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Round da 65 milioni per Heroes, la startup che scommette sulle aziende attive con Amazon

La specialità di Heroes è quella di acquisire e far crescere piccole e medie imprese europee ad alto potenziale che si appoggiano ad Amazon FBA

di G.Rus

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La specialità di Heroes è quella di acquisire e far crescere piccole e medie imprese europee ad alto potenziale che si appoggiano ad Amazon FBA


3' di lettura

Il settore di competenza è l'-e-commerce, la sede principale è Londra e a fondarla, lo scorso giugno, sono stati due gemelli di origini italiane, Riccardo (laurea all'Università Bocconi di Milano) e Alessio Bruni, che guidano un team in cui figurano altri due soggetti con cognome italiano, Giancarlo Bruni (Chief financial officer) e Francesco Baggini (Investment Analyst, anch'esso con una laurea in Finanza alla Bocconi).
La specialità di Heroes, come dicono i diretti interessati è quella di acquisire e far crescere piccole e medie imprese europee ad alto potenziale che si appoggiano ad Amazon FBA (Fulfilment by Amazon), e cioè la divisione del gigante del commercio elettronico americano che offre servizi di logistica e di customer service a supporto di marchi indipendenti attivi online, gestendo per loro conto tutto l'iter dell'ordine dal magazzino alla consegna fino all'assistenza post vendita. La notizia che segna il presente e probabilmente l'immediato futuro della startup è il round di finanziamento seed da 65 milioni di dollari chiuso la scorsa settimana, operazione che vede fra i lead investor, al fianco di Fuel Ventures e di Upper90 (un investitore americano focalizzato su asset nel settore e-commerce), compaiono il fondo di VC milanese 360 Capital Partners e vari business angel italiani.
In pochi mesi di vita la società ha già scommesso su tre aziende, ha subito prodotto redditività e, come conferma Baggini al Sole24ore.com, ha scommesso in modo deciso sul marketplace italiano di Amazon, in assoluto fra quelli a maggiore crescita in Europa. L'obiettivo, sulla carta, è semplice: individuare le imprese a vocazione digitale del Vecchio Continente ed aiutarle ad espandersi su mercati internazionali. I settori di intervento? Si va dai prodotti per bambini agli animali domestici, dagli articoli per la casa a quelli per il giardinaggio e il fai da te, lo sport e le attività outdoor in genere.
Il plus che probabilmente ha indotto VC e investitori istituzionali a scommettere una cifra molto importante su una società appena nata? “Ci sono un paio di startup con un modello simile al nostro negli Stati Uniti – risponde sull'argomento ancora Baggini - ma Heroes è il primo player attivo in Europa e con lo sviluppo accelerato dell'e-commerce in questi mesi credo sia sicuramente molto interessante guardare a questo settore in rapido sviluppo”. Una riprova indiretta di questa tesi arriva proprio dai volumi generati dalle imprese terze parti attive su Amazon, che nel 2019 sono arrivati a quota 261 miliardi di dollari (la cifra si riferisce al cosiddetto “Gross Merchandise Volume”) e si prevede possano raggiungere i 650 miliardi entro il 2025.
Il giro d'affari dell'e-commerce, questi gli altri dati che animano le convinzioni di Heroes, coprirà circa il 27% delle vendite retail complessive nel Regno e questa percentuale salirà al 33% entro il 2024 (dati emarketer). I numeri italiani sono decisamente più contenuti, siamo nell'ordine dell'8% nel 2020, ma il trend è in forte accelerazione in virtù dell'aumento sostanziale degli e-shopper, che oggi sono circa 38 milioni ed entro il 2023 raggiungeranno (secondo i dati di Casaleggio Associati) quota 41 milioni.
In questo scenario il target di Heroes è perfettamente definito ed è costituito da quel 39% di aziende che vende solo in Italia ed è in cerca di canali preferenziali per internazionalizzare il proprio business. E molto esplicito è anche il punto di arrivo: “il nostro obiettivo – ha scritto in una nota Riccardo Bruni - è quello di diventare il più grande acquirente e operatore europeo di marchi Amazon FBA nei prossimi anni”. Partendo dalle imprese attive online nel settore del tempo libero, il più importante per l'e-commerce (con il 43% del fatturato totale) nel 2019.

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