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Rovigo, piano da 150 milioni per ampliare il rigassificatore

Bisogna progettare, ordinare e costruire i pezzi, poi montarli e fare il collaudo: per avere il cantiere nell’estate 2025, l’autorizzazione deve arrivare entro la primavera 2023. Miraggio impossibile?

di Jacopo Giliberto

Gas via mare, le strade per fare a meno della Russia

3' di lettura

In tutto, altri tre miliardi di metri cubi di metano in più, il 4% del fabbisogno annuale di tutta l’Italia: un miliardo già ottenuto e altri due miliardi di metri cubi da aggiungere con un investimento impiantistico. L’Adriatic Lng, la società che dal 2009 gestisce il grande rigassificatore in mezzo all’Adriatico di fronte alla costa di Rovigo, ha appena ottenuto l’autorizzazione per aumentare da 8 a 9 miliardi di metri cubi l’anno la capacità di importare metano liquido, ma con un investimento da circa 150 milioni — tutto di tasca propria — ha deciso di potenziare ancora di più l’impianto e di arrivare a 11 miliardi di metri cubi l’anno, fra i più grandi d’Europa.

Fra l’aumento appena autorizzato e quello progettato, in tutto sono 3 miliardi di metri cubi di gas da liquefare sui giacimenti remoti, importare via nave a caro prezzo e riportare allo stato gassoso — quanti i 3 miliardi di metri cubi l’anno che si estraggono in modo ostacolato e svogliato dai giacimenti nazionali che sono proprio sotto il fondale di quello stesso mare Adriatico.

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C’è però un problema. Il solito problema italiano della burocrazia, dei tempi, delle autorizzazioni che si allontanano come il miraggio che si dissolve e arretra. Per adeguare la colossale isola rigassificatrice a 20 chilometri al largo del delta del Po bisognerà aspettare il momento in cui ci sarà la fermata per la manutenzione periodica, cioè il 2025.

Il 2025 sembra una data remota, fra tre anni. Visti i tempi medi del sistema autorizzativo italiano, v’è la certezza che se si partisse oggi il via libera arriverebbe a tempi scaduti. Per questo motivo l’Adriatic Lng spera che venga adottata la stessa semplificazione normativa che il decreto Energia concede alle nuove navi rigassificatrici Frsu di cui l’Italia si sta dotando con premura forsennata.

Il rigassificatore di oggi

Il rigassificatore di fronte alla costa di Rovigo è dell’Adriatic Lng (ExxonMobil 71%, Qatar Energy 22%, Snam 7%), il principale cliente è l’Edison ma svolge il servizio anche per il mercato aperto delle navi gasiere, ha 100 addetti e da marzo la capacità di rigassificazione è salita da 8 a 9 miliardi di metri cubi l’anno, il 12% del fabbisogno italiano di gas, senza bisogno di interventi impiantistici. Dal 2009 hanno ormeggiato 925 navi metaniere pari a 78 miliardi di metri cubi di gas. Il metano è tenuto liquido dalla temperatura gelida di 162 gradi sotto zero; riscaldato con acqua di mare, il metano torna allo stato di gas e va nelle condutture verso terra.

Il progetto

Dopo il potenziamento dei mesi scorsi, il progetto di avere dal 2025 capacità aggiuntiva per altri 2 miliardi di metri cubi l’anno rappresenta un aumento del 12,3% dell’attuale capacità di rigassificazione in Italia. Se il potenziamento di marzo era soprattutto autorizzativo e logistico, questo secondo aumento si otterrebbe aggiungendo un nuovo vaporizzatore e alzando la pressione nei gasdotti. Poiché l’isola artificiale non ha spazio disponibile, il vaporizzatore sarebbe più compatto e per riscaldare il metano userebbe non l’acqua tiepida del mare bensì un bruciatore a metano, come nei rigassificatori dei Paesi freddi.

Tempi stretti e semplificazione

Bisogna progettare, ordinare e costruire i pezzi, poi montarli e fare il collaudo: per avere il cantiere nell’estate 2025, l’autorizzazione deve arrivare entro la primavera 2023. Un miraggio impossibile? Forse. Si potrebbe riuscire se, nel convertire in legge il decreto Aiuti (n. 50 del 17 maggio), all’articolo 5 sui rigassificatori galleggianti si aggiungesse anche i «terminali di rigassificazione esistenti alla data di emanazione del presente decreto purché non comportino un aumento dell’estensione dell’area».

Le navi Frsu

In maggio la Snam si è accordata con la Golar per una metaniera da trasformare in rigassificatore galleggiante da ormeggiare in Sardegna; sono in vista altre navi rigassificatrici. Nei giorni scorsi il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha detto che «25 miliardi di metri cubi sono già stati contrattualizzati, metà fluirà dai nostri gasdotti e metà sarà gas liquido da rigassificare. Si porterà al 100% della produzione tre gassificatori che abbiamo in Italia e ne installeremo altri due, non permanenti ma galleggianti».

Riproduzione riservata ©

  • Jacopo Gilibertogiornalista

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: ambiente, energia, fonti rinnovabili, ecologia, energia eolica, storia, chimica, trasporti, inquinamento, cambiamenti climatici, imballaggi, riciclo, scienza, medicina, risparmio energetico, industria farmaceutica, alimentazione, sostenibilità, petrolio, venezia, gas

    Premi: premio enea energia e ambiente 1998, premio federchimica 1991 sezione quotidiani, premio assovetro 1993 sezione quotidiani, premio bolsena ambiente 1994, premio federchimica 1995 sezione quotidiani,

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