emergenza coronavirus

Rugby fermo in tutto il mondo, «speranze» per il Sei Nazioni

Il Sei Nazioni di rugby ha le maggiori probabilità di arrivare fino in fondo tra settembre e ottobre. Mancano 2 incontri dell'Italia più Galles-Scozia e Francia-Irlanda.

di Giacomo Bagnasco

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(AFP)

Il Sei Nazioni di rugby ha le maggiori probabilità di arrivare fino in fondo tra settembre e ottobre. Mancano 2 incontri dell'Italia più Galles-Scozia e Francia-Irlanda.


3' di lettura

Tra le federazioni italiane tocca dunque a quella del rugby annunciare per prima la chiusura anticipata della stagione. Si fermano tutti i campionati, non verrà assegnato lo scudetto, non ci saranno promozioni o retrocessioni. Arrivederci al prossimo autunno, quando si spera che l'emergenza coronavirus non sia più di così drammatica attualità. La decisione presa nel mondo della palla ovale nostrana può essere stata facilitata dal fatto che le ripercussioni economiche non mancheranno, ma allo stesso tempo non saranno di straordinaria gravità.

In Italia perdita di spettacolo
Questo perché il massimo campionato nazionale (il Top12) viaggia sui binari del semiprofessionismo. Verranno sicuramente meno contratti di sponsorizzazione, incassi delle partite e mensilità di (modesti) ingaggi per i giocatori. Ma non si pongono i problemi che avranno nazioni “rugbysticamente” più sviluppate.
Per fare un esempio: le partite del campionato italiano sono visibili gratis in streaming sul sito della federazione, mentre per quelle del Top14, la massima serie francese, Canal+ sborsa 71 milioni di euro a stagione (cifra che con il prossimo rinnovo dovrebbe salire a 97 milioni).
Logico che sia molto più complicato chiudere qui il torneo transalpino, con tutte le ricadute sugli stipendi dei giocatori professionisti, sui bilanci dei club (che hanno un budget medio di 26 milioni all'anno) e sugli introiti della potente Lega rugbystica nazionale, che presumibilmente dovrà restituire a Canal+ una parte dei soldi ricevuti. Eppure è probabile, per non dire quasi certo, che anche i francesi si debbano arrendere.

Tutto fermo anche sul fronte internazionale
Al momento sullo scenario internazionale è già tutto fermo. Sospesi il Top14 e la Premiership inglese, sospeso a tempo indeterminato il Pro14 . Vale a dire il campionato a cui partecipano Benetton Treviso e Zebre di Parma, le 2 franchigie italiane che “bypassano” il campionato nazionale e partecipano a una competizione che vede in campo anche selezioni irlandesi, scozzesi, gallesi e sudafricane. A proposito di Sudafrica, anche nell'emisfero Sud i campionati più importanti sui vari livelli (a partire dal SuperRugby) si sono fermati.
È già stato deciso l'annullamento della Coppa del Mondo Under 20, che si svolge ogni anno in estate e che per il 2020 era stata assegnata - ironia della sorte - all'Italia e più precisamente a 3 regioni del Nord: Lombardia, Emilia Romagna, Veneto.

Lo stato dell’arte delle coppe europee
Difficile, poi, prevedere una conclusione per le Coppe europee di club, che si sono arrestate prima della disputa dei quarti di finale. Le finali di Champions Cup e Challenge Cup sarebbero dovute andare in scena a Marsiglia nel penultimo fine settimana di maggio: impossibile.
Un'altra cancellazione quasi certa è quella dei test match che le Nazionali più importanti avrebbero dovuto giocare in estate, come da tradizione. In una realtà sportiva internazionale che rinvia di 1 anno le Olimpiadi di Tokyo, come si può pensare di tenere in piedi una serie di trasferte intercontinentali con lo spostamento di centinaia e centinaia di persone? Sono pertanto vicine allo zero anche le chance che l'Italia faccia visita a Usa, Canada e Argentina, com'era in programma.

Il Sei Nazioni
L'ultimo punto interrogativo riguarda il Sei Nazioni, il torneo più antico e ricco del mondo, nel cui capitale azionario dovrebbe entrare anche Cvc. Il fondo di private equity lussemburghese sarebbe pronto a tirare fuori 300 milioni di sterline per aggiudicarsi il 15% delle quote di Six Nations Limited, la società privata che ha come azioniste le 6 federazioni interessate dal torneo. Il Covid-19 è piombato sulla competizione dopo che erano già state giocate 11 partite su 15.
Mancano 2 incontri dell'Italia (a Dublino con l'Irlanda e a Roma con l'Inghilterra) più Galles-Scozia e Francia-Irlanda. Si punta a completare il calendario tra settembre e ottobre. In casi eccezionali è già successo in passato di avere una “coda” del genere e forse, tra tutte le competizioni, questa ha le maggiori probabilità di arrivare fino in fondo.

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