvenuti e per accoglierli sono previste confortevoli “tane”) un sistema di raccolta delle acque piovane che con gli attuali problemi di climate change diviene “urgente”anche per la piovosa Olanda.

“De Doelen”

Progetto di integrazione, recupero e riuso delle acque piovane che riguarda anche De Doelen, l’ampia sala per concerti cittadina che sul suo tetto ora accoglie un’ampia altana con giardino, arnie e sistema di dighe per la raccolta e deflusso delle acque piovane.

“Markthal” e “Blaak Woods“

Insomma la Rotterdam che con il suo “Markthal” di MVRDV, (senza dubbio il più bello e geniale mercato coperto al mondo), i suoi “Blaakes Bos - Blaak Woods“ punta a sostenere con merito le vette raggiunte nell’architettura contemporanea, ora che gli spazi aperti al centro cittadino cominciano a scarseggiare, ha deciso di “innovare ancora puntando sui tetti”, come ha spiegato ampiamente Gijs Rikken, Associate Design Director di MVRDV.

E la sfida è stata ampiamente accolta da architetti, creativi, urbanisti, giardinieri di tutto il mondo e naturalmente dai colossi “del verde” che dal tulipano in poi rendono questo paese un simbolo green e che, nel segno delle “coltivazioni, delle piante e dei fiori”, non può che essere ancora una volta ampiamente protagonista.

Lo spirito di Rotterdam e le vetrate del ristorante New York

Eppure, incredibilmente, in questa congerie globale di stili architettonici altamente innovativi, spesso anche contrastanti, lo spirito di questa città non si perde, anzi. Te ne accorgi guardandola dalle vetrate del ristorante “New York” (i loro “frutti di mare assortiti” sono un imperdibile souvenir, ndr) come dalle terrazze del “Witte Huis”, antesignano Art Nouveau delle meraviglie panoramiche cittadine. Rotterdam è resta la grande città commerciale del più importante porto europeo, e lo spirito imprenditoriale “senza confini” dei suoi cittadini qui è una costante che tutto inspira e amalgama, rendendo possibili anche le più ardite imprese architettoniche. Nulla come le architetture in fondo interpreta lo spirito di una società e di una città. “L'architettura è il grande libro dell'umanità” ammoniva Victor Hugo!

“Sonneveld house”

Ed è per questo che come ultima tappa di questo reportage immersivo fra le spesso ardite interpretazioni architettoniche di Rotterdam, che si apre simbolicamente con l’argentea silhouette all’insù della “Station Rotterdam Centraal”, proporrei una visita intimistica alla “Sonneveld house” disegnata negli anni venti dagli architetti Brinkman e Van der Vlugt. Tutto qui riporta ai lussi ante guerra; tuttavia l’essenzialità delle forme e lo stupore nell’uso del colore d’interni, dietro alla coltre protettiva del bianco candido in facciata di questa dimora modernista dalle linee purissime di un’epoca lontana, conserva intatto il sogno fiducioso di chi ha saputo scommettere sul futuro non solo del porto e dei commerci, ma anche sul cruciale ruolo culturale della propria città. Ed è questo che permane e si respira nelle strade, sui tetti, lungo i canali, nelle vedute panoramiche o semplicemente parlando con i cittadini di questa piccola metropoli che ha la convinzione sacrale di poter comunque e sempre scommettere sulla propria rinascita. Un’attitudine connaturata che le bombe hitleriane non hanno neppure scalfito. Ecco, a visitarla Rotterdam più che un’araba fenice che risorge dalle sue ceneri appare come una grande alchimista in grado di miscellare opposti e tramutare le proprie scommesse in realtà!

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