la presidente della commissione finanze

Ruocco contro il Decreto fiscale: «Molte norme contrarie a valori M5S»

di Vittorio Nuti


Condono, ecco tutte le possibilità previste dal decreto fiscale

2' di lettura

Si allunga la lista delle norme in cima alle priorità della Lega ma “indigeste” agli alleati M5S. Al Decreto legge sicurezza, alla riforma della legittima difesa, e al condono edilizio per le case terremotate di Ischia (previsto dal decreto Genova) - solo per citare le principali - si aggiunge ora il Decreto legge fiscale 119/2018. A chiedere una immediata modifica del provvedimento (27 articoli che spaziano dalla pace fiscale alla rottamazione delle cartelle e la semplificazione per le fatture elettroniche) non è una parlamentare qualsiasi ma la presidente della commissione Finanze della Camera, Carla Ruocco.

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«Il decreto fiscale dovrà essere modificato rispettando i principi ispiratori del Movimento 5 Stelle. Molte delle disposizioni del provvedimento all'esame del Senato sono contrarie ai nostri valori» che sono invece «duri ed intransigenti nel contrasto alle pratiche evasive ed elusive soprattutto dei soggetti che reiterano condotte dannose per la società, frodando l'erario», attacca Ruocco, appoggiata da Elio Lannutti, parlamentare 5S anche lui in commissione Finanze ma al Senato. I l M5S, ricordano, «da sempre si batte per un fisco equo, semplice, non vessatorio con gli onesti ed i piccoli contribuenti in difficoltà e, d'altro canto, duro ed intransigente nel contrasto alle pratiche evasive ed elusive soprattutto dei soggetti che reiterano condotte dannose per la società, frodando l'erario». Il tema del Fisco semplice e della lotta all’evasione fiscale è al centro del disegno di legge AC 1074, prima firmataria la stessa Ruocco, in corso d’esame in prima lettura in commissione Finanze.

A stretto giro, però, la “lettura autentica” del vertice M5S dell’allarme lanciato da Ruocco e Lannutti getta acqua sul fuoco delle polemiche. «Il senso di quello che ha detto Ruocco è: “Non ci provi nessuno a buttarci dentro alcuna schifezza”», spiega il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio. Per il capo politico del Movimento «la questione che si possano intrufolare nuove manine nel decreto è da escludere perché i lavori parlamentari sono molto più partecipati e corali. Ho piena fiducia nei lavori parlamentari, sono stato vicepresidente della Camera per tanti anni e so che quando viene convertito un decreto è difficile ci entri dentro qualcosa di brutto, a meno che non ci sia la volontà della maggioranza».

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