ANTISEMITISMO

Rubate a Roma 20 pietre d’inciampo Segre: gesto orribilmente vigliacco


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2' di lettura

Sono state strappate dal selciato e rubate nella notte a Roma 20 “pietre d’inciampo” realizzate dall’artista tedesco Gunter Demnig in memoria dei cittadini ebrei deportati nei campi di concentramento. Le pietre, installate a via Madonna dei Monti 82 nel 2012, erano dedicate a venti membri della famiglia Di Consiglio. La Procura della capitale ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di furto aggravato dall’odio razziale.

Segre: «Gesto orribilmente vigliacco»
Numerose le reazioni all’episodio. «Sono la presidente delle pietre di inciampo a Milano e provo che rubare le lapide che non hanno tomba sia una cosa talmente orribilmente vigliacca che non ho parole» ha detto la reduce dell’Olocausto e senatrice a vita Liliana Segre. «È un attacco inaudito di fascismo e di antisemitismo fatto da gente che non scherza e purtroppo un governo come quello che abbiamo, che aizza all’odio per il diverso, legittima questi atti» afferma Adachiara Zevi, presidente dell’Associazione Arte in Memoria che ha denunciato il furto. «È un atto grave e preoccupante - ha dichiarato la presidente della comunità ebraica romana Ruth Dureghello -. In attesa che le forze dell’ordine facciano luce sulle responsabilità, sia chiaro a tutti che la memoria non si cancella». «Un atto di estrema gravità» scrive L’Osservatore romano, quotidiano della Santa Sede.

Le reazioni delle istituzioni e della politica
Per la sindaca di Roma Virginia Raggi si tratta di «un gesto che condanno con forza e profonda indignazione. La memoria esige rispetto». Il presidente della Camera Roberto Fico parla di «oltraggio antisemita. La memoria è e resterà sempre una risorsa civile della nostra società», mentre per il presidente del Senato Alberti Casellati è «il segnale preoccupante di una nuova barbarie». Sandro Gozi (Pd) sottolinea il silenzio di Matteo Salvini (che da domani sarà in visita in Israele): «Prendo atto che il ministro degli Interni, sempre prodigo di parole e post, non ha detto nulla su questa vergognosa vicenda».

L’idea dell’«inciampo»
Sanpietrini del tipo comune e di dimensioni standard (10x10 cm) ma ricoperti di ottone lucente, le pietre d’inciampo (Stolpersteine in tedesco) si incontrano in oltre 600 posti in Germania, Austria, Ungheria, Olanda, Belgio, Repubblica Ceca, Norvegia, Ucraina. L’idea di Demnig risale al 1993 quando l’artista berlinese fu invitato a Colonia per una installazione sulla deportazione di cittadini rom e sinti: all’obiezione di un’anziana signora secondo la quale nella città tedesca non avevano mai abitato rom, l’artista decise di dedicare il suo lavoro alla ricerca e alla testimonianza dell’esistenza di cittadini scomparsi a seguito delle persecuzioni naziste: ebrei, politici, militari, rom, omosessuali, testimoni di Geova, disabili. Sulla pietra vengono incisi nome e cognome del deportato, anno di nascita, data e luogo di deportazione e, quando si conosce, data di morte.

Ue: antisemitismo in costante crescita
Intanto proprio Sale e arriva all’81% (+14% rispetto al 2012) la percentuale degli ebrei italiani convinti che l’antisemitismo sia aumentato negli ultimi sei anni. Lo rivela una ricerca dell’Agenzia dell’Ue per i diritti fondamentali (Fra) condotta fra maggio e giugno in 12 Paesi Ue dove si stima vivano il 96% degli ebrei europei. Il 90% di tutti gli intervistati ha denunciato la costante crescita del fenomeno anche online e per il 70% media e politici sono fonti che alimentano l’antisemitismo.

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