Rapporto fidal-deloitte

Running, impatto economico per 220 milioni di euro

La maggior parte (178,5 milioni) è generato dai corridori . In media, le donne spendono più degli uomini (1.496 contro 1.261 euro).

di Benedetto Giardina

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La maggior parte (178,5 milioni) è generato dai corridori . In media, le donne spendono più degli uomini (1.496 contro 1.261 euro).


3' di lettura

L’economia si muove anche correndo. Il mondo del running ha avuto nell’ultimo anno un impatto economico di poco inferiore ai 220 milioni di euro, contribuendo alla creazione di 847 posti di lavoro. È quanto emerge dal rapporto pubblicato da Fidal e Deloitte, basatosi sull’esperienza diretta di circa 2mila tesserati e sulle loro spese. Costi legati sia all’attività quotidiana (abbigliamento, medicine e strumenti adottati per gli allenamenti), sia per le gare podistiche a cui si è preso parte. Il campione analizzato in questa ricerca (quasi 2mila atleti) è pari al 3,7% dei tesserati “Runcard”, che in totale superano le 52 mila unità.

Un impatto da 220 milioni

Nell’ultimo anno, il running in Italia ha avuto un impatto economico pari a 219,7 milioni di euro, per la maggior parte generato proprio dagli atleti: a livello diretto, si stima una spesa pari a 68,8 milioni da parte dei podisti, a cui aggiungere altri 62 milioni di impatto “indiretto” (ovvero legato alle attività direttamente riconducibili all’organizzazione) e un indotto di 47,7 milioni tra vitto, alloggio, trasporti e altre tipologie di consumi dovuti alla partecipazione alle 19 manifestazioni comprese nel perimetro di analisi. I corridori da soli, dunque, hanno mosso 178,5 milioni di euro nell’ultimo anno.

Quanto spendono gli atleti

La principale spesa, per gli atleti, riguarda l’abbigliamento sportivo, stimata in oltre 15 milioni nel corso dell’ultimo anno, con un’incidenza del 22% sui costi sostenuti dai podisti. I trasporti si inseriscono subito dietro, con circa 11 milioni di spesa (pari al 16% del totale), seguiti dal fitness (poco meno di 9,9 milioni).
In media, le donne spendono più degli uomini: dal sondaggio lanciato online dalla Fidal nel dicembre 2019, risulta che la spesa media delle atlete sia di 1.496 euro, contro i 1.261 euro spesi a testa dagli uomini. L’unica categoria di spesa in cui uomini e donne spendono in media la stessa cifra riguarda gli alloggi per partecipare alle manifestazioni podistiche (158 euro pro capite), mentre per tutte le altre attività la spesa per le donne è maggiore. Una differenza rilevante specialmente per ciò che riguarda palestre e fitness: a fronte di una spesa media di 295 euro per le atlete, gli uomini spendono in media 156 euro.

Il costo delle manifestazioni

Il contributo economico delle manifestazioni sportive organizzate dalla Fidal, prendendo come campione la Maratona di Roma e la mezza maratona “Via Pacis” del 2019, è stimato in 11,88 milioni di euro. In totale, le manifestazioni prese in esame nel rapporto in questione sono 19, partendo dalle 2 competizioni tenute nella capitale lo scorso anno. La maratona di Roma, con 8.818 partecipanti, ha avuto costi superiori al milione e mezzo di euro, mentre la Half Marathon “Via Pacis” ha superato i 250mila euro, con 2.041 atleti presenti al via. Partendo da queste cifre, lo studio dimostra che il 43% dei costi riguarda i servizi sportivi, di divertimento e di ricreazione, con oltre 5 milioni di euro destinati a tali attività.

Il contributo della Fidal

La Federazione italiana di atletica leggera, in questo quadro, fornisce un contributo pari a 2,65 milioni, considerando esclusivamente la quota di costo di competenza running allocabile a fornitori italiani. Una cifra quasi interamente destinata alle operazioni legate all’attività sportiva, dunque dai servizi sportivi e di divertimento (che da soli valgono il 37% di tale contributo, ovvero quasi 1 milione di euro), passando per altri servizi professionali, scientifici e tecnici (oltre 224 mila euro, pari al 9% del contributo) fino a servizi connessi alla programmazione e alla consulenza informatica, oltre ad altre attività. Il 6% del contributo, infine, viene destinato ai compensi per i lavoratori in area Fidal: in totale, una somma che si aggira sui 160 mila euro.

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