fase 3

Rubinetti e valvole in difesa: ordini in caduta del 30%

Settore da 9 miliardi e 30mila addetti nei distretti piemontesi e lombardi . Soffre di più chi è legato al mercato domestico ma anche l’export non è un paracadute

di Luca Orlando

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Settore da 9 miliardi e 30mila addetti nei distretti piemontesi e lombardi . Soffre di più chi è legato al mercato domestico ma anche l’export non è un paracadute


3' di lettura

«Ecco vede, dalla Finlandia oggi mi hanno ordinato 250mila euro di materiale. Non possiamo dire che tutto sia fermo ma certo la preoccupazione c’è». Non tanto sul fronte dei ricavi per Savino Rizzio, che con la sua Vir nei primi cinque mesi del 2020 è “sotto” appena del 10 per cento, quasi un miracolo in tempi di Covid-19.

Ordini quasi dimezzati

Il nodo, per l’imprenditore piemontese e Cavaliere del Lavoro, riguarda gli ordini, quasi dimezzati rispetto alla norma. Scenario inedito per chi come Rizzio sviluppa oltreconfine il 90 per cento dei ricavi, con la possibilità quindi di compensare i cali di un mercato con i progressi di un altro. Punto di forza della sua azienda di Valduggia così come dell’intero settore del valvolame e della rubinetteria, che proprio grazie all’export è riuscito a crescere negli anni superando brillantemente la caduta del 2009 e arrivando a nuovi massimi. Con un valore della produzione di 9 miliardi e 30mila addetti, sparsi tra i i distretti meccanici di Piemonte e Lombardia.

Maggiori difficoltà in Italia

Valori adesso messi a rischio dalla nuova emergenza. «Dopo un 2019 positivo il settore soffre – spiega il presidente dell’associazione di categoria Avr Ugo Pettinaroli – con difficoltà maggiori per chi è maggiormente legato al mercato domestico, dove alcune aziende segnalano per aprile e maggio cadute anche del 50%, mentre altrove i soci mi indicano frenate delle vendite nell’ordine del 30%. D’altra parte, con uno stop di due mesi non ci si poteva aspettare nulla di diverso. Il 2020? Nella mia azienda puntiamo a chiudere con un calo del 10-15 per cento: se ci riusciamo vorrà dire che saremo stati davvero bravi».

Ancora tempo per recuperare

Dall’edilizia all’impiantistica industriale, dall’Oil&Gas alle applicazioni domestiche, le aziende italiane di valvole e rubinetti sono state in grado negli anni di conquistare quote rilevanti di mercato in tutto il mondo. Paracadute che adesso funziona soltanto in minima parte. «Prima di tornare alla normalità servirà tempo – aggiunge Marco Paini dell’omonima rubinetteria di Pogno (Novara) – perché anche se maggio è andato un po’ meglio delle previsioni peggiori c’è sempre un calo del 40%, anche Ikea ha ridotto la domanda. Stiamo a vedere, giugno sarà il primo banco di prova».

«Le misure a favore dell’edilizia? Qualcosa si muoverà ma non credo basti – spiega il presidente di Rubinetterie Bresciane Aldo Bonomi – perché prima dovrà tornare la fiducia, la voglia di spendere e investire. Noi stessi, per esempio, abbiamo rivisto al ribasso i nostri piani, perché qui resiste sul mercato chi ha più fiato. Per ora siamo a -12 per cento in termini di ricavi ma la visibilità sulle commesse è davvero minima, mentre prima superava sempre i due mesi: se dovessimo chiudere l’anno a -20 per cento sarebbe io credo un bel successo».

Ottimismo per il futuro

Nel settore Oil&Gas, i progetti sono tendenzialmente di lungo termine ma il combinato disposto Covid-crollo del prezzo del greggio ha già lasciato il segno. Come nel caso di Valvitalia, 300 milioni di ricavi e 1100 addetti, con vendite 2020 per ora giù del 30%. «Le major mondiali – spiega il dg Massimiliano Ruggeri – hanno spostato in avanti, congelato o cancellato direttamente gli investimenti, in qualche caso i cali sono anche del 50%. Resto ottimista, perché il mondo ha bisogno di energia e la domanda prima o poi ripartirà, anche se il trimestre giugno-agosto sarà cruciale per capire qualcosa sui nuovi ordini, che al momento sono deboli, in calo del 20-25%. A settembre avremo gli elementi per aggiornare il nostro piano industriale».

Impatto contenuto

Più contenuto l’impatto per Atv, specializzata nelle valvole di profondità offshore, con dati 2020 in linea con lo scorso anno. «Un paio di progetti sono slittati in avanti di uno-due trimestri – spiega il presidente e amministratore delegato di Advanced Technology Valve Luciano Sanguineti – ma non abbiamo avuto cancellazioni. E anzi, a maggio abbiamo raccolto un’altra ventina di milioni di nuove commesse. Il 2020 per noi non sarà un anno di emergenza, anche se la crisi nel mondo è ben presente. Come dimostrano le richieste di alcuni clienti, anche colossi del settore, che sui pagamenti in qualche caso hanno chiesto flessibilità».

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