A BILBAO

Rugby, all’ultimo respiro la Challenge Cup va ai Cardiff Blues

di Giacomo Bagnasco

(Afp)

3' di lettura

BILBAO - Riagguantare una partita due volte, senza guardare agli infortuni e crescendo durante l'incontro. Alla fine schiacciare gli avversari, costringerli a un giallo che li ha lasciati in inferiorità numerica. E vincere di un punto, ma senza dubbio con merito. Il leggendario Gethin Jenkins, stavolta “capitano non giocatore”, alza al cielo la Europa League. La festa dei Cardiff Blues, il dramma sportivo del Gloucester: la squadra inglese ha condotto nel punteggio quasi tutta la partita, addirittura dominandola nella seconda metà del primo tempo, ma nella ripresa ha dovuto cedere l'iniziativa. Non è bastato rispondere al primo sorpasso gallese. Il secondo, a due minuti dal termine, è stato letale.

Rugby,  la Challenge Cup  ai Cardiff Blues

Rugby, la Challenge Cup ai Cardiff Blues

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Beffa replicata per il giovane azzurro Jake Polledri, britannico di nascita e formazione ovale, che nell'ultima partita del Sei Nazioni aveva visto evaporare la vittoria sulla Scozia per un calcio a un passo dal fischio di chiusura. Gli è successo di nuovo e forse in questo momento solo le prospettive legate ai verdi 22 anni possono fornirgli qualche motivo di consolazione.

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In attesa della finale di Champions Cup, la più importante manifestazione europea per club, quella della Challenge, che equivale a una Europa League del calcio, è stata all'altezza dell'alto livello internazionale. Cardiff ha perso quasi subito uno dei suoi assi, il flanker Navidi, e dopo un breve vantaggio per 3-0 ha concesso la prima meta su un “cross” di Burns raccolto da Trinder. Gloucester, entusiasta, ha chiuso i Blues nella loro metà campo, arrivando a esercitare una
supremazia totale, sfociata nella più bella meta dell'incontro. Twelvetrees lanciava lungo l'out Trinder che riciclava per Braley, pronto a giocare all'interno per Atkinson che andava in meta. C'era ancora tempo per un piazzato dello stesso Twelvetrees, infallibile al piede come il dirimpettaio Jarrod Evans, e il primo tempo finiva 20-6 per gli inglesi.

Ci si poteva aspettare che arrivasse il colpo di grazia e invece Cardiff cominciava la ripresa come meglio non avrebbe potuto: doppio calcio a seguire di Anscombe, bravo e stavolta anche fortunato, con meta in mezzo ai pali di Tomos Williams. Partita del tutto riaperta. Un fallo di Polledri permetteva a Evans di accorciare a meno 4, poi c'era il sorpasso nato ancora da un calcio a seguire di Anscombe ben sfruttato da Smith, entrato dalla panchina per l'infortunato Lane.

Il Gloucester pagava la perdita di lucidità e convinzione ma poi ripartiva e si riprendeva la testa della gara con una meta di Hanson sulla spinta di un raggruppamento da touche e con un nuovo calcio di Twelvetrees. Sette punti di vantaggio che non sono bastati davanti all'ultima spallata di un Cardiff che non ha smesso di crederci, ha mostrato una maggiore tenuta fisica, ha costruito azioni pericolose contro un avversario sempre più barcollante ed è riuscito a mettere la freccia della vittoria nel giro di due minuti, con l'uomo in più grazie al giallo inflitto a Ludlow. Non bastava la meta di Scully, frutto di un soprannumero creato fase dopo fase, perché Anscombe sbagliava la più difficile delle trasformazioni. Ma al 38' un “tenuto” di Marshall consentiva allo stesso n. 15 di tentare un'altra volta la via dei pali. Così la Coppa prendeva definitivamente la strada del Principato.

Poco da obiettare, ma qualcosa - con lo stile diplomatico e non urlato tipico del rugby - il Gloucester ha avuto da dire. Su un'azione da meta fermata dall'arbitro (il francese Garcès) per un “in avanti” a dir poco dubbio non è stato chiamato l'intervento del Tmo, che a grandi linee equivale al Var calcistico. “Se c'è la tecnologia - si è chiesto Johan Ackermann, allenatore dei Cherry and Whites - perché non usarla?”.

LA PARTITA
Cardiff Blues-Gloucester 31-30 (primo tempo 6-20). Per i Cardiff Blues: 3 mete (T. Williams, Smith, Scully), 4 calci piazzati (J. Evans 3, Anscombe), 2 trasformazioni (J. Evans). Per il Gloucester: 3 mete (Trinder, Atkinson, Hanson), 3 calci piazzati (Twelvetrees), 3 trasformazioni (Twelvetrees). Calci fermi: J. Evans 5 su 5, Anscombe 1 su 2; Twelvetrees 6 su 6. Cartellino giallo a Ludlow (Gloucester)

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