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Russiagate: arrestato Roger Stone, amico di Trump e spin doctor della destra repubblicana

di Riccardo Barlaam


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Roger Stone, ex consigliere di Donald Trump (Afp)

2' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
NEW YORK - Roger Stone, 66 anni, spin doctor della destra repubblicana da decenni – famoso per il suo tatuaggio sulla schiena con la faccia di Richard Nixon - e amico storico di Donald Trump, di cui ha seguito informalmente la campagna elettorale per le presidenziali 2016 è stato arrestato in Florida nell'ambito delle indagini del Russiagate.

Lo ha reso noto l'ufficio del procuratore speciale Robert Mueller che da maggio 2017 indaga sulle presunte influenze dei russi sul voto americano. Stone è accusato di corruzione di testimoni, ostruzione e false dichiarazioni. Stone si è presentato in Tribunale e il giudice lo ha rilasciato dietro una cauzione di 250mila dollari (che però non pagherà se tiene fede alla promessa di presentarsi sempre in tribunale ogni volta che verrà convocato).
L'ufficio del super procuratore lo accusa anche di essere stato la persona che per conto del comitato elettorale di Trump cercò di ottenere le email rubate da Wikileaks per danneggiare gli oppositori del tycoon durante la campagna elettorale, sia gli altri candidati repubblicani prima della nomination, che la candidata democratica Hillary Clinton.
“Questa storia non ha nulla a che vedere col presidente, il presidente non ha fatto nulla di sbagliato” ha commentato la portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders.

La scorsa settimana il sito Buzzfeed aveva pubblicato le anticipazioni dell'inchiesta di Mueller, da lui definite “poco accurate” nel tentativo di stemperare il polverone mediatico. Secondo le rivelazioni del sito fu Donald Trump a ordinare al suo avvocato personale Michael Cohen di mentire al Congresso sulle trattative per costruire la Trump Tower a Mosca. Trump avrebbe appoggiato la visita di Cohen in Russia durante la campagna elettorale per incontrare Vladimir Putin, a cui voleva donare un attico da 50 milioni nel suo grattacielo. “Fai che avvenga”, avrebbe detto al suo legale. Si tratta di una delle accuse più gravi rivolte a Trump perché implica che il presidente abbia cercato deliberatamente di ingannare il parlamento americano.

FOCUS / Trump ordinò al suo legale Cohen di mentire al Congresso

Cohen il 7 febbraio avrebbe dovuto testimoniare davanti al Congresso. Ma ha posticipato a data non definita la sua dichiarazione perché, ha detto, sente in pericolo la sua famiglia per le minacce arrivate da Trump.
Due diverse commissioni della Camera, controllata dai democratici, stanno per avviare indagini su questa vicenda. Per cercare di capire se Trump abbia davvero invitato Cohen a mentire al Parlamento, ipotesi che se provata aprirebbe la strada alla procedura di impeachment del presidente americano.
Nelle prossime settimane Roger Mueller dovrebbe consegnare le conclusioni delle sue investigazioni sulle influenze della Russia nella campagna elettorale per le presidenziali del 2016.

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