i legami tra presidente e cremlino

Russiagate: Trump potrebbe essere interrogato. E minaccia di usare i poteri presidenziali

di Redazione Online


Russiagate, nuova grana per Trump

2' di lettura

Robert Mueller, procuratore speciale del Russiagate - la complicata indagine sui legami fra Trump, la sua elezione e presunte interferenze di autorità russe - ha evocato la possibilità di emettere un mandato di comparizione per interrogare il presidente americano Trump davanti a un Grand Giury. Lo scrive il Washington Post, riferendo di un incontro a inizio marzo fra Mueller e gli avvocati del presidente. Una mossa che potrebbe portare ad uno storico conflitto davanti alla Corte suprema americana.

I rapporti fra Mueller e Trump non sono buoni da tempo. Il presidente aveva addirittura pensato di licenziarlo, ha scritto nei mesi scorsi il New York Times. Stamattina il presidente - con il tweet qui sotto - continua a proclamare la sua innocenza e a ribadire la sua linea difensiva: questa è una caccia alle streghe.

Già ieri aveva commentato su Twitter l'articolo del New York Times con le 49 domande che il procuratore Mueller intenderebbe fargli nell'ambito dell'inchiesta sul Russiagate. Domande che, secondo l’editoriale del NYT, suggeriscono che sui rapporti Trump, uomini di Trump e Russia, Mueller sappia molto di più di quello che abbia lasciato trapelare finora.

Domande che presupporrebbero il reato di ostruzione della giustizia ma non solo. Si va dal licenziamento di Mike Flynn, consigliere per la sicurezza nazionale durato meno di un mese in carica per i contatti con l’ambasciatore russo prima dell’elezione di Trump, a quello del capo dell’FBI James Comey , mandato via due mesi dopo sempre in riferimento alle indagini sul Russiagate.

Trump - secondo queste 49 domande formulate dal team legale del presidente in base alle informazioni che hanno avuto dal procuratore Mueller - deve anche rispondere dell’incontro tra il suo team elettorale e l’offerta dei russi di fornire informazioni «sporche» su Hillary Clinton, sua avversaria nella campagna per la Casa Bianca 2016.

Per tutto ciò Trump minaccia di usare i suoi poteri presidenziali (che comprendono la possibilità di licenziare qualunque dipendente della branca esecutiva, ndr) e di intervenire nell'attività del dipartimento di giustizia, sullo sfondo del Russiagate. «Un sistema truccato. Non vogliono consegnare documenti al Congresso. Di cosa hanno paura? Perché così tanti omissis? Perché questa 'giustizia' iniqua? Ad un certo punto non avrò altra scelta che usare i poteri garantiti alla presidenza ed essere coinvolto!» ha twittato.

Il tweet di Trump sembra una risposta alle frustrazioni di alcuni repubblicani per il fatto che il dipartimento di giustizia non ha consegnato, o ha consegnato solo in parte e con omissis, i documenti richiesti su alcune questioni del Russiagate, compresa le intercettazioni da parte dell'Fbi dell'ex consigliere della campagna elettorale del tycoon Carte Page. Nel mirino quindi c'è sempre il vice attorney general Rod Rosenstein, da cui dipende il superprocuratore del Russiagate Mueller.

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