il fronte sanitario

Rt in aumento e boom tamponi: cosa accadrà con l'inizio della scuola

L’indice di contagiosità, secondo gli esperti, dovrebbe alzarsi di 0.4. Ci vorranno una decina di giorni per vedere i primi effetti del ritorno in classe sui contagi. Entro fine mese i test salivari anche per lo screening nelle scuole e entro novembre 200mila test molecolari al giorno

di Mariolina Sesto

La scuola riapre, ecco come Milano accoglie gli studenti

L’indice di contagiosità, secondo gli esperti, dovrebbe alzarsi di 0.4. Ci vorranno una decina di giorni per vedere i primi effetti del ritorno in classe sui contagi. Entro fine mese i test salivari anche per lo screening nelle scuole e entro novembre 200mila test molecolari al giorno


4' di lettura

Il ritorno in classe, che oggi riguarderà 12 regioni (e una provincia autonoma, quella di Trento) su 20, farà prevedibilmente salire il numero dei nuovi positivi, portando un nuovo fattore potenziale di infezione nelle famiglie, specie per gli anziani e i più fragili, dopo quello costituito dalle vacanze e dalla movida. Contemporaneamente da lunedì ci sarà un aumento del numero di tamponi in modo che, ai 10 milioni tra studenti e insegnanti di nuovo in attività in presenza, sia affiancato un maggiore monitoraggio delle infezioni, soprattutto quelle asintomatiche, che subdolamente possono contagiare la fascia di popolazione a rischio, cioè quella dei malati e degli anziani.

L’indice di contagiosità aumenterà dello 0.4

Le previsioni sull'impatto della riapertura delle scuole risalgono allo scorso aprile, quando il Comitato tecnico scientifico stimò in 0.4 l'aumento dell'Rt (indice di contagiosità), come emerge da allegati ai verbali dell'organismo desecretati alcuni giorni fa. L’Rt nazionale è stato a lungo sotto quota 1 - la soglia di sicurezza - prima di superarla nelle ultime settimane.Le stime sono contenute in uno dei documenti elaborati dall'Inail sui dati dell'Istituto superiore di sanità e della fondazione Bruno Kessler e riportate nel verbale del 22 aprile scorso: un rapporto dettagliato nel quale vengono elencati tutti i possibili effetti prodotti sulla diffusione del virus dalle riaperture nei diversi settori chiusi in seguito al lockdown, al termine del quale i tecnici consigliavano di adottare “un approccio progressivo nelle misure di riapertura”, ribadendo in ogni caso la necessità dell'utilizzo delle mascherine in tutti i luoghi pubblici, del distanziamento sociale e del divieto di assembramento. Una delle tabelle del documento indica l'effetto che le riaperture hanno sull'indice Rt: senza alcuna chiusura l'Rt è al 2.25 (media tra 2.06 e 2.44); con solo la chiusura delle scuole l'indice scende invece a 1.86 (media tra 1.66 e 1.97), dunque 0,39 in meno. Se alla chiusura delle scuole si aggiunge anche lo smart working, l'indice scende ulteriormente a 1.69 (media tra 1.54 e 1.83), 0,56 in meno.

I primi effetti dell’apertura delle scuole sui contagi ci saranno tra 10 giorni
Ci vorranno almeno una decina di giorni, avvertono gli esperti, per vedere i primi effetti sui contagi del ritorno degli studenti e del personale docente e ausiliario nelle aule. “Il nostro sistema sarà messo a dura prova tra 15-20 giorni quando saranno riprese sia le scuole che tutte le attività economiche - è il parere del virologo Andrea Crisanti - . Ad ottobre-novembre capiremo molte cose. L'escalation c'è ma è più lenta che nel resto d'Europa anche se è necessario non abbassare la guardia per vanificare quanto è stato fatto finora”. «I 1500 casi di contagio al giorno che registriamo non sono quelli di altri Paesi e neanche quelli dei primi di marzo. Ora però dobbiamo capire cosa succederà quando la scuola e l'attività economica sarà a pieno regime -dice ancora Crisanti -. Fino a quando si registrano 6-7mila casi al giorno le nostre strutture sanitarie sono in grado di fronteggiare e contenere il diffondersi del contagio, con l'isolamento dei soggetti. Se il numero fosse più consistente la situazione sarebbe molto difficile da gestire».

Obiettivo: arrivare a novembre fino a 200mila tamponi al giorno

Intanto il governo sta mettendo a punto un piano che prevede di arrivare fino a duecentomila tamponi al giorno, il doppio di oggi, e l'uso massiccio dei test rapidi. Anche se, per la verità, l’aumento dei tamponi delle ultime settimane (fino a 100mila al giorno) ha già fatto riscontrare delle criticità. I laboratori italiani specializzati nell'analisi dei tamponi cominciano infatti a essere in difficoltà: se per tutto luglio e fino a ferragosto eseguivano meno di 50.000 analisi di tamponi al giorno per la ricerca del virus Sars.CoV-2, attualmente la media è salita a 70.000 al giorno, con punte di 90.000. In quest'ottica i nuovi test rapidi in arrivo potrebbero portare un sollievo, ma anche essere fonte di ulteriori problemi. «Siamo in overbooking, sotto pressione, e dobbiamo dire no a molte richieste ha dovuto riconoscere il virologo Francesco Broccolo, dell'Università di Milano Bicocca e direttore del laboratorio Cerba di Milano. «È la situazione che stiamo riscontrando al Nord, ma che probabilmente è vera per tutti i laboratori italiani, pubblici e privati, che fanno capo alle unità di crisi regionali» ha aggiunto.

In Lombardia punti tamponi ad hoc per studenti

Nel piano della Lombardia per la gestione dei casi covid a livello scolastico ci saranno delle linee per fare i tamponi dedicate agli studenti a cui potranno accedere con misure semplificate, grazie ad una autocertificazione. Ci saranno dei punti tampone per gli studenti a cui potranno accedere tutti i giorni dalle 9 alle 14. Se lo studente si sente male a scuola, i genitori potranno portarlo direttamente al punto. Se invece avrà dei sintomi a casa, dovranno telefonare al pediatra. E, se lui lo riterrà, andranno direttamente al punto tampone dove basterà una autocertificazione. L'intenzione è di fare in modo che i tamponi vengano portati in laboratorio per le analisi entro le 14.30 in modo che entro le 23 appaia il risultato.

Entro fine mese l’ok ai test salivari per lo screening degli studenti

Entro fine mese saranno inoltre disponibili i test salivari che si stanno testando allo Spallanzani e che potranno aiutare anche nello screening della popolazione scolastica. «In tutta Italia dobbiamo continuare con le campagne di screening e di testing a sempre più vaste fasce sociali e di popolazione compresa quella scolastica: insegnanti, personale di supporto e studenti - avverte il direttore sanitario dello Spallanzani di Roma, Francesco Vaia -. Un grande sforzo che faremo attivando anche le unità mobili che potranno arrivare direttamente nelle scuole ed utilizzando test sempre più affidabili e meno invasivi possibili come quelli salivari».

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