Alluminio

Rusal è ferma in Sardegna mentre investe 1,5 miliardi in Siberia

Il progetto da quasi trecento milioni di euro per riavviare, a Portovesme, la raffineria di bauxite dell’Eurallumina è bloccato in attesa di autorizzazioni

di Davide Madeddu

(phonlamaiphoto - stock.adobe.com)

2' di lettura

Le risorse per gli investimenti ci sono ma il progetto da quasi trecento milioni di euro per riavviare, a Portovesme, la raffineria di bauxite dell’Eurallumina, azienda controllata dalla russa Rusal, deve fare i conti con i ritardi. Una situazione definita “paradossale” per il gruppo russo che in Siberia sta portando avanti gli interventi per la realizzazione di uno smelter a basso impatto ambientale con un investimento di 1,6 miliardi di dollari (quasi 1,5 miliardi di euro) e una ricaduta di 1.000 posti di lavoro.

La burocrazia in Sardegna

In Sardegna, invece, prima di far partire gli investimenti e gli interventi necessari per ristrutturare e rimettere in marcia lo stabilimento del Sulcis, fermo dal marzo del 2009 (a causa degli alti costi dell'olio combustibile, necessario per la produzione di vapore, il calo drastico del prezzo dell'allumina e dell'aumento della bauxite), devono essere superati ancora alcuni ostacoli. Per oggi alla Regione è prevista la conferenza dei servizi relativa al Paur, il procedimento autorizzativo unico regionale che dà il via libera alla ristrutturazione e ammodernamento degli impianti. Ossia la fabbrica che trasforma la bauxite in allumina, materia prima da cui si produce poi l’alluminio, che nel polo di Portovesme ha una capacità produttiva di 1,07 milioni di tonnellate l'anno di allumina, e considerata dagli esperti una delle più grandi d'Europa. Da sciogliere però ci sono altri due nodi: uno riguarda il memorandum understanding e poi il Dpcm Sardegna ossia il provvedimento relativo all'arrivo del metano nell'isola e in particolare a Portovesme. Passi importanti per portare a compimento il progetto avviato dall’azienda che dal 2009 a oggi ha investito quasi 240 milioni di euro per mantenere in piedi il presidio di Portovesme e sostenere i lavoratori.

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Sindacati e lavoratori in attesa

A guardare con preoccupazione ai ritardi ci sono le organizzazioni sindacali e i lavoratori. «Rusal dimostra la sua volontà di investire nonostante la crisi energetica e in Sardegna rimaniamo al palo a causa da una parte per la burocrazia e dall'altra per inadeguatezza politica - dice Francesco Garau, segretario regionale della Filctem -. Non aver coinvolto le comunità locali sin dal principio nella discussione sulle infrastrutture della metanizzazione è un passo falso imperdonabile ma che in questo momento ha necessità di decisionismo. Si faccia presto nel sottoscrivere il DPCM Sardegna e si avvi laMetanizzazione della Sardegna con il posizionamento delle FSRU a Portovesme e Porto Torres». Per il sindacalista c’è il rischio che «perdendo tempo si possano perdere anche gli investimenti».

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