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Russia, la Banca centrale taglia i tassi e prevede una recessione del Pil dell’8-10%

Taglio dei tassi di interesse per sostenere un’economia che quest’anno subirà una contrazione dell’8-10% mentre l’inflazione dopo un picco del 23% è destinata a rallentare secondo le previsioni della Banca centrale

di Stefania Arcudi e Corrado Poggi

La sede della banca centrale russa a Mosca (Epa)

3' di lettura

La Banca centrale russa ha tagliato il tasso principale di 3 punti base, dal 17% al 14 per cento. L’istituto ha anche anticipato che ci potranno essere ulteriori ribassi nel corso dell’anno, per fare fronte al rallentamento dell’economia e al rialzo dell’inflazione.

Subito dopo l’invasione dell’Ucraina e a fronte delle prime sanzioni occidentali, i tassi erano stati portati dal 10% al 20% con una prima riduzione al 17% a inizio aprile.

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Come si legge in una nota dell’istituto centrale, «se la situazione si svilupperà secondo le previsioni di base, la Bank of Russia vede spazio per ulteriori tagli dei tassi nel 2022». Gli analisti considerano possibile una riduzione fino al 10,5% nel corso dell’anno, specie se il rublo dovesse consolidarsi, cosa che contribuirebbe a limitare i rischi legati all’inflazione.

Pil previsto in calo dell’8-10% quest’anno

«Le dinamiche del tasso di cambio del rublo rimarranno un fattore significativo nel definire il percorso dell’inflazione e delle aspettative sull’inflazione», si legge ancora nella nota, in cui si anticipa che l’inflazione si attesti al 18%-23% nel 2022, ben al di sopra del target del 4%, che potrebbe essere raggiunto nel 2024. In aprile l’inflazione si è attestata al 17,6%.

La Banca centrale russa, inoltre, prevede che nel 2022 il Pil calerà tra l’8% e il 10%, soprattutto a causa di fattori legati all’offerta, per poi iniziare a risalire gradualmente negli anni successivi, grazie a una trasformazione strutturale: è quindi atteso un rialzo del 4% del Pil nel quarto trimestre dell’anno prossimo, mentre per l’intero 2023 il Pil dovrebbe attestarsi in un range tra -3% e invariato. Nel 2024, invece, è previsto un rialzo del Pil tra il 2,5% e il 3,5%.

Inflazione fino al 23% poi in rallentamento

La corsa dei prezzi in Russia potrebbe toccare un ritmo di crescita incluso fra il 10 e il 12 per cento nel corso dei prossimi 12 mesi. Lo ha detto oggi parlando con i giornalisti - secondo quanto riporta l’Interfax - la ​​governatrice della Banca centrale Elvira Nabiullina. I rischi pro-inflazionistici - ha detto - continuano a prevalere, ma il pendolo potrebbe tornare a oscillare dall’altra parte.

«Secondo le nostre previsioni, i prezzi al consumo aumenteranno del 18-23% nel corso dell’anno, ma questa cifra comprende il precedente aumento dei prezzi a partire da fine febbraio, che è stato più significativo a marzo - ha spiegato - L’inflazione futura, ovvero l’inflazione annuale per i prossimi 12 mesi sarà molto più bassa. La nostra previsione di base è che sarà contenuta fra il 10% e il 12%».

Per il 2023 Nabiullina vede un rallentamento dell’inflazione al 5-7% per tornare poi al target, ovvero il 4%, nel 2024. «La nostra previsione tiene conto di tutte le decisioni di politica fiscale approvate e annunciate dal governo - ha aggiunto la governatrice - Aggiornando le nostre previsioni in futuro, terremo conto di tutte le decisioni aggiuntive in quanto potrebbero avere un effetto significativo sulle nostre previsioni». Oggi la banca centrale russa ha abbassato i tassi di interesse dal 17% al 14%.

Pagate in dollari cedole eurobond 2022 e 2042

Il ministero delle Finanze russo intanto ha reso noto di aver effettuato pagamenti sugli eurobond Russia-2022 e Russia-2042 nella valuta di emissione, ovvero in dollari. Secondo il comunicato del Ministero ripreso da Interfax, i pagamenti rispettivamente di 564,8 milioni per gli eurobond al 2022 e di 84,4 milioni per quelli al 2024 sono stati inviati all’agente pagatore per Eurobond, ovvero Citibank Londra.
«I pagamenti sono stati effettuati nella valuta della rispettiva emissione di eurobond, in dollari statunitensi - recita il comunicato - Pertanto, gli obblighi di servizio di eurobond sovrani sono stati adempiuti in conformità con le condizioni stabilite dalla documentazione di emissione».


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