Turismo

Royal Caribbean punta 221 milioni su Ravenna

di Natascia Ronchetti

 Scade a metà luglio il bando di gara per la realzzazione della nuova stazione marittimanella città romagnola attraverso finanza di progetto con la concessione della gestione della struttura per 35 anni. Obiettivo incrementare il flusso turistico nell’area e creare nuovi posti di lavoro

4' di lettura

da un lato c’è la crisi infrastrutturale di Venezia, che ha reso sempre più complicato movimenti e attracco alle grandi navi da crociera. Dall’altro, ci sono una posizione geografica e una rete logistica che consentono di raggiungere la città lagunare in due ore di auto e l’aeroporto internazionale di Bologna in un’ora circa. È in questo contesto che Ravenna si candida a diventare terminal turistico crocieristico capace di competere non solo con il capoluogo veneto ma anche con Ancona e Bari e con i principali porti turistici dell’altra sponda dell’Adriatico. Lo fa con un bando di gara europeo per la realizzazione di una nuova stazione marittima (10 mila metri quadrati su due piani) da realizzare attraverso la finanza di progetto, con la concessione della gestione della struttura per 35 anni. Valore complessivo: 221 milioni di euro.

«Ravenna, tra ricchezza monumentale e lidi, ha una tradizione turistica importante e beneficia di una posizione ideale per essere una valida alternativa a Venezia» dice Daniele Rossi, presidente dell’Autorità portuale della città romagnola, a cui si deve il bando, che scadrà alla metà di luglio. «Abbiamo svolto una indagine di mercato – prosegue Rossi – che conferma la tendenza alla crescita del settore delle crociere. Stimiamo un flusso di 300mila passeggeri all’anno». Secondo le previsioni della Clia (Cruise Line International Association) il comparto crocieristico, in crescita ininterrotta da vent’anni, nel 2020 avrebbe dovuto superare i 32 milioni di clienti. L’emergenza sanitaria ha azzerato tutto. Ma le ultime previsioni degli addetti ai lavoro parlano di un ritorno ai livelli pre pandemici (30 milioni di passeggeri nel 2019) già a partire dal 2022. Uno scenario nel quale l’Italia prende sempre più piede, con una quota di mercato, nel Mediterraneo, ormai pari al 40% e superiore quella della Spagna (22%) e della Grecia (17%).

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Il bando di gara nasce da una proposta di Royal Caribbean Group, vale a dire uno dei primi operatori crocieristici a livello mondiale. Un colosso del settore con una lunga esperienza nella realizzazione e gestione di terminal crocieristici: attualmente ne gestisce 27 (e di questi 23 portano la sua firma anche per la realizzazione delle infrastrutture). Il gruppo statunitense, che dispone di una flotta di 61 navi e conta 80mila dipendenti, nell’area del Mediterraneo è già presente in otto porti, e tra questi Venezia, Civitavecchia, La Spezia e Napoli. Ora è in corsa per fare di Ravenna, nella località di Porto Corsini, il proprio home port. Significa che la città romagnola non sarà più solo una tappa di transito ma diventerà lo scalo da cui le navi partiranno e in cui arriveranno. Generando anche un considerevole indotto di cui potranno beneficiare i territori limitrofi, dall’Emilia-Romagna al Veneto. Royal Caribbean è in pole position. Si è assicurata infatti il diritto di prelazione qualora la gara – aperta ovviamente a tutti gli operatori del settore – venisse vinta da un’altra società con una proposta considerata migliore.

L’operazione ha messo d'accordo tutti, dal Comune alla Regione. «Parliamo di una grande opportunità per il turismo, uno dei settori più penalizzati dalle chiusure dovute all'emergenza sanitaria – dice Andrea Corsini, assessore regionale al Turismo -. Il nuovo terminal potrà fare della Romagna un centro nevralgico per uno dei più importanti operatori di crociere al mondo. Ma non solo. Il rilancio sul mercato delle infrastrutture si potrà legare anche alle collaborazioni con gli aeroporti della regione, aumentando così l'attrattività dell'intera area. Siamo certi che il traffico crocieristico nel porto di Ravenna, con la realizzazione della nuova stazione e l’adeguamento dei fondali del porto commerciale che consentirà l’ingresso delle grandi navi in sicurezza, potrà avere un significativo incremento già nei primi anni di avvio dell'attività».

Nell'area demaniale di Porto Corsini, dove sorgerà la nuova stazione, è già operativo, dal 2011, un attracco gestito dai turchi della Global Ports. Ma i numeri sono modesti (nel 2019, prima della pandemia, ha raggiunto quota 17mila passeggeri) perché la struttura è inadeguata a gestire grandi flussi. L’Autorità portuale metterà a diposizione l’area e un finanziamento di 6 milioni, oltre a farsi carico dell’attività di manutenzione. L’aggiudicatario dell’opera, con la relativa concessione, dovrà invece accollarsi il costo della realizzazione del terminal, stimato in 25-30 milioni, e dell’elettrificazione delle banchine (altri trenta milioni circa), per consentire alle navi di restare in porto con i motori spenti e ridurre quindi l’impatto ambientale. L’intervento prevede anche spazi pedonali esterni e l’accesso al molo d'attracco. «Dovremo solo risolvere alcuni problemi relativi ai collegamenti viari tra Porto Corsini e la città, poi Ravenna potrà essere una valida opzione nel mare Adriatico» spiega Rossi. Del resto il capoluogo veneto, dopo anni di polemiche e dopo il decreto legge che ha bandito le navi di stazza superiore alle 40mila tonnellate dal bacino di San Marco, dovrà ricorrere adesso a un terminal esterno: ma la soluzione richiederà, in ogni caso, anni. Condizione che avvantaggia Ravenna.

«Il nuovo terminal permetterà al nostro turismo di fare un salto di qualità – dice il sindaco della città romagnola Michele De Pascale -. E ci sarà grande attenzione ai temi della sostenibilità ambientale. Il progetto di Royal Caribbean comprende approfondimenti molto dettagliati sull’impatto che la presenza della stazione potrà avere sulla viabilità locale e prevede la realizzazione di un percorso alternativo che alleggerisca il traffico per raggiungere e lasciare la zona del terminal». L’area, per una superficie complessiva di 12 ettari, è stata del resto concepita nell'ambito di un progetto unitario dove spazi a verde pubblico attrezzato si legano a servizi e strutture a supporto del terminal. La tabella di marcia prevede l’apertura dei cantieri all’inizio del prossimo anno. I lavori dovrebbero essere terminati nell'arco di 24 mesi.

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