STARTUP

Round milionario per Katoo, la piattaforma che connette (via app e WhatsApp) ristoranti e fornitori

La startup spagnola fondata un anno fa, che conta 1500 clienti solo in Italia, ha ricevuto 3 milioni di euro dai fondi Flash Ventures (di Delivery Hero) e Otium Capital e da Marcos Alves Cardoso, uno dei co-Founder di TheFork

di Gianni Rusconi

Katoo, una schermata dell’applicazione

3' di lettura

Ha da poco compiuto un anno di vita. Fondata a settembre 2019, a Madrid, questa startup specializzata nel gestire gli ordini inviati dai ristoranti ai rispettivi fornitori direttamente via e-mail o WhatsApp, di passi in avanti ne ha fatti parecchi. E anche fuori dai confini locali, visto e considerato che la piattaforma opera da tempo anche in Italia e Portogallo e che sono italiani circa la metà dei circa 3mila clienti . L'ultimo botto in ordine di tempo “sparato” da Katoo, risale a pochi giorni fa, quando la società ha annunciato la chiusura di un round di finanziamento da 3 milioni di euro sottoscritto da investitori istituzionali quali Flash Ventures (il fondo pre-seed di Rocket Internet, già sponsor di Delivery Hero e Zalando) e Otium Capital e imprenditori come Marcos Alves Cardoso, uno dei co-Founder di TheFork. Conclusa l'operazione, l'obiettivo è ora quello di consolidare la propria presenza all'estero (Belpaese in testa) e aumentare le funzionalità di una piattaforma tecnologica che in poco più di dodici mesi ha processato oltre 100mila ordini (per oltre 30 milioni di euro di transato).

Il nuovo passo in avanti sostanziale sarà quello di rendere più smart la piattaforma, dotandola cioè di strumenti in grado di prevedere e calcolare i livelli ottimali delle scorte sulla base degli ordini storici e di abilitare l'uso di interfacce standard di comunicazione B2B (come Edi, Electronic Data Interchange) per semplificare ulteriormente lo scambio dei dati nella fase di acquisto e di fatturazione.

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L’exploit in Italia

L'Italia è un mercato chiave per Katoo, e lo dimostrano anche gli uffici di Milano e Torino e i 10 professionisti (sui 25 complessivi in organico) che vi lavorano. Quanto ai risultati finora ottenuti, è Edoardo Tarricone, 24enne General Manager Italy con un passato in McKinsey, a confermare come la crescita dei volumi sia stata del 230% dall'inizio del primo lockdown a fine ottobre. Durante questo periodo di emergenza, inoltre, Katoo ha sviluppato una Web app (disponibile da qualche settimana) per permettere ai fornitori di gestire tutti gli ordini e le promozioni del catalogo e si è concentrata sul supporto dei ristoranti, massimizzando l'uso del proprio tool di analytics per ridurne gli sprechi legati alla supply chain dei clienti, arrivando in alcuni casi ad eliminare fino al 5% dei costi non necessari.“Sin dal primo momento – spiega Tarricone al Sole24ore – ci siamo posti l'obiettivo di creare servizi semplici da usare e che potessero funzionare per qualsiasi realtà, dal piccolo bar a ristoranti tradizionali come Giacomo di Milano per arrivare a catene con oltre 30 punti vendita, in ogni parte d'Italia. Al momento sono ormai più di mille i locali che hanno lavorato con la piattaforma e le adesioni continuano a crescere ogni mese del 20%”. Fra i clienti in portafoglio vi sono attori emergenti come Poke House (startup della ristorazione specializzata nei tipici piatto hawaiani a base di pesce crudo) e nomi storici come la pasticceria torinese Gerla.

Un approccio flessibile, quello di Katoo, che ha interessato anche i fornitori, abbracciando sia grandi distributori sia piccoli produttori meno strutturati. Per tutti, a detta di Tarricone, il beneficio principale è quello di ridurre costi ed errori operativi e, nel caso dei ristoranti, di poter centralizzare tutti i fornitori in un solo strumento digitale, processando ordini che spaziano dalla frutta e verdura al packaging per arrivare alle bottiglie di vino più pregiate. Nei prossimi mesi, la società conta quindi di sviluppare l'integrazione con i sistemi gestionali dei fornitori e dei ristoranti e di affinare ulteriormente gli attuali strumenti di analytics per rendere ancora più efficiente il processo di ordinazione, con il fine ultimo di azzerare gli sprechi di cibo in cucina. “Il potenziale della tecnologia nel settore della ristorazione - conferma infine il manager italiano - è enorme e c'è grande voglia da parte del settore di trasformarsi grazie alla digitalizzazione. Un esempio? Permettere a uno chef di ordinare solo quello di cui il ristorante ha realmente bisogno grazie ad algoritmi basati sui dati storici, il tutto all'interno di una semplice app gratuita”.


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