l’audizione

Agenzia Entrate: arrivate 900mila domande per fondo perduto, 203mila già in pagamento

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, in audizione in commissione Finanze alla Camera, ha assicurato che saranno rispettati i tempi per l’erogazioni dei contributi

di An.Ga.

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(ANSA)

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, in audizione in commissione Finanze alla Camera, ha assicurato che saranno rispettati i tempi per l’erogazioni dei contributi


2' di lettura

«Finora sono arrivate circa 900 mila domande, poco più della metà relativa a persone fisiche». Così il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, riguardo ai contributi a fondo perduto previsti dal dl Rilancio, in audizione in commissione Finanze alla Camera. «Rispetteremo i tempi per l’erogazioni dei contributi che la norma prevede» ha assicurato. I contributi a fondo perduto previsti dal Governo per fronteggiare l'emergenza Covid arriveranno dopo 10 giorni dall'accettazione delle domande che hanno iniziato ad affluire dal 15 giugno scorso. Commercianti, artigiani e piccoli imprenditori interessati, ovvero quelli con un fatturato nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese dell'anno precedente ridotto di almeno un terzo, potranno richiedere i contributi a fondo perduto introdotti dal decreto rilancio. Il contributo è comunque riconosciuto per un importo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

203 mila le istanze già in pagamento

Gli ordinativi di pagamento relativi alle prime 203 mila istanze, inviate il 15 e fino al primo pomeriggio del 16 giugno per un importo complessivo di 730 milioni, sono stati già perfezionati presso la sede dell'Agenzia. Le somme saranno accreditate direttamente sui conti correnti di imprese, commercianti e artigiani. La maggior parte dei contribuenti (oltre 167 mila) destinatari del bonifico eseguito in data odierna hanno un volume d'affari inferiore ai 400mila euro. Più di 145mila le istanze presentate dal settore “Commercio al dettaglio”, quasi 107mila quelle del comparto “Ristorazione”. I lavori di costruzione superano le 88mila istanze, 37mila quelle del “commercio all'ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli”, oltre 5mila quelle delle agenzie di viaggio.

Ruffini: da e-fattura effetti positivi per 3,5 miliardi

Ruffini ha aggiunto che sono ascrivibili alla fatturazione elettronica effetti positivi «che si attestano nell'ordine di circa 3,5 miliardi di euro». In particolare, il gettito relativo all'Iva riconducibile a versamenti spontanei dei contribuenti «è stato stimato in circa 2 miliardi, tale emersione si ripercuote sulle imposte dirette per poco più, si stima, di mezzo miliardo di euro, mentre per quanto riguarda le azioni di contrasto delle frodi fiscali, nel 2019 è stato individuato un numero di soggetti, poco più di 200 società ed enti, bloccando compensazioni per un miliardo di euro».


Oltre 2mld e-fatture in un anno, bene 2020

Nel primo anno di fatturazione elettronica «abbiamo 2 miliardi e 66 milioni di e-fatture che sono state veicolate dal sistema di interscambio da circa 3,9 milioni di operatori, con una percentuale di scarto di solo il 2,4%» Un trend positivo di fatturazione elettronica «si conferma anche quest'anno nonostante il periodo di crisi economica: è stata registrata sicuramente una flessione dei livelli complessivi di fatturazione elettronica ma nonostante ciò - dice Ruffini - nei primi cinque mesi del 2020 sono state inviate circa 772 milioni di e-fatture da circa 3,3 milioni di operatori con una percentuale di scarto dell'1,6%».

«In 5 anni si può dimezzare l'evasione»

Per finire, una previsione da parte del direttore delle Entrate. «Credo che - ha detto Ruffini - se riuscissero a chiudere il perimetro dell'innovazione tecnologica, dell'interoperabilità di dati, della trasmissione di questi dati, della valorizzazione di questo patrimonio informativo da parte dell'amministrazione finanziaria, tutelando tutti i diritti dei cittadini, il Parlamento e il Governo possono accettare una sfida di dimezzare l'evasione fiscale nel giro di una legislatura, ovvero in cinque anni»

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