Ordinanza Speranza

Rsa, ingresso consentito solo a possessori Green pass

Le regole entrano subito in vigore, e hanno validità fino al 30 luglio

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3' di lettura

L'ingresso nelle Rsa è consentito solo a visitatori in possesso di “Certificazione Verde Covid-19”. Lo prevede il documento “Modalità di accesso/uscita di ospiti e visitatori presso le strutture residenziali della rete territoriale”, che regola le visite in Rsa consentite da un'ordinanza firmata oggi, 8 maggio, dal ministro della Salute, Roberto Speranza, con validità immediata e fino al 30 luglio prossimo.

«Le Certificazioni - si legge - fatto salvo diversa successiva indicazione normativa nazionale, possono essere utile strumento di orientamento alla regolamentazione di visite e uscite programmate, compatibilmente alla situazione locale e alla specificità di servizi e strutture che possono accogliere utenti con diverso grado di fragilità e rischio trasmissione infettiva. La certificazione non sostituisce il rispetto delle misure di prevenzione e contrasto della diffusione del contagio».

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Mascherine Ffp2 per visitatori e ospiti

In base alle nuove regole, «il familiare/visitatore deve sempre effettuare l'igiene delle mani all'ingresso e all'uscita dalla struttura e indossare sempre e correttamente i dispositivi di protezione individuale in base al livello di rischio (almeno Ffp2 o superiore). Laddove possibile», inoltre, «compatibilmente alle condizioni cliniche e tollerabilità», anche «l'ospite indosserà i dispositivi di protezione delle vie aeree in base al livello di rischio (almeno Ffp2 o superiore)».

Evitare assembramenti

Le visite devono essere organizzate in modo da «evitare assembramenti di persone - si precisa - e deve essere assicurato il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra visitatori (estendibile fino a 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio), ad eccezione dei componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi o per le persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale (detto aspetto afferisce alla responsabilità individuale)».

Privilegiare visite in spazi aperti e dedicati

«In presenza di condizioni climatiche favorevoli - si legge nel documento - vanno sempre privilegiati gli incontri in spazi aperti e allo scopo dedicati». «Deve essere vigilato l'adeguato distanziamento tra visitatore e ospite - si precisa - e quello fra gruppi familiari diversi contemporaneamente presenti, previa valutazione della configurazione degli spazi esterni e della loro superficie, per calcolare il numero massimo di visite ammissibili contemporaneamente, avendo cura di garantire riservatezza e intimità a familiari e ospiti». Inoltre «deve essere garantita, per quanto possibile, la separazione fra gli spazi esterni utilizzabili per le visite e quelli utilizzati per altre funzioni o da soggetti presenti a diverso titolo nella struttura».

Massimo 2 visitatori per ospite, sconsigliati under 6

In base al documento, «gli accessi devono riguardare di norma non più di due visitatori per ospite per visita, identificati dall'ospite o, in caso di sua incapacità certificata, identificati nella sfera di relazione/affetti dell'ospite stesso e per una durata definita per favorire anche frequentemente le visite a tutti coloro che vengono autorizzati». «In specifiche condizioni cliniche/psicologiche (a titolo esemplificativo, ma non esaustivo: nelle fasi del fine vita, in caso di utenti minori, depressione grave, deterioramento cognitivo, specifiche disabilità psichiche o sensoriali, gravissime disabilità, stati vegetativi ecc.) - si precisa - è possibile valutare l'alternanza di più visitatori individuati specificatamente, così come per eventuali caregiver, anche per frequenze e durate superiori a quanto ordinariamente previsto». Nel documento si definisce inoltre «sconsigliato l'accesso ai minori di 6 anni per i quali non sia possibile garantire il rispetto delle misure di prevenzione».

Va garantita possibilità rientri in famiglia

«Tenuto conto della rilevanza assistenziale e del benessere psicosociale dei residenti va garantita la possibilità di uscite programmate degli ospiti e rientri in famiglia», sottolinea ancora il documento. «L'uscita programmata degli ospiti - si legge - richiede una specifica regolamentazione da parte dei responsabili anche in ordine alla stabilità clinica del residente e del suo livello di autonomia e fragilità, nonché per specifiche esigenze riabilitative. È sempre necessaria la firma di un patto di reciproca responsabilità fra struttura e ospite o figure legalmente rappresentative».

Misure rimodulabili in senso restrittivo

Le misure per l'accesso di familiari e visitatori a strutture di ospitalità e lungodegenza, residenze sanitarie assistite (Rsa), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, strutture residenziali di assistenza sociosanitaria riabilitazione e lungodegenza e strutture residenziali socio-assistenziali «potranno essere rimodulate» in base all'evoluzione dello scenario epidemiologico «anche in senso più restrittivo» dal direttore sanitario o l'autorità sanitaria.

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