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Ruocco (M5S): «Priorità a riduzione aliquote Irpef e semplificazioni». Flat tax e pace fiscale? Dossier da valutare

di Manuela Perrone

Carla Ruocco (M5S): le imprese si aiutano tagliando adempimenti e leggi inutili


3' di lettura

Avanti tutta con la semplificazione e la riduzione della pressione fiscale, ma massima cautela su flat tax e pace fiscale. La neopresidente M5S della commissione Finanze della Camera, Carla Ruocco (M5S), imbocca la strada del realismo rispetto alle proposte della Lega.

Ruocco (M5S): Evasione, semplificazione fiscale e stop ai condoni

Le aspettative del Paese verso un cambiamento dei rapporti con il fisco sono molto alte. In pista tante proposte, dalla riduzione dell’Irap all’aumento dei minimi per i professionisti. Quali saranno le priorità della commissione?
La nostra priorità sarà declinare nel dettaglio il quadro generale del contratto di governo, che sul fisco è molto chiaro: riduzione della pressione fiscale, ad oggi insostenibile sia per le famiglie che per le imprese, e drastica semplificazione nel rapporto fisco-contribuenti. La riduzione del carico fiscale avverrà principalmente attraverso una riduzione delle aliquote Irpef, ma il dimezzamento dell’Irap rimane un nostro obiettivo di medio periodo; sull’Irap ci interessa anche eliminare la zona grigia che penalizza i professionisti, chiarendo una volta per tutte chi sono i soggetti passivi d’imposta. Infine il regime dei minimi: alzare le soglie di fatturato entro le quali si può aderire è una nostra ambizione, e mi sembra che su questo la sintonia con la Lega sia totale.

Nel contratto di governo c’è però la flat tax. Che cosa secondo lei si potrà fare già nel 2018 e come si potrà proseguire?
Il 2018 è stato un anno molto particolare dal punto di vista delle politiche economiche e di bilancio, dato che la nuova maggioranza ha dovuto approvare un Def tendenziale costruito dal governo uscente. I prossimi mesi serviranno quindi a mettere in piedi il quadro programmatico per il triennio 2019-2021 e a decidere le priorità politiche. Valuteremo cosa è possibile realizzare già nell’anno in corso, a partire da proposte a costo zero per le casse pubbliche ma ugualmente importanti per semplificare la vita di cittadini e imprese. Dubito che nei pochi mesi che ci separano dalla fine dell’anno si riesca a mettere in piedi una riforma come la flat tax.

Il ministro dell'Interno Salvini ha anche rilanciato la pace fiscale invocando la chiusura delle cartelle Equitalia sotto i 100mila euro. È fattibile, con una rottamazione in corso?
Sono aspetti tecnici che vanno studiati, soprattutto per far sì che la pace fiscale non svolga la funzione di un condono. Porteremo avanti i valori che ci hanno sempre contraddistinto: aiutare i contribuenti in difficoltà e punire chi evade di proposito, aumentando le sanzioni amministrative e penali. A questo riguardo inizieremo già dalla prossima settimana una serie di audizioni in commissione Finanze.

Il vostro cavallo di battaglia sono le semplificazioni. Come ripete Luigi Di Maio, spesometro, redditometro e studi di settore vanno aboliti subito. Come procederete?
Sono d’accordo con il ministro Di Maio: via al più presto tutti gli adempimenti inutili che tolgono tempo ed energie produttive a imprese e professionisti. In parallelo, però, va lanciata la fatturazione elettronica, ma sfruttandone tutte le potenzialità tecnologiche. Per questo, prima ancora che si aprano i lavori della commissione Finanze, abbiamo aperto un fitto dialogo con la Sogei, il partner tecnologico di Agenzia delle Entrate. La fatturazione elettronica deve diventare semplice e fruibile da tutti, e non deve impiegare più di qualche minuto. Sento qualcuno dire che spingendo sulla semplificazione fiscale si penalizzano i commercialisti: è una bufala. I commercialisti saranno liberati dalle scartoffie e indirizzati su attività strategiche e di consulenza specialistica alle imprese, con benefici a cascata per l’intero sistema produttivo.

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