Strategie

Rrd pronto a esportare la sua tecno sartorialità

I ricavi del marchio hanno raggiunto i 30 milioni di euro

di Marika Gervasio

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La Lycra è il tessuto più usato nelle collezioni di abbigliamento firmate Rrd

I ricavi del marchio hanno raggiunto i 30 milioni di euro


2' di lettura

La passione per il mare è stata la chiave di tutto. La Rrd - Roberto Ricci Designs nasce tra Grosseto e le spiagge di Maui nel 1989, quando il giovane atleta di wind surf Roberto Ricci inizia a costruire tavole speciali facendo suoi i segreti dei guru del surf delle Hawaii: pezzi unici progettati e realizzati a mano. Nel 1994 arriva la prima collezione di tavole e di abbigliamento legato al beachwear.

«Nel giro di dieci anni sono arrivato in tutto il mondo - racconta Ricci - con le mie tavole usate dai campioni del wind surf. Nel 2012 la svolta quando, con il mio socio Roberto Bardini, invento una giacca invernale che si ispira al mondo del neoprene con tessuti multistrato ricoperti da Lycra. Nasce una giacca tecnica, ma con taglio sartoriale che è piaciuta molto. Da lì in avanti l’abbigliamento è diventato il nostro cavallo di battaglia e in sette anni il fatturato è passato da 5 milioni a 30 milioni a cui si aggiungono 12 milioni dal segmento tecnico».

Da oltre cinque anni la Lycra è il tessuto più utilizzato all’interno delle collezioni di Rrd, dai capispalla ai pantaloni da uomo e da donna. Il settore ricerca dell’azienda sviluppa, inoltre, nuove soluzioni grazie all’impiego di Holistic Technology, la tecnica di sovrapposizione di materiali a più strati dando vita a capi unici in questo tessuto unito a una gomma a cellula aperta che fa traspirare la pelle. Il tessuto che si ottiene è altamente tecnico e di alta qualità. E a Pitti Uomo il tema centrale è la nuova costruzione di capi senza punti, non cuciti. «Abbiamo usato una tecnologia a ultrasuoni - continua Ricci - che fonde i tessuti con un nastro termosaldato che poi è l stessa tecnica che si utilizza nella realizzazione delle mute da surf. Il risultato sono capi molto tecnici, ma anche molto eleganti».

Il 90% del fatturato dell’abbigliamenti arriva dall’Italia, a differenza del segmento tecnico che, invece, vede l’estero protagonista con una quota del 75% sui ricavi. «Ci siamo specializzati nella distribuzione in Italia in circa 550 negozi multimarca di fascia alta - aggiunge Ricci -, ma adesso siamo pronti per andare all’estero. Abbiamo messo le prime bandiere in Francia, Spagna, Inghilterra, Germania, Olanda, Giappone e Corea e per i prossimi cinque anni contiamo di arrivare nell’abbigliamento a quote del 65% per l’Italia e del 35% per l’estero con un 50 e 50 ideale nei prossimi sette anni».

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