INCHIESTA

Russiagate, Meranda dai pm. Verifiche sulla società russa di Savoini

di Ivan Cimmarusti


Russiagate, Savoini dettava agenda di Salvini su gruppo whatsapp

2' di lettura

Comparirà nel pomeriggio l’avvocato romano Gianluca Meranda indagato nell’inchiesta “Russiagate” della Procura di Milano. È il “terzo” uomo del summit segreto all’hotel Metropol di Mosca del 18 ottobre scorso, dove si è discusso di una maxi commessa petrolifera, che avrebbe portato una plusvalenza pari a 65 milioni di euro in favore della Lega di Matteo Salvini. Un’operazione che – stando alle ricostruzioni preliminari – non sarebbe andata a buon fine. Ma gli inquirenti non escludono che il dominus dell’affare, il leghista Gianluca Savoini, abbia compiuto simili mediazioni tra imprese italiane e la Russia, incassando (regolarmente) commissioni per questo lavoro. L’inchiesta, però, vuole appurare anche se questo ruolo di trait d’union non abbia portato finanziamenti «irregolari» anche al Carroccio.

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Il “quarto” uomo all’incontro del Metropol
Gianluca Meranda, il legale romano indagato nell’inchiesta per corruzione internazionale sulla presunta trattativa avvenuta a Mosca è stato convocato per oggi pomeriggio dai pm di Milano per essere interrogato. Al momento non è noto il luogo dell’interrogatorio. Meranda ha subìto una perquisizione ieri da parte della Gdf che gli ha anche consegnato un’informazione di garanzia. Dalla Russia trapela l’indiscrezione che a quell’incontro al Metropol del 18 ottobre scorso abbia partecipato anche un “quarto uomo”. «Non desidero rilasciare dichiarazioni per il momento». In modo secco Meranda commenta l’ipotesi giornalistica che ci fosse un quarto italiano al tavolo. Meranda è assistito dall’avvocato Ersi Bozheku.

Al summit al Metropol di Mosca avrebbe partecipato anche un “quarto uomo”. L’avvocato Meranda: «Non rilascio dichiarazioni al riguardo». Nel pomeriggio sarà interrogato dai pm della Procura di Milano

La società russa di Savoini e D’Amico
L’indagine, dunque, è alle battute iniziali e potrebbe anche escludere aspetti penalmente rilevanti per gli indagati. Di certo gli investigatori stanno passando al setaccio ogni aspetto legato a Savoini – ex portavoce di Matteo Salvini, uomo forte della Lega con un passato legato all’estrema destra. Nella società russa, assieme a Savoini, risulta anche Claudio D’Amico, consigliere di politica estera dello stesso Salvini. I rapporti di Savoini con l’oligarca russo Konstantin Malofeev sono stati già illustrati. Tuttavia è proprio attraverso questi che l’ex portavoce di Salvini è riuscito a entrare in connessione con importanti ambienti politici. Malofeev è un influente imprenditore - legatissimo al presidente Vladimir Putin e al politologo «anti-europeo» Aleksandr Dugin – che sponsorizza il World Congress of Family, che nel marzo scorso ha organizzato un evento a Verona.

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