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Rubbettino compie 50 anni dedicati all’altra storia dei Sud

Gruppo da 10 milioni

di Donata Marrazzo

L'editore. Florindo Rubettino che quest'anno celebra il cinquantenario della casa editrice omonima

2' di lettura

«I 50 anni di una casa editrice che dalla Calabria dialoga con il mondo, credo rappresentino un piccolo miracolo». Florindo Rubbettino è un editore militante: il suo mestiere non è solo e non è tanto fare libri in quel di Soveria Mannelli, borgo della presila catanzarese a elevato grado di innovazione sociale e industriale, quanto rintracciare nella voce dei suoi autori ogni istanza di rinnovamento.

Sensibile ai temi della Calabria e del Mezzogiorno di cui propone una lettura innovativa, con la sua casa editrice e l’azienda tipografica di famiglia, ereditata dal padre Rosario, è diventato, in nome e per conto del pensiero liberale, punto di riferimento per la saggistica in materia di economia, politica e scienze sociali. E «pur con le turbolenze del momento», come sottolinea, si è spinto oltre, arricchendo di nuovi titoli il catalogo della narrativa, recuperando, allo stesso tempo, autori scomparsi dal panorama librario.

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Un’attività che integrata a quella di tutto il gruppo (l’officina tipografica, la cartotecnica impegnata in packaging ecosostenibili, e l’advertising, il publishing e il labeling) vale 10 milioni l’anno.

Per festeggiare mezzo secolo di storia e slanci imprenditoriali di successo, condivisi con il fratello Marco, Florindo Rubbettino ha inaugurato Carta, un parco di arte contemporanea che circonda lo stabilimento industriale di Soveria con installazioni di opere realizzate da artisti in residenza: «Abbiamo voluto sottolineare il legame tra il mondo vegetale e quello della produzione editoriale e tipografica, attraverso la trasformazione della cellulosa in carta, come elemento cardine delle nostre attività». Un’area di 12mila metri quadrati che anticipano la realizzazione nel 2023 del museo d’impresa, che «ripercorrerà la storia del libro, della stampa, ma sarà anche un laboratorio di sperimentazione».

Con oltre 250 novità editoriali all’anno, Rubbettino continua a scrivere la storia del Mezzogiorno, anzi «dei Sud», come gli piace dire, «tracciando le traiettorie di nuovi, possibili futuri, per un vasto territorio che non recrimina più, anzi si assume anche le proprie responsabilità».

Un lavoro quasi corale, che parte da “Federico Barbarossa”, di Knut Gorich, (in uscita), e arriva alla Storia dell’Italia contemporanea, dal Risorgimento all’Unione Europea, una grande opera in quattro volumi, pensata e realizzata per i 50 anni della fondazione della casa editrice.

Il focus sulla Calabria è affidato, fra gli altri, ad Angelina Marcelli, che posa la sua lente di storica dell’Economia sulla Calabria al tempo della Cassa per il Mezzogiorno, con il volume “Calabria straordinaria”. E per entrare ancora di più nel particolare, Alessandro De Virgilio, responsabile della redazione locale di Agi, mette il dito nella piaga delle Saline Joniche – e non solo - con “Pacchetto Colombo”, un libro che parte dalle iniziative varate dal governo all’inizio degli anni '70 per lo sviluppo dei territori calabresi, rivelatesi una grande truffa.

Presente in questi giorni alla tradizionale manifestazione romana Più libri più liberi, che si svolge alla Nuvola di Fuksas, Rubbettino promuove i suoi narratori, gli emergenti e quelli che meritano di tornare in libreria. Come lo scrittore reggino Rocco Carbone, d+i cui pubblica “L'Assedio”: una tempesta di sabbia - quasi profetica - che si fa lotta per la sopravvivenza.

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