audizione al senato

Ruffini: riforma agenzie fiscali indispensabile per futuro sistema

di Redazione Online

2' di lettura

«Quello che avete sotto gli occhi non è solo un progetto di legge, ma un progetto vero e proprio, in assenza del quale il futuro delle agenzie è a rischio e con esso quello del nostro sistema tributario, delle nostre finanze pubbliche». Questa la posta in gioco con la proposta di legge di riorganizzazione delle agenzie fiscali, secondo l'autorevole opinione del direttore dell'Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, sentito oggi in audizione dalla commissione Finanze del Senato. Per Ruffini un intervento sul sistema delle agenzie è necessario anche per non mettere a rischio «il nostro stesso vivere civile» perché, ha osservato, «il fisco è anche strumento di educazione (o diseducazione) civica e di solidarietà civica».

Fisco «opera pubblica senza la quale il paese non può funzionare»
La riforma delle agenzie fiscali è dunque «indispensabile e urgente», perché, ha insistito il capo delle Entrate, l'apparato fiscale «non dovrebbe essere semplicemente un insieme di istituti giuridici, ma un'infrastruttura, un'opera pubblica senza la quale il paese non può funzionare. E come tutte le infrastrutture ha bisogno di manutenzione costante, ordinaria e straordinaria, e, di tanto in tanto, di una ristrutturazione». Una volta approvata e messa a regime, la riforma permetterà al Fisco italiano di «ripartire dall'originale impostazione del modello delle agenzie della fine degli anni novanta e porla al passo con i tempi, rafforzando, da un lato, i poteri di indirizzo e controllo del Governo e del ministero dell'Economia e, dall'altro, restituendo quella flessibilità ed efficienza gestionale che corpi tecnici specializzati come le agenzie fiscali richiedono».

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Serve norma transitoria per sostituzione di posizioni dirigenziali
Alla commissione, Ruffini ha poi suggerito la previsione di una disciplina transitoria «che regoli la sostituzione di posizioni dirigenziali con quelle non dirigenziali, una definizione dei poteri gestionali, organizzativi, di spesa, di acquisizione delle entrate e di firma connessi con le seconde e il coordinamento con le norme che già oggi le regolano». Giudizio positivo, poi, sull'orientamento normativo che sta maturando, teso a «restituire ai vertici dell'amministrazione finanziaria «un maggior controllo delle cosiddette “leve gestionali” del personale»: dal reclutamento, alla promozione, retribuzione e formazione dei dipendenti. Anche le misure in cantiere relative ai dirigenti delle Entrate rispondono «all'esigenza di reclutare dirigenti che conoscano realmente i problemi che dovranno affrontare e che abbiano capacità gestionali, oltre che conoscenze tecniche; a tale riguardo sarebbe utile se le disposizioni sottolineassero tali aspetti, fornendo indicazioni più puntuali sulle modalità dello svolgimento delle prove e sulla formazione delle commissioni d'esame, ammettendo in queste ultime esperti di selezione attitudinale del personale».

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