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R&S e nuovi mercati per far crescere gli amplificatori hi tech

La società di Scandicci quotata dal 2018 opera nel settore dei grandi eventi

di Simona Rossitto

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Per sviluppare nuove linee di prodotti, Powersoft (il quartier generale di Scandicci) investe l'8% del suo fatturato in ricerca e sviluppo

La società di Scandicci quotata dal 2018 opera nel settore dei grandi eventi


3' di lettura

Proseguire nel processo di trasformazione dell’azienda, con un occhio al mercato cinese e l’obiettivo di creare una divisione in loco. Nel 2021 Powersoft, società di Scandicci (Firenze) nata nel 1995 come produttore di amplificatori per grandi eventi, comincia a intravedere un po’ di luce. Dopo un 2020 funestato dal coronavirus che ha portato alla completa chiusura del mondo degli spettacoli e dei concerti, costringendo l’azienda a usufruire della Cig, nell’anno in corso il cambiamento di pelle avviato da tempo comincia a dare i suoi frutti- «Nel 2021 – afferma l’amministratore delegato, Luca Lastrucci – si comincia a intravedere la luce in fondo al tunnel».

Innanzitutto l’effetto pandemia. Che, spiega Lastrucci, ha avuto «un impatto importante sia sui risultati 2020, un anno che comunque chiude con una marginalità positiva, sia sulla spinta a ripensare l’azienda». Da un lato Powersoft, quotata dal 2018, perde fatturato, dall’altro riesce a chiudere in utile proprio grazie all’accelerazione sui nuovi prodotti. Secondo le previsioni degli analisti, a consuntivo 2020 il fatturato dovrebbe contrarsi del 19% circa rispetto al 2019, con un ebitda a quattro milioni di euro (-37% sul 2019) mentre sull’intero periodo 2019-23 si stima una crescita dei ricavi del 5,1% e un aumento medio annua dell'utile netto pari al 3,8 per cento.

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Powersoft, racconta Lastrucci che ha fondato l’azienda assieme al fratello e a un terzo socio, si è focalizzata su vari prodotti innovativi, per diventare sempre più un provider di soluzioni. Tra quelli di maggiore successo c'è Deva, recentemente ripensato anche in funzione anti Covid: è un prodotto che integra una telecamera, un diffusore audio con alto livello di intelligibilità, sensori ambientali e opzioni di connettività avanzate. Durante l’emergenza Covid è stato utilizzato a Firenze, Scandicci, Sorrento e Bergamo per garantire gli standard di sicurezza. Tra i nuovi prodotti c'è poi “Mover”, un potente trasduttore pensato per cinema 4G, parchi a tema o location con pareti e pavimenti vibranti che permette di vivere un’esperienza immersiva multimediale.

Per sviluppare sempre nuove pipeline di prodotti, Powersoft spende l’8% del fatturato in ricerca e sviluppo e ha al suo interno Ideofarm, un acceleratore di idee, costituito nel 2016. Inoltre, mentre il mercato degli eventi si è bloccato totalmente per la pandemia, quello delle installazioni non si è mai fermato e sta ripartendo. In più, aggiunge lad, «tutti i nostri prodotti sono nati come dispositivi intelligenti, connessi anche da remoto. A questo proposito Powersoft sta sviluppando una propria piattaforma in cloud ».

Tirando le somme, dal punto di vista dell’azienda, dopo la Cig, è ora arrivato il momento di investire nello sviluppo: «Molti hanno difficoltà per la mancanza di robustezza e solidità finanziaria, non hanno progetti, ma, in questa situazione, ci sono grosse opportunità di business e potremmo anche acquisire quote di mercato lasciate libere». Sul fronte occupazionale, la società conta circa 110 dipendenti, di cui una decina negli Usa, il 30% è occupato in ricerca e sviluppo. «Di recente abbiamo assunto alcune persone, stiamo finalizzando 4-5 assunzioni, tra cui una – precisa Lastrucci - negli Usa di una persona importante nel settore».

Oltre che sul versante dei prodotti commerciali, Powersoft si è riorganizzata anche su quello delle aree strategiche. Il gruppo è presente negli Usa da anni, precisamente in New Jersey dove ha una sua divisione (Powersoft advanced technology) si occuperà non solo degli Usa, ma anche di Canada e Sud America. Inoltre si punta sulla Cina che attualmente rappresenta il 10-12% del fatturato e dove Powersoft, racconta il fondatore, ha realizzato un budget nel 2020 molto soddisfacente. Il dato sull'area Apac (Asia) Distribution è in crescita di circa il 7% rispetto al 2019. «A maggior ragione dobbiamo investire nel futuro, stiamo assumendo persone per una presenza diretta. Il mercato cinese è difficile rispetto a quello americano, dobbiamo trovare le persone giuste, ma – annuncia Lastrucci - abbiamo un piano a tre anni che ci dovrebbe portare a una presenza diretta in Cina».

La pandemia ha accelerato il processo di trasformazione dell'azienda e il suo sviluppo nelle varie aree geografiche. Tuttavia la strada per una diversificazione del business era già stata imboccata. E per il mercato gli eventi? Il settore, che ha avuto un impatto dalla crisi simile al turismo, ovviamente non potrà ripartire finché non cambieranno le regole pensate per fermare i contagi. «Crediamo – conclude Lastrucci - che anche queste attività si riprenderanno, fanno parte della natura umana, si tornerà ad andare ai concerti e alle manifestazioni, anche se ci vorrà un po’ di tempo».

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