MEPHISTO WALTZ

Rousseau e il cavallo binario


2' di lettura

 Nella formazione del nuovo Governo il grande successo mediatico l’ha ottenuto la piattaforma Rousseau. Al di là del merito sostanziale di Renzi che, complice Grillo, con un sulfureo colpo di coda se l’è inventata. E senza che, incredibile auditu, nessun tarantolato del PD si mettesse di traverso. Rousseau è forse sconosciuto ai più degli 80mila che hanno votato, in gran parte dotati di un Q.I. analogo a quello di chi cade sulle domande più elementari di un quiz tv. Chissà se l’abile Casaleggio avrà fornito loro una preventiva quick reference, per informarli che Rousseau, filosofo e musicista ginevrino (1712-1778), fu con Voltaire tra i primi a sviluppare l’ideale illuminista del “sapere aude”, firmato Kant: osare far valere la propria intelligenza, e non credere a fede, miti, leggende. Tutte fanfalucche del passato. Tra i due fu subito dissidio, umano e intellettuale. Voltaire (1694-1778) laico e pieno di ironia, anticlericale al punto da addebitare al Padreterno la strage - dopo il terrificante terremoto che distrusse Lisbona, “mentre Parigi balla” (1755) - accusò con un celebre pamphlet Leibniz, convinto di vivere “nel migliore dei mondi possibili” (Teodicea) e difese la necessità di un sovrano illuminato e colto. Al contrario Rousseau credeva nella sovranità del popolo (Contratto Sociale, 1762) e nella forza della natura bruta, tout court. Mentre Montesquieu predicava quella separazione dei poteri, tra legislativo, esecutivo e giudiziario (Lo spirito delle leggi, 1768) ancora oggi non raggiunta. E intanto mirava a una monarchia costituzionale. A fronte di tanto pensiero, che dire della nascita di un governo decisa da un sondaggio incostituzionale e irrituale, al quale i vertici del Paese si sono di fatto affidati? Se invece di dire sì gli 80mila avessero detto no, cosa sarebbe successo? Diabolica domanda binaria: tertium non datur. Simile in tutto alla mente del cavallo, che sceglie sempre in modo duale: salto oppure no. Giro a sinistra o tiro dritto. Disarcionando a volte anche il miglior cavaliere. Rassegniamoci a vivere nella semplificazione comunicativa più assoluta, col solo vantaggio di annullare ogni ridondanza. Ma allora, perché non creare una piattaforma Voltaire, a bilanciare la Rousseau? Il diavolo solo lo sa, semel in anno licet insanire

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