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Rugby: il ritorno in azzurro di Zanni, l’uomo di ferro

di Giacomo Bagnasco

(Afp)

2' di lettura

ROMA - A “proteggerlo” c'è anche Sergio Parisse, il suo capitano. «Lasciatelo tranquillo, non fategli pressione con questa storia delle 99 presenze...». E allora prendiamola da un altro lato, la questione. Perché se Alessandro Zanni, 34 anni a fine mese, è al rientro nel giro dopo due interventi al ginocchio che per ora lo hanno fermato a un passo dai 100 “caps”, la sua candidatura si ripropone con un cambio di ruolo: e quindi una eventuale discesa in campo coinciderebbe con il suo esordio azzurro in seconda linea.

In terza Alessandro ha fatto la storia, mettendo a segno una striscia record di 58 match consecutivi. Proverbiale la sua applicazione, in campo e in palestra: lui era l’uomo di ferro e non si fermava mai. Poi una serie di problemi e due anni giusti senza vestire la maglia della Nazionale. Ora, a fronte dell’arrivo nel giro del ct O' Shea di giovani terze linee come Giammarioli e Licata, ecco una posizione nuova nella mischia del club di appartenenza, il Benetton Treviso, e una chiamata in un ruolo che richiede forse ancora più spirito di sacrifico e voglia di “oscuro” combattimento, ma limita le quantità di dinamismo necessarie. Chissà che l’avanti friulano non abbia trovato il modo per allungarsi la carriera e arrivare ai Mondiali 2019 in Giappone proprio a braccetto di Parisse, di qualche mese più anziano di lui.

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«Intanto - dice, in attesa dell'ultima scrematura che ridurrà la rosa da 34 a 31 elementi - è già importante essere tornato qui: dopo gli infortuni che ho subìto non si poteva certo dare la cosa per scontata. Il fatto che si sia accelerato sull’innesto dei giovani è positivo. Si vedono ragazzi di talento, che hanno già mostrato le loro capacità nella tournée estiva e nei test match di novembre. Il livello della competizione si alza e questo è fondamentale, spero che i frutti si possano raccogliere presto».

La parola d'ordine? «Continuità. È quello che serve e ne abbiamo avuto qualche esempio nei tornei del 2011 e del 2013, quando sono arrivati vittorie e anche prestazioni. Quest'anno i risultati di Benetton e Zebre, soprattutto nel campionato Pro 14, ci dicono che la situazione è molto migliorata, che c'è una crescita costante come strutture e come parco giocatori».

In teoria le sfide che attendono l’Italia in quello che Parisse (ancora lui) definisce il torneo più importante del mondo lasciano poche speranze in generale, ma le prospettive di prestazioni interessanti con un mix esperienza-freschezza non possono essere escluse in partenza.

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