in gioco 750 miliardi di aiuti

Vertice Ue, trattativa notturna per superare il blocco olandese. Rutte chiede potere di veto

In corso a Bruxelles il summit dei capi di Stato e di governo europei: sul tavolo il nodo dei fondi Ue per la ripresa post-Covid e il pacchetto finanziario anticrisi, il Recovery Fund

dal nostro corrispondente Beda Romano

Piano Ue, stress test per prepararsi alla nuova ondata

In corso a Bruxelles il summit dei capi di Stato e di governo europei: sul tavolo il nodo dei fondi Ue per la ripresa post-Covid e il pacchetto finanziario anticrisi, il Recovery Fund


3' di lettura

BRUXELLES – I capi di Stato e di governo dei Ventisette riprenderanno i lavori sabato 18 luglio dopo che nella giornata di venerdì 17 il negoziato europeo si è arenato per via della posizione assunta dall'Olanda. L'Aja ha rifiutato per ora una ipotesi di compromesso sul modo in cui i Ventisette sarebbero chiamati a controllare la spesa a livello nazionale del denaro comunitario previsto dal Fondo per la Ripresa che dovrebbe essere associato al prossimo bilancio comunitario 2021-2027.

La riunione iniziata venerdì alle 10 qui a Bruxelles è durata oltre 12 ore e riprenderà stamani sabato 18 alle 11. In ballo c'è un bilancio comunitario da 1.074 miliardi e un Fondo per la Ripresa da 750 miliardi di euro. Nella sua più recente proposta, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel prevedeva un benestare alla maggioranza qualificata del Consiglio dei piani nazionali dedicati all'uso delle risorse del Fondo e una approvazione dell'effettivo esborso da parte della Commissione europea, sentiti i governi.

L’opposizione dell’Olanda

L'ipotesi è stata respinta dall'Olanda. Così come è stata respinta anche una ulteriore ipotesi la quale prevede nel caso di divergenze tra i governi che la questione possa essere trasferita a livello dei capi di Stato e di governo. Secondo le informazioni trapelate nella notte, il premier Mark Rutte vorrebbe che anche solo un governo dissenziente possa imporre di trasferire il nodo al Consiglio europeo.

Dopo 12 ore di negoziato, il presidente Michel ha deciso di rinviare la discussione a sabato 18 luglio. La speranza è che la notte porti consiglio. Oltre alla questione del controllo reciproco, il nodo più rognoso, i Ventisette devono decidere anche l'ammontare del bilancio, la chiave di allocazione del denaro del Fondo per la Ripresa, la proporzione tra sussidi di prestiti (attualmente sono previsti 500 miliardi di sussidi e 250 miliardi di prestiti). A presiedere il vertice è il presidente Michel, ma la presidenza di turno dell'Unione è nelle mani della Germania.Molti governi sono pronti al compromesso ma L'Aja ha deciso di complicare le cose.

La “missione” di Rutte

Il premier Rutte è alla guida di un governo debolissimo e teme la prova delle urne prevista all'inizio dell'anno prossimo. Pur dipendente dall'Unione europea e dal mercato unico, sta mettendo in pericolo il bilancio per i prossimi sette anni in un contesto economico drammatico per via della pandemia influenzale. Con l'uscita del Regno Unito dall'Unione sente di dover difendere una visione intergovernativa dell'Europa. In un primo vertice in febbraio dedicato al bilancio comunitario, la cancelliera tedesca Angela Merkel aveva definito “bambinesco” il comportamento del premier Rutte. Storicamente, gli olandesi hanno sempre oscillato tra un aperto cosmopolitismo e un occhiuto nazionalismo. In questo momento, la seconda tendenza sembra aver la meglio mentre l'Unione europea sta negoziando un notevole passo avanti nell'integrazione comunitaria e il raddoppio nei fatti del bilancio europeo.

La notte della trattativa

Trattative si sono svolte nella notte nel tentativo di trovare una intesa, ed evitare un fallimento del summit. A guidare il negoziato è la coppia franco-tedesca che sta coadiuvando il lavoro del presidente Michel, un ex premier belga. L'Olanda ha la posizione più estrema, ma può contare per molti aspetti sull'appoggio di altri paesi, come l'Austria, la Danimarca o la Svezia. Molti paesi dell'Est e del Sud – a iniziare dall'Italia – vorrebbero mantenere inalterato l'ammontare del bilancio e soprattutto la loro quota di aiuti.

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