L’INDAGINE

Russiagate: sotto indagine in 13 per aver favorito Trump

di Marco Valsania

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(AP)


2' di lettura

New York - Il procuratore speciale Robert Mueller ha ottenuto l'incriminazione di tredici persone di nazionalità russa e di tre enti di Mosca per aver interferito nella politica americana e nelle elezioni per la Casa Bianca del 2016. Ma l'atto d'accusa, se indica che i russi sostennero attivamente Donald Trump, non contiene sospetti di connivenza nei confronti di cittadini americani o contro la campagna dell'attuale presidente, né indica che le attività criminali abbiano avuto un impatto sulle urne.Le incriminazioni sono state approvate da un Grand Jury. Tre persone sono state anche accusate formalmente di truffa finanziaria e cinque di furto d'indentità. Ad annunciare l'azione legale è stato il Dipartimento della Giustizia. Il viceministro Rod Rosenstein, al quale Mueller riporta, ha fatto sapere che «gli accusati hanno condotto quella che definiscono come una guerra dell'informazione contro gli Stati Uniti, con l'obiettivo dichiarato di diffondere sfiducia nei confronti dei candidati e del sistema politico in generale».

Le prime operazioni nel 2014
Mueller, che sta ancora indagando su possibili collusioni della campagna di Trump con la Russia e su sue ostruzioni dell'inchiesta, afferma che dal 2014 l'agenzia russa Internet Research Agency iniziò a operare con l'obiettivo di manipolare la politica statunitense, comprese le elezioni del 2016. Tra i metodi usati, la pubblicazione online di «informazioni denigratorie su un numero di candidati». Da metà 2016 l'azione russa si concentrò nel sostenere Trump e nel danneggiare la rivale democratica per la corsa alla Casa Bianca Hillary Clinton. I russi comprarono pubblicità e comunicarono con persone legate alla campagna di Trump per coordinare le attività, ma senza che costoro sapessero chi erano. Rosenstein ha precisato che l'atto d'accusa non coinvolge americani che abbiano coscientemente preso parte nell'operazione russa di disinformazione. «Non ci sono accuse contro americani», ha detto. Né nei documenti sono contenuti sospetti che l'operazione di Mosca «abbia alterato l'esito delle elezioni».

I rischi di manipolazione
Gli esempi di iniziative riuscite sono però rivelatori dei rischi di manipolazione, non solo nelle elezioni americane. Spesso i russi hanno impersonato su Internet cittadini statunitensi. Alcuni si sono recati negli Stati Uniti per raccogliere informazioni di intelligence. In un caso gli accusati usarono i social media per far costruire ad un ignaro americano una gabbia su un camion convincendo un altro a indossare un costume da Hillary in uniforme carceraria. L'operazione venne retribuita. I russi organizzarono e coordinarono anche rally e comizi, “pretendo” di essere militanti di base che poi non riuscivano a parteciparvi direttamente. Nel giugno 2016 usarono un account Facebook, Being Patriotic, e un altro di Twitter “@March_for_Trump” per promuovere una serie di manifestazioni in Florida.

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