rubati dati a 500mila elettori

Russiagate, incriminate 12 spie russe per furto online di dati

di Marco Valsania


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Robert Mueller (Afp)

2' di lettura

New York - Dal Procuratore speciale del Russiagate Robert Mueller arriva uno “sgambetto” a Donald Trump: a pochi giorni dal suo summit con il leader del Cremlino Vladimir Putin, ha fatto scattare l'incriminazione di una dozzina di 007 di Mosca, accusati di aver orchestrato e portato a termine il colossale e imbarazzante furto di e-mail dalla campagna di Hillary Clinton durante le elezioni presidenziali americane del 2016 che alla fine videro proprio il successo di Trump.

L'incontro di Trump con Putin, in Finlandia, era già sotto i riflettori: lo spettro, per i critici del Presidente anche dentro il suo stesso partito repubblicano, è quello di un faccia a faccia disteso e cordiale con il “nemico”, quando in questi giorni sono parsi estremamente tesi - e rabberciati solo nelle dichiarazioni ufficiali - le relazioni della Casa Bianca con gli alleati europei. Con le nuove incriminazioni sulle interferenze russe nelle elezioni statunitensi ora il summit del 16 luglio a Helsinki scotta: dai banchi dell'opposizione democratica si sono levate immediate richieste di una cancellazione del meeting alla luce delle nuove scoperte.

Lo j’accuse annunciato da Rosenstein
Il j'accuse formale portato da Mueller è stato annunciato dal vice-ministro della Giustizia americano Rod Rosenstein, gia' poco amato da Trump perché considerato troppo indipendente e incaricato di supervisionare l'inchiesta sul Russiagate. «L'Internet permette ad avversari stranieri di attaccare l'America in modi nuovi e inattesi», ha detto Rosenstein. In concreto, i funzionari dell'intelligence elettronica russa hanno utilizzato armi di “spear-phishing” nei confronti di volontari e dipendenti della campagna di Clinton e del Comitato nazionale del partito Democratico, impadronendosi di credenziali per l'accesso ai sistemi informatici e monitorando segretamente l'attivita' via computer di «decine di persone». Lo «spear-phishing» avviene inviando e-mail che appaiono spedite da una fonte nota e sicura e che invece fungono da cavallo di troia per le intrusioni.

Tutti e 12 sono esponenti del Gru
Tutti e dodici i russi accusati sono esponenti delle Gru, agenzia di spionaggio parte dell'intelligence militare di Mosca, e hanno agito nelle loro «capacità ufficiali». Il grande attacco di pirateria informatica ha sottratto migliaia di messaggi di posta elettronica e montagne di dati dai computer del partito Democratico e del presidente della campagna di Clinton, John Podesta. Il furto di informazioni delicate ha portato in seguito a dannose fughe notizie sullo stato della campagna e sulla strategia dei democratici. Ad oggi Mueller ha incriminato 20 individui e tre societa' nell'intera saga del Russiagate, ottenendo cinque ammissioni di colpa negli Stati Uniti. Tra le incriminazioni ci sono gia' quelle di 13 cittadini russi, oltre che delle tre societa' citate.

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