sei nazioni

Rugby, Italia sotto processo al tribunale di Twickenham

di Giacomo Bagnasco

(Olycom)

3' di lettura

Terza giornata del Sei Nazioni: al sabato sono impegnate quattro squadre con una vittoria e una sconfitta al passivo, mentre la domenica propone il massimo dello squilibrio: l'Inghilterra che ha vinto due volte su due (e che proviene da una serie di 16 successi consecutivi in match internazionali) ospita l'Italia, che è ancora a zero punti e nel Sei Nazioni si è aggiudicata l'ultima partita nel 2015 (mentre l'ultimo exploit interno risale addirittura al 2013). Roba da dare una giornata di vacanza a tutti i bookmaker.

Il ct azzurro Conor O' Shea propone quattro cambi rispetto al XV iniziale della sciagurata gara casalinga con l'Irlanda (finita 10-63). In mischia si registra solo il ritorno di Steyn in terza linea al posto di Mbanda', mediano di apertura sarà Allan, che rileva Canna, mentre fra i trequarti Bisegni all'ala e Campagnaro come secondo centro sostituiscono rispettivamente Esposito e Benvenuti. Una novità in panchina è data da Rizzo, pilone sinistro di nuovo in maglia azzurra.

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Ci sarà realisticamente da cercare di limitare i danni, evitando un'altra imbarcata di mete come quella subita dagli uomini del Trifoglio (nove segnature pesanti a una). Perché a questo punto è meglio rivalutare anche le sconfitte onorevoli, quelle che lasciavano intravedere margini di miglioramento e non prestavano il fianco a un numero eccessivo di critiche. L'Italia è, attualmente, lontana dal livello delle altre squadre e la cosa è evidente. Al punto che torna a farsi sentire la voce di chi propone un sistema di vasi comunicanti tra il Sei Nazioni “doc” e il Sei Nazioni B, da diversi anni vinto dalla Georgia. Un dossier verrà presentato da Octavian Morariu, presidente della federazione Rugby Europe, e intanto l'ex allenatore dell'Inghilterra campione del mondo, Clive Woodward, propone un play-off tra l'ultima del torneo maggiore e la prima del torneo B.

Ora, è vero che la federazione italiana è un socio della Six Nations Ltd, la società privata che gestisce la competizione tra le sei maggiori squadre europee, così come è vero che ogni socio ha facoltà di veto su possibili cambiamenti. Ma il problema “sportivo” non si può ignorare e allora bisogna prima di tutto non proseguire sulla strada di sconfitte rovinose.

Di sicuro qualsiasi cambiamento non potrebbe avvenire nel giro di due-tre anni. Altrettanto vero è che, per arrivare a una soluzione equa legata ai play-off, bisognerebbe ragionare sulla base di cicli biennali, in modo che ogni squadra possa affrontare tutte le altre rivali sia in casa sia in trasferta. Infine va sottolineato che una questione posta in modo equilibrato non riguarderebbe mai l'esclusione “dell'Italia” dal gruppo di eccellenza bensì la eventuale retrocessione dell'ultima classificata nel Sei Nazioni maggiore. E dunque, rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo per lasciare a qualcun altro l'ultimo posto.

Se non ci riusciremo e dovesse passare il criterio promozione/retrocessione, faremmo probabilmente una scorpacciata di vittorie in “serie B”, ma in termini di visibilità degli Azzurri e di introiti per le casse federali rimarrebbe un bel guaio.

La formazione dell’Italia
Padovani; Bisegni, Campagnaro, McLean, Venditti; Allan, Gori; Parisse (cap.), Favaro, Steyn; Van Schalkwyk, Fuser; Cittadini, Ghiraldini, Lovotti. A disposizione: Gega. Rizzo, Ceccarelli, Biagi, Mbanda', Bronzini, Canna, Benvenuti
La terza giornata del Sei Nazioni
(ora italiana)
Sabato 25 febbraio: Scozia-Galles (ore 15.25); Irlanda-Francia (ore 17.50)
Domenica 26 febbraio: Inghilterra-Italia (ore 16)
La classifica*
Inghilterra 8 punti; Irlanda 6; Galles, Francia, Scozia 5, Italia 0
*Quattro punti per la vittoria, due per il pareggio, un punto di bonus alle squadre che segnano almeno quattro mete e alle perdenti che contengono lo scarto entro le sette lunghezze

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