Test Ride

Royal Enfield Classic 350, ritorno alle origini

Ha molto in comune con la Meteor 350 la nuova versione della Classic 350, lanciata a inizio 2022: potenza e prestazioni modeste per una guida facile adatta a tutti

di Gianluigi Guiotto

3' di lettura

Si chiama Classic 350 e ha l’aspetto che più classico non si può: la prima novità del 2022 di Royal Enfield è un ritorno alle origini della marca. Motore di piccola cilindrata, faro tondo con sopracciglio e luce alogena, ruote anteriori a raggi da 19 (davanti) e 18 pollici, sella sdoppiata, la Classic 350 del marchio indiano s’ispira al rivoluzionario modello G2 del 1948, il primo a montare una sospensione posteriore a braccio oscillante di serie. La nuova nata di Royal Enfield, 5mika euro, è la seconda moto basata sulla piattaforma “J”, che è la base tecnica anche della Meteor 350.

Cuore monocilindrico.

Ad alimentare la Classic 350 è lo stesso monocilindrico di 349 cc a iniezione elettronica raffreddato ad aria e olio della Meteor; eroga una potenza massima 20,2 cv a 6.100 giri e con un picco di coppia di 27 Nm a 4.000 giri. Non sono cifre da far impallidire, ma perfettamente adatte al modello in questione che pesa comunque 195 kg. A frenare la Classic 350 sono un disco freno anteriore da 300 mm e uno posteriore da 270 mm, ovviamente con Abs a due canali. A reggere il motore troviamo un telaio monotrave in acciaio a doppia culla, abbinato a una forcella da 41 mm e a una coppia di ammortizzatori regolabili su sei posizioni.

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In sella

Seduti a 805 mm da terra, è facile – anche per i piloti brevilinei – toccare a terra con entrambi i piedi. Tra le gambe troviamo il serbatoio a goccia da 13 litri che ai fianchi ha protezioni in plastica. Davanti a noi la strumentazione: è di tipo analogico, con un piccolo display Lcd che mostra le informazioni essenziali: km totali, livello del carburante, orologio, trip 1 e trip 2; il blocchetto sinistro ospita il pulsante per scorrere tra i menù e, più in basso, una presa Usb per la ricarica dello smartphone. La sella è ampia e comoda, la seduta rilassata con le gambe piegate a 90°, il busto eretto e le braccia in posizione naturale; anche i più alti trovano un posto di guida comodo. Quanto al passeggero, trova una sella tutta per sé, con pedane rivestite in gomma e un comodo maniglione cui aggrapparsi.

Su strada

Avviato il motore si apprezza il suono che esce dallo scarico: il piccolo mono fa la voce grossa, con un sound roco e galvanizzante. Molto bene. Dentro la prima (la frizione, anche se non è idraulica) è morbida. Partiamo, con calma: se cercate l’accelerazione che vi costringe ad aggrapparvi alle manopole, la Classic 350 non fa per voi. Se, invece, amate passeggiare, senza spingere ma pennellando le curve, allora con questa Royal Enfield potrete divertirvi. La Classic 350 non mette mai in difficoltà, ha un comportamento prevedibile e si guida in tutta tranquillità. In curva la ruota da 19 pollici non è proprio fulminea, ma vale sempre il discorso fatto qualche riga fa. In città, comunque, ci si muove agili e nelle partenze ai semafori si ha il brio sufficiente per mettersi dietro il grosso del traffico. Qualche limite emerge nelle frenate più tirate, bisogna strizzare bene la leva destra (non regolabile) e pigiare a fondo il pedale perché il freno posteriore non brilla per potenza. Anche in autostrada si trovano i limiti della Classic 350: con il nostro esemplare abbiamo raggiunto i 120 km/h indicati, raggiunti dopo un bel lancio (c’è da dire però che chi scrive pesa 100 kg...). Nel misto, invece, emerge la bellezza di questa Royal Enfield: precisa e stabile nei curvoni, agile ne tornanti più stretti, si viaggia con gusto.

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