Europa

Russia, check-up gratuito al seggio. Quanto durerà Putin? «È eterno»

dal nostro inviato Antonella Scott

3' di lettura

MOSCA - I seggi elettorali a Mosca si sono aperti da poco mentre, 10 fusi orari più in là, l'Estremo Oriente russo si avvia a chiudere la giornata. E qui, in Ciukotka e Kamchatka, due zelanti villaggi riportano un'affluenza del 100%, umiliando il tradizionale più che 90% delle regioni caucasiche. Cento per cento di affluenza anche sulla Stazione spaziale orbitante, scherza il comandante Igor Komarov: perché di russi nell’equipaggio lassù attualmente ce n'è soltanto uno, il cosmonauta Anton Shkaplerov.

Sulla terra, zona nord-occidentale di Mosca, nella scuola di via Kuusinena 13 che riunisce i seggi n. 467, 469 e 470 si raccoglie invece un microcosmo vivace e affollato che sembra lasciare spazio a ogni opinione e comunque smentire, anche qui, i dubbi e le preoccupazioni sulla partecipazione a queste elezioni presidenziali scontatissime. Di fronte al cancello un signore robusto cerca di socializzare con tutti, e si precipita a puntualizzare un concetto che tanti ripeteranno: «Ho votato per Putin, assolutamente e sempre, che domande. Non ci sono alternative credibili, nessun altro sa governare in questo Paese. Vladimir Zhirinovskij (il candidato ultranazionalista, ndr) è un pagliaccio, Grigorij Javlinskij un perdente, Ksenia Sobchak soltanto una popstar».

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Al suo fianco, un altro signore mingherlino e occhialuto lo contraddice, aprendo una possibilità alle nuove generazioni: «Io invece ho votato per lei», dice, e ne va offeso quando l’altro lo schernisce. Ksenia Sobchak, 36 anni, è la candidata dell’opposizione che si propone «contro tutti», e potrebbe raccogliere i voti di protesta negati ad Aleksej Navalny a cui non è stato permesso partecipare. A causa del suo cognome - il padre Anatolij era sindaco di Leningrado quando prese nella propria squadra come vice un giovane Vladimir Putin - Ksenia è sospettata di aver stretto un patto con il Cremlino, per spezzare il fronte dell'opposizione. Che si è comunque diviso anche da solo: rifiutando l’invito della giornalista a unire le forze, Navalny ha lanciato una campagna per boicottare il voto.

A metà giornata, il dato sull’'affluenza annunciato dalla Commissione elettorale centrale annuncia una partecipazione del 35%, superiore due volte e mezza lo stesso dato del 2012. Putin ha votato di prima mattina, nel seggio allestito all'Accademia delle Scienze. In via Kuusinena a spiegare l'entusiasmo non basta un baracchino MosEda!, un’iniziativa per far conoscere le specialità gastronomiche delle regioni russe, messe in vendita accanto a diversi seggi. Alle spalle del tipo che arrostisce shashlik, ciò che rende speciale questo seggio è il fatto che, al piano superiore, il Comune di Mosca ha organizzato un vero e proprio centro diagnostico in trasferta: medici e infermieri a disposizione dei votanti, esami gratuiti nell'ambito della campagna per la prevenzione dei tumori, spiegano Natalia e Galina, responsabili per il coordinamento. L’abbinata urne/analisi del sangue sembra avere successo: «Non ci aspettavamo un'adesione simile» sorride contento Nikita Volkov mentre distribuisce un volantino a un gruppo di vecchiette: “Mosca città in salute”.

Con diversi osservatori a sorvegliare le urne elettroniche e le cabine, tutto sembra regolare al seggio n. 467. Davanti al tabellone degli otto candidati Serjozha, ingegnere, confessa di non essersi ancora deciso. Li passa in rassegna e li scarta, uno dopo l'altro, Putin compreso. Fuori, con una bottigliona in mano, capelli lunghi e aria da metallaro, Igor invece è più che convinto: «Votare? - sogghigna -, i parassiti? Io non voto per quei burocrati. Ho votato una volta sola nella vita, per Putin, poi mi ha fatto passare la voglia. Sono anarchico, io. Non sto a dirle che dito vorrei mostrargli a quelli».

Man mano che passano le ore, da varie parti della Russia arrivano accuse di brogli, video sospetti di personaggi colti a imbottire le urne, voci di pazienti trattenuti negli ospedali e costretti a votare. Nei vagoni della metropolitana l’invito a recarsi al seggio che ti è più comodo spazza via in un secondo l’immagine della soffocante burocrazia statale, assicurando che è possibile sbrigare in 5 minuti la pratica che permette di votare fuori dal luogo di residenza. Eppure, sussurra Katia che si descrive un'intellettuale, nel suo giro di amiche dei tempi dell’università non vota nessuno: «Hanno paura di fare elezioni oneste, in questo Paese». Va bene, ma Putin quanto ancora potrà durare? Il signore robusto è ancora lì a trastullarsi all'ingresso: «Vechno. In eterno».

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