Geofinanza

Ryanair pronta a dire addio alla Borsa di Londra: scambi ridotti dopo la Brexit

La notizia dopo i conti del primo semestre: la perdita registrata dalla compagnia aerea low cost si è ridotta a 47,6 milioni di euro

Ryanair ha presentato a Bergamo il nuovo aereo Boeing 737-8200

2' di lettura

Il management di Ryanair sta valutando l’addio alla Borsa di Londra per effetto di una «consistente riduzione degli scambi» nel corso dell’anno ed in coerenza con una «tendenza generale delle contrattazioni sulle azioni di società dell’Ue dopo la Brexit».

Lo si legge in una nota diffusa dalla società, in cui viene indicato che «la quotazione primaria nel mercato regolamentato di Euronext Dublino offre agli azionisti il grado di protezione più elevato, incluso il rispetto del codice di corporate governance del Regno Unito».

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Gli effetti finanziari della Brexit

Secondo Ryanair la riduzione degli scambi sui titoli di società dell’Ue alla Borsa di Londra «è potenzialmente più acuta per Ryanair a seguito dell’estensione ai cittadini britannici del divieto in corso da tempo per i cittadini extra-Ue di acquistarne le azioni per effetto della Brexit».

Da qui la decisione del Cda di Ryanair di «valutare gli effetti del ritiro della quotazione standard dal Lse (Borsa di Londra, ndr)». La compagnia irlandese ricorda inoltre che le proprie azioni sono scambiate sul Nasdaq tramite gli Adr, i certificati depositari americani, riservati a titoli emessi su mercati finanziari fuori dagli Usa.

Ridotte le perdite nel primo semestre

La notizia arriva insieme a quella sui dati consolidati sui conti del primo semestre della società. La perdita registrata dalla compagnia aerea low cost Ryanair del primo semestre si è ridotta a 47,6 milioni di euro (55 milioni di dollari) dai 410,5 milioni di euro dello scorso anno, che era stato fortemente impattato dall’emergenza Covid.

Il fatturato del primo semestre è salito dell’83% a 2,15 miliardi di euro rispetto agli 1,18 miliardi di euro dell’anno precedente. Il traffico è rimbalzato del 128% a 39,1 milioni di clienti rispetto ai 17,1 milioni di un anno fa.

Entro il 2026 previste 5.000 assunzioni

Il fattore di carico è stato del 79%, in aumento di 7 punti percentuali rispetto al 72% di un anno fa. La società ha inoltre affermato che i suoi piani di crescita nei prossimi cinque anni creeranno 5.000 nuovi posti di lavoro per piloti, personale di cabina e ingegneri.

Ryanair prevede di investire oltre 100 milioni di euro in altri 2 centri di formazione ad alte competenze, possibilmente in Spagna e Polonia durante questo periodo. Il traffico pre-Covid di Ryanair di 149 milioni di passeggeri dovrebbe crescere fino a superare i 225 milioni di ospiti all’anno entro marzo 2026. L’obiettivo precedente era di 200 milioni all’anno.

Le stime per il 2022

Le stime per l’intero esercizio 2021-2022 «saranno sfidanti» per Ryanair. «Con la curva delle prenotazioni ormai in fase avanzata - spiegano a Dublino - la ripresa del traffico richiederà una continua stimolazione sui prezzi». Un fattore che, insieme a «prezzi crescenti per la piccola quota scoperta del bilancio del nostro fabbisogno energetico” rende “molto limitata la visibilità sui conti dell’intero esercizio».

«È perciò difficile - prosegue la Compagnia - fornire una previsione esauriente sull’intero esercizio». Il Gruppo ritiene comunque di poter raggiungere «quota 100 milioni di passeggeri, a seconda anche delle tariffe invernali», con una perdita di esercizio stimata tra «i 100 e i 200 milioni di euro». Cifre che dipenderanno «dall’andamento della campagna vaccinale, escludendo sviluppi non avversi della pandemia da Covid 19».

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