Sei Nazioni

Rugby, un Galles da record rimonta l’Inghilterra e fa festa

di Giacomo Bagnasco

Reuters/Paul Childs

3' di lettura

Chissà se - come si narra sia accaduto qualche altra volta - in Galles i pub sono rimasti a secco di birra. Di sicuro nell'unica nazione europea dove il rugby è lo sport più popolare ci sono tutti i motivi per brindare. Al Principality Stadium di Cardiff i Dragoni hanno battuto l'arcirivale Inghilterra 21-13 - rimontando dal 3-10 del primo tempo - e l'hanno anche superata in classifica, rimanendo l'unica squadra ad avere totalizzato solo vittorie nei primi tre turni del Sei Nazioni. Ma c'è di più: proprio con questo successo il Galles centra una serie positiva record nella sua storia ultrasecolare, arrivando a 12 successi in fila.

Il tutto al termine di una partita che, come non capita di frequente in questo periodo, ha saputo unire una straordinaria intensità a una qualità tecnica eccellente. Un match non privo di errori, ma ricco anche di grandi giocate individuali e molto emozionante.

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Gli uomini di casa hanno vinto perché hanno avuto la forza di accelerare proprio nel momento in cui si pensava che potessero finire in riserva. Nel primo tempo le collisioni imposte dagli inglesi (sia quando attaccavano sia quando difendevano con placcaggi avanzanti) sembravano mettere le premesse per una progressiva cavalcata nella ripresa. E l'unica meta arrivata nei primi 40 minuti, realizzata da Curry, poteva essere vista come un allarme, una crepa cui altre ne sarebbero seguite. Ma il Galles ha saputo mantenersi sereno e nell'ultimo quarto d'ora - anche grazie a cambi efficacissimi - ha messo la freccia superando un'Inghilterra che al contrario ha perso smalto e lucidità.

La squadra allenata da Eddie Jones non è fuori dalla corsa per il Sei Nazioni, resta una delle favorite per i Mondiali e può rialzarsi dopo la sconfitta. Ma stavolta ha trovato un avversario più determinato, più intelligente e in sostanza - lungo l'arco degli 80 minuti - più forte. Con alcuni uomini su tutti (Adams, Hill, Alun-Wyn Jones, Gerald Davies, Liam Williams) e un collettivo in gran forma.
Nella prima frazione i Rossi hanno sofferto in silenzio. Riequilibrando con Anscombe un piazzato di Farrell, subendo intorno alla mezz'ora la meta del giovane Tom Curry, che dopo una serie di avanzamenti partiva da un raggruppamento e trovava un varco relativamente facile, e resistendo sul 3-10 a una nuova offensiva che poteva avere effetti letali, pure dal punto di vista psicologico.

La ripresa cominciava con 10 minuti di battaglia sterile, poi in cinque minuti due penalty di Anscombe portavano il Galles a meno uno. Poco dopo l'ora di gioco Farrell replicava con un piazzato mettendo a segno quelli che sarebbero stati gli ultimi punti inglesi. In regia il Galles cambiava un positivo Anscombe con un ispiratissimo Biggar e prendeva in mano la partita, riuscendo in pratica a non correre più rischi.

La meta del sorpasso arrivava a un quarto d'ora dal termine, frutto di un'azione mostruosa con 35 fasi di gioco: una dimostrazione di controllo straordinaria fino allo sfondamento vincente di Cory Hill. La moltiplicazione delle forze gallesi portava a un monopolio quasi totale del pallone fino allo stacco definitivo. Due minuti al fischio finale, mischia vinta, solita gestione impeccabile, fallo inglese non fischiato per il vantaggio, traversone alto e preciso di Biggar per il trequarti Josh Adams piazzato sull'out destro. Il n. 11 saltava in testa a Daly, ipnotizzava un pallone che voleva sfuggirgli in avanti e si allungava quel tanto per segnare la meta che, tra le altre cose, toglieva agli inglesi il punto di bonus “difensivo” fissando il 21-13.

In attesa di finire la giornata santificandola al pub i fan locali potevano inorgoglirsi anche per il riconoscimento arrivato dal tecnico avversario: “Il Galles è una squadra maledettamente dura”. Contro l'Inghilterra, magari, anche un po' più del normale.

LA PARTITA
Galles-Inghilterra 21-13 (primo tempo 3-10).
Per il Galles: 2 mete (Hill, Adams), 3 calci piazzati (Anscombe), 1 trasformazione (Biggar).
Per l’Inghilterra: 1 meta (Curry), 2 calci piazzati (Farrell), 1 trasformazione (Farrell).
Calci fermi: Anscombe 3 su 3, Biggar 1 su 2; Farrell 3 su 3, Daly 0 u 1

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