L’azienda abruzzese

Rustichella, la pasta artigianale che batte la crisi

Fatturato 2020 in crescita a 12,4 milioni. Il lockdown traina la produzione (+7%)

di Enza Moscaritolo

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Tremila quintali di pasta al mese. La Rustichella d'Abruzzo punta a un aumento produttivo del 70% con l'avvio a regime del nuovo stabilimento

Fatturato 2020 in crescita a 12,4 milioni. Il lockdown traina la produzione (+7%)


2' di lettura

Un incremento previsionale di fatturato pari quasi al 10% per il 2020, che passa dagli 11milioni e 400mila euro del 2019 ai 12milioni e 400mila euro previsti a fine anno. Un bilancio, dunque, più che positivo per l’azienda produttrice di pasta artigianale Rustichella d’Abruzzo che supera anche le più rosee aspettative, specie in un momento storico difficile come quello che stiamo vivendo. L’incremento ha riguardato anche la produzione – cresciuta del 7% secondo gli ultimi dati registrati al 31 agosto scorso (effetto del lockdown e della maggiore propensione a mettersi ai fornelli) - che si attesta sui 2.000 quintali di pasta di semola e grano duro e di 1.000 quintali per quella all’uovo al mese, distribuiti su dieci linee di prodotto, e che sarà destinata ad aumentare quando entrerà a pieno regime il nuovo stabilimento, aperto a Pianella dopo quello di Moscufo dotato di macchinari e tecnologie che rispondono agli standard dell’industria 4.0: obiettivo un aumento produttivo del 70%. Un segno della vivacità e della voglia di ricominciare che sta interessando l’area vestina, una zona dell’Abruzzo nella valle del fiume Tavo, un tempo ricca di mulini, ma che negli ultimi anni è stata interessata da un impoverimento del tessuto imprenditoriale a causa della chiusura di diverse realtà aziendali.

«È un riscontro che sicuramente ci dà fiducia – commenta Stefania Peduzzi, titolare insieme al fratello Gianluigi dell’azienda fondata a Penne (Pescara) dal nonno Gaetano Sergiacomo nel 1924 – e che ci ha consentito di erogare dei premi ai nostri dipendenti nello scorso mese di giugno. L’incremento, però, va a compensare la battuta d’arresto sul versante della somministrazione nel settore della ristorazione e del food service. Nei mesi scorsi abbiamo riorganizzato in tutta sicurezza la produzione alla luce delle disposizioni ministeriali – aggiunge - e per far fronte all’aumento produttivo e alla distribuzione dei turni abbiamo assunto circa il 10% di lavoratori interinali che sono andati a “riempire i buchi” dei cambi turni più brevi. E siamo soddisfatti che sia andato tutto bene, nonostante la paura».

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Ottima anche la performance dell’e-commerce che ha visto triplicare il volume d’affari: «Durante il lockdown abbiamo accelerato un processo di digitalizzazione che era già in atto – prosegue Stefania Peduzzi che è anche responsabile Marketing e Comunicazione – l’esigenza di acquistare da tutte le parti del mondo (Rustichella d’Abruzzo esporta in 70 paesi, ndr) è diventata una priorità di molti utenti e buyer. Portiamo avanti con fierezza una tradizione che è comunque chiamata a rinnovarsi per essere più vicino a consumatori ed estimatori che ci seguono soprattutto grazie ai social network e così dopo l’esperimento della piattaforma B2C, l’ecommerce Casa Rustichella è diventata anche B2B, disponibile in 5 lingue (italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo), con l’intento di sviluppare una vera e propria realtà commerciale che miri a fidelizzare l'utente e a soddisfare le sue esigenze».

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